ATTUALITA'
“Pillole del nostro territorio”, l’Archeoclub di Sermoneta riparte dopo il lockdown
SERMONETA – Proseguendo la sua articolata opera di attività culturale e di valorizzazione nell’ambito del Territorio e visto il blocco forzato dell’attività associativa causata dall’epidemia di Covid-19 l’associazione Archeclub di Sermoneta ha ideato per il mese di giugno il progetto “pillole del nostro territorio”. Cosa ci raccontano vie e monumenti attorno a noi? Come si può leggere il paesaggio? Quali sono le nostre tradizioni? Un progetto questo che ci permette di raccontare e conoscere ciò che ci circonda. Avendo come principale obbiettivo quello di promuovere il territorio per sviluppare una maggiore consapevolezza. Il progetto è patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, dal Comune di Sermoneta e della Compagnia dei Lepini. Verranno realizzati da esperti e da cultori del territorio degli smart video esplicativi che tratteranno gli aspetti materiali e immateriali del territorio in cui viviamo. Il Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, Sonia Testa, scrittrice, storico dell’arte e guida parlerà dell’aspetto storico artistico del territorio. Mostrando approfondimenti inediti su alcuni monumenti e opere importanti. Carlo Gennatiempo, zoonomo, parlerà dell’ambiente, della biodiversità, degli aspetti agroambientali e delle trasformazioni del territorio. Dante Ceccarini, pediatra e scrittore parlerà dell’aspetto linguistico dialettale e cinematografico di Sermoneta. Amalia Avvisati curerà alcune letture specifiche. Anna Ambrosetti, filologa classica, curerà la lettura delle fonti storiche che parlano di Sermoneta. Mentre Anna Marchioni, Carla Gori, Anna Poli, cultrici del territorio, mostreranno l’aspetto delle tradizioni popolari. Un’ occasione questa per ripartire con un team molto affiatato nonostante la mancanza di quella convivialità, quel confronto e quel dialogo che caratterizzava l’incontro tra associati penalizzata dal blocco forzato che abbiamo vissuto tutti. L’Archeoclub di Sermoneta cerca così di ritrovare quella connessione post pandemia per riprendere in sicurezza e in sinergia la propria attività.
ATTUALITA'
Pulcino di gabbiano “passeggia” in piazza del Popolo, cittadini mobilitati
LATINA – Ha generato un’ondata di simpatia, un pulcino di gabbiano che questa mattina intorno a mezzogiorno si è materializzato in piazza del Popolo, osservato e seguito da alcuni cittadini che hanno provato ad aiutarlo. L’uccello, infatti, evidentemente ancora non pronto per spiccare il volo, poco dopo è stato attaccato da gabbiani adulti, e poi, salvato da altri esemplari, probabilmente i suoi stessi genitori che hanno allontanato i primi. Lui, ha quindi continuato la sua passeggiata fino a Via Duca del Mare.
Per capire che cosa fare, è stato chiamato al telefono il Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Fogliano retto dai Carabinieri per la Biodiversità, che ha dato alcuni ragguagli. Li riportiamo qui.
Prima di tutto, il gabbiano (insieme a piccioni e ratti, per esempio) è una delle specie che il Cras non può accogliere presso la propria struttura dove invece vengono curati e nutriti rapaci e altre specie protette in difficoltà. E’ dunque inutile portare un gabbiano presso il Centro specializzato di Fogliano.
Seconda cosa, è perfettamente normale che un gabbiano non ancora pronto a volare si allontani dal nido: i suoi genitori lo seguiranno dall’alto dandogli da mangiare e pronti a intervenire in sua difesa se fosse necessario. Bisogna preoccuparsi solo in caso di pericolo immediato, come la vicinanza a strade o ferite visibili, provando a metterlo in sicurezza.
Terza cosa da sapere è che l’empatia generata dal volatile indifeso, e un eventuale intervento, hanno come effetto quello di alterare l’equilibrio naturale.
Quarta cosa, trattandosi fauna selvatica, il gabbiano è patrimonio indisponibile dello Stato per legge e dunque non è consentito prenderlo in custodia o detenerlo.
Insomma, e in sintesi, se la deve cavare da solo.
ATTUALITA'
Nozze d’oro, Maria Rita e Angelo regalano un’aula alla scuola di Borgo Montello
LATINA – Hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio e invece di farsi fare dei regali, hanno donato un’aula multisensoriale alla scuola di Borgo Montello che ha visto studiare tre generazioni della loro famiglia. “Uno spazio dedicato all’inclusione, all’innovazione e alla crescita dei nostri bambini”, spiega la sindaca Matilde Celentano che lo ha inaugurato con l’assessora alla scuola Federica Censi, valorizzando così la generosità di Maria Rita Marchiori e Angelo Sossai.
“Un gesto che parla di amore, appartenenza e senso di comunità. La scuola di Borgo Montello ha accompagnato la storia della loro famiglia: qui ha studiato Angelo, qui hanno studiato i loro figli e oggi studiano i loro nipoti. Oggi quel legame si traduce in un dono prezioso per tutti”, aggiunge in un post la prima cittadina Grazie alla loro sensibilità, la scuola ha potuto ripristinare il proiettore e inaugurare una nuova aula multisensoriale: un ambiente dove ogni bambino potrà sentirsi accolto, valorizzato e libero di imparare secondo i propri tempi e le proprie esigenze Questa è la dimostrazione più bella di quanto la collaborazione tra cittadini, scuola e istituzioni possa fare davvero la differenza. A Maria Rita e Angelo rivolgo, a nome di tutta la città di Latina, i più sinceri auguri per i loro 50 anni di matrimonio e un grazie profondo per l’esempio di generosità che hanno donato alla nostra comunità”, conclude Celentano.
ATTUALITA'
Lazio, le rinnovabili crescono, ma la dipendenza energetica è del 60%
Nel Lazio si accelera sulle rinnovabili nonostante ritardi infrastrutturali, burocratici e autorizzativi che frenano la piena transizione energetica della regione. È quanto emerso dal Forum Energia 2026 di Legambiente Lazio. In tutta la regione 178 impianti da fonti energetiche rinnovabili sono in attesa di valutazione, tra fotovoltaico, eolico e agrivoltaico, per una potenza complessiva potenziale di oltre 5.158 MW, e il Lazio si conferma prima regione italiana per nuova potenza fotovoltaica installata nel 2024, con un +62,7%. Resta però strutturale il tema della dipendenza energetica regionale. Il dossier evidenzia infatti che il Lazio presenta un deficit di produzione elettrica di 13.960,3 GWh, pari al 60,7% del proprio fabbisogno. Nel Forum 2026 Legambiente ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, amministrazioni locali, mondo tecnico e associazioni per costruire una visione condivisa sul futuro energetico del territorio
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