ironia social

Dopo il gruppo Fb che difende i daini, nasce “No alla mattanza dei Gamberi della Louisiana”

Il biologo Rambaldi: "Sono meno tenerone del daino, ma accoglietemi nei vostri acquari"

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LATINA – E’ chiaro che i social sono un veicolo formidabile per organizzare sacrosante battaglie, più spesso per diffondere suggestioni e qualche volta per far circolare subdole fake news.  E allora, visto il seguito ottenuto dal Gruppo “No alla mattanza dei daini”, un biologo marino ha fondato in queste ore il gruppo “No alla mattanza del gambero della Louisiana”. Lui si chiama Eraldo Rambaldi e scrive   evidenziando le contraddizioni insiste nella mobilitazione (mai fra l’altro una cosa del genere è accaduta per i migranti morti in mezzo al mare ndr). L’obiettivo, palese anche se non dichiarato, è quello di dimostrare che si usano due pesi e due misure e che la battaglia per i daini non è propriamente una battaglia animalista, perché altrimenti altre specie animali meriterebbero uguale mobilitazione.

L’IDENTIKIT – E’ il caso del povero Procambarus clarkii, nella terminologia comune Gambero della Luisiana,  una specie non autoctona presente nel Parco Nazionale del Circeo proprio come il daino. “Sono stato introdotto dall’uomo in Italia, come il daino, contro la mia volontà (me ne stavo tranquillo nell’America centrale e del sud) per fini di allevamento. Involontariamente sono fuoriuscito dalle aree confinate (come il mio amico daino) e con alcuni compagni e compagne ci siamo riprodotti e allargati praticamente in molte aree della Vostra bella Italia, compreso le aree umide del Parco Nazionale del Circeo”, scrive l’esperto dando voce all’animaletto rosso che “uomini senza cuore vogliono eradicare, catturandomi vivo e concentrandomi in spazi ristretti (le chiamano ceste e non corral come per il daino)”.

COME BAMBI – La storia appare in tutto identica a quella del daino anche per un altro elemento: il gambero in questione infatti è simile al Sebastian della disneyana Sirenetta proprio come simile è il cucciolo di cervo Bambi a quelli di daino: parenti stretti. Anzi il gamberetto è stato anche simpatico protagonista del film di animazione “Alla ricerca di Nemo” della Pixar. Ovvio allora che Rambaldi punti su questa suggestione per dire “No alla mattanza del gambero della Luisiana”.

L’APPELLO – Così, dopo che studiosi e esperti di biodiversità ne hanno studiato l’impatto ambientale e si sono pronunciati per lo sterminio, arriva l’appello di Sebastian: “Vi prego, non mi lasciate solo, ho bisogno di voi, del vostro supporto, di validi giornalisti in grado di lottare contro la mattanza in atto, ho bisogno di endorsement da parte di personaggi pubblici , magari coinvolgendo programmi televisivi di denuncia a livello locale e anche nazionale. Probabilmente molti di Voi umani mi vedono bruttino, meno tenerone del daino, e spaventati dalle mie chele, ma credo che sia l’aspetto etico a prevalere su tutto. vi prego quindi di salvarmi, accoglietemi nei vostri acquari, laghetti da giardino, stagni e quanto altro, purché possa salvare la pelle, sorry il carapace”.

 

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