Giornata del Rifugiato

Latina, la tavolata italiana senza muri è apparecchiata: decine di volontari al lavoro nella ztl

Ma quali sono i numeri dell'accoglienza a Latina? Lo abbiamo chiesto all'assessora Patrizia Ciccarelli

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LATINA – La tavolata italiana senza muri è apparecchiata nel centro di Latina e sono stati serviti i primi pasti, e poi altri mentre suonano le note di Piergiorgio Ensoli e Marco Libanori. Intorno si muovono  decine di operatori volontari che si sono dati da fare per promuovere l’iniziativa che inaugura una settimana di eventi realizzati in maniera spontanea da 40 diverse associazioni che considerano Latina la Città dell’Accoglienza e vogliono dimostrarlo. La stessa iniziativa si svolge in contemporanea in altre 24 città italiane. Il vescovo Mariano Crociata ha salutato i presenti accolto con entusiasmo.

E se le polemiche non sono mancate per la scelta del Comune  di accogliere la proposta arrivata dal  Masci, gli scout adulti, con la collaborazione della Caritas, in occasione della Giornata del Rifugiato che si celebra il 20 giugno in tutto il mondo, in Via Eugenio di Savoia è stata  festa per piccoli e grandi, e non solo per i migranti, anche per tanti italiani. Di fronte all’allegria che si è creata per un’iniziativa insolita, sono passate in secondo piano le critiche sui social, e anche quelle lanciate da alcuni esponenti politici che hanno deciso di rimarcare negativamente l’iniziativa chiamata Migrando Popoli e Culture che si è aperta proprio oggi proprio con l’iniziativa di questo pranzo frugale: una tavolata apparecchiata lunga 80 metri in grado di accogliere fino a  300 persone.

“Vi aspettiamo a mezzogiorno in via Eugenio di Savoia al pranzo solidale a favore di una comunità inclusiva contro l’odio, la paura e gli egoismi. C’è un’altra Italia da raccontare Diamole voce”, era stato l’invito dell’assessora Patrizia Ciccarelli che è stato evidentemente accolto.

Alla titolare dei Servizi Sociali del Comune abbiamo chiesto in quest’occasione di raccontarci che cosa è oggi il fenomeno dell’immigrazione a Latina, come è cambiato il sistema di accoglienza che esclude oggi i richiedenti asilo, e quali sono i numeri reali: “Complessivamente oggi a Latina ci sono circa 600 richiedenti asilo ospitati nei Cas gestiti dalla Prefettura con il cosiddetto sistema di accoglienza straordinario che è ridiventato centrale; 81 sono invece nello Sprar, che oggi si chiama Siproimi e non include più i richiedenti asilo. I minori sono invece una ventina e sono in grande diminuzione”.

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