La giornata mondiale

Latina, in aumento le povertà assolute e quelle esistenziali. L’assessora Ciccarelli: “Riconoscerle serve ad operare meglio”

Il punto in un laboratorio cittadino che si terrà a palazzo comunale

LATINA – Ci sono povertà estreme rappresentate  da almeno cento persone seguite dalla rete di assistenza e sono gli ultimi, quelli che non hanno nulla di nulla. Ci sono poi povertà relazionali, esistenziali, culturali, sanitarie e sono tutte in aumento. Anche questa è Latina e se ne parlerà oggi, giovedì 17 ottobre  in Comune a Latina –  in occasione della Giornata internazionale contro la Povertà, istituita dall’Onu nel 1992 – IL PROGRAMMA.

“Abbiamo voluto che questa giornata non passasse inosservata – spiega l’assessora al Welfare Patrizia Ciccarelli –   Ci è sembrato importante creare un momento pubblico di condivisione con la cittadinanza per fare il punto sullo stato dell’arte e invitiamo ad essere presenti anche i cittadini dei quartieri che più vivono da vicino questo fenomeno. Ci siamo posti essenzialmente due obiettivi : fare una lettura del fenomeno che ne evidenzi le tante forme. La povertà si manifesta  in tanti modi e saperli riconoscere consente di fare un lavoro più efficace. Non è un esercizio filosofico è un momento operativo per capire che cosa stiamo facendo e che strumenti possiamo mettere in campo. L’altro obiettivo è riflettere sul valore dei contributi economici che sono insufficienti. Occorre sviluppare progetti personalizzati che mettano al centro la persona. Tutto questo sarà al centro del dibattito”.

LA POVERTA’ – Ma quanto è povera Latina? “Non abbiamo numeri completi sulla povertà assoluta, anche se è attivo un monitoraggio costante che facciamo di giorno e di notte e che riguarda persone di cui conosciamo tutto, ma che sappiamo non essere esaustiva. Abbiamo circa 80 persone che afferiscono al dormitorio invernale dal primo all’ultimo giorno, sul resto del territorio non c’è quasi nulla, siamo l’unico punto di riferimento tra Napoli e Roma e questo va superato attraverso una pianificazione del servizio anche sul resto del territorio”, aggiunge Ciccarelli.

La situazione si va poi complicando se si allarga lo sguardo: “Anche qui da noi avvertiamo come in tutta Europa gli effetti delle nuove povertà, di chi ha il lavoro ma non ce la fa, e le tante altre derivate dalla povertà economica: per esempio la povertà educativa o le solitudini. Come amministrazione raccoglieremo le proposte per ripensare anche i nostri servizi che richiedono anche un contributo di idee per migliorarli”.

 

2 Commenti

2 Commenti

  1. Massimiliano Fiaschetti

    Massimiliano Fiaschetti

    17 Ottobre 2019 alle 8:50

    Si ma la voglia di lavorare è pari a zero

    • peter rei

      21 Ottobre 2019 alle 5:37

      commento da bar

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