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politica

Petizione per la riapertura del teatro a Latina, l’opposizione è critica

Le dichiarazioni del Pd e di Fi e Lega

LATINA – “La petizione contro la burocrazia. Coletta usa questo espediente per cui il Movimento LBC, che esprime il Sindaco e tutti gli assessori della Giunta a Latina, ha lanciato l’iniziativa di chiedere al Comune che amministra e quindi a se stesso la riapertura del Teatro, indicando come colpevole la burocrazia, ossia sarebbero i Vigili del Fuoco, nella parte dei cattivi. Dunque siamo oltre il ridicolo. La vicenda del Teatro rimasto chiuso per 5 anni è rappresentativo della Giunta Coletta. Sindaco e assessori competenti dovrebbero solo dimettersi ma è un vocabolo che non conoscono”. Lo affermano in una nota Alessandro Cozzolino, Segretario PD Latina e Claudio Moscardelli, Segretario Provinciale PD Latina che continuano: “Dopo aver sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare, dopo ritardi, inconcludenza, addebiti ai Vigili del Fuoco di inventare motivi per non riaprire, arriva la petizione a se stessi. Si vanta la Giunta Coletta di aver speso la cifra di ben 600 mila euro per la messa a norma del Teatro. Una cifra ridicola spesa in 5 anni. Ma davvero Coletta vuole rifilare questo bidone alla Città? Latina non merita un sindaco così. Ora si cerca un colpevole indistinto ossia la buorocrazia e poi si mettono in atto iniziative per spostare l’attenzione. Indicare la riapertura del Teatro come simbolo di rinascita della Città supera ogni immaginazione. La riapertura del Teatro dopo 5 anni di chiusura, fosse anche domattina, sarebbe la prova provata di come NON deve comportarsi un sindaco e la sua giunta. Apprezziamo la sollecitazione di artisti di discutere sul Teatro in termini progettuali. Siano pronti ma vogliamo notizie certe sulla riapertura. Le bacchettate che hanno distribuito nei giorni scorsi gli assessori Di Francia e Ranieri a chi osa criticare sono fuori luogo. Chiedere scusa alla Città sarebbe il minimo”.

FI E LEGA – “La tragicomica trovata di Lbc di avviare una petizione online per chiedere la riapertura del teatro di Latina suona come l’ennesima presa in giro nei confronti di chi nel 2016 aveva creduto alle promesse del dottor Coletta di scrivere un nuovo libro in questa città. Dopo quattro anni di amministrazione e oltre 600mila euro spesi,  il movimento politico che amministra la nostra città prova a scaricare ancora una volta le sue responsabilità gettando fumo negli occhi dei cittadini di Latina. Ci piacerebbe capire, alla luce dell’accorato appello alle istituzioni che i consiglieri di maggioranza hanno messo nero su bianco nel loro comunicato, se Lbc ha capito in questi 4 anni di essere stata al governo della città”, scrivono i rappresentanti locali di Fi e Lega. “O, ancora peggio, ci piacere capire se questo non sia magari un mal riuscito tentativo di aggirare le regole e puntate  il dito contro i Vigili del fuoco che non hanno fatto altro che compiere il loro dovere.Dunque, invece di assumersi le responsabilità in prima persona e chiedere conto piuttosto al direttore generale Rosa Iovinella, che è anche responsabile dell’anticorruzione, come siano stati spesi gli oltre 600mila euro e come siano stati affidati gli incarichi, si preferisce puntare il dito contro la generica burocrazia. Un modo di ragionare che testimonia come per Lbc la legalità sia una strada a doppia corsia”. “Le regole vanno rispettate da tutti tranne quando devono essere applicate da questa amministrazione. Dunque ci sono delle prescrizioni da parte di un ente deputato a certificare la sicurezza del teatro ed ecco che Lbc cerca un escamotage per aggirarle. Scatta l’emergenza rifiuti? La spazzatura – concludono Lega e Forza Italia – viene accatastata senza autorizzazione nel piazzale di Abc. Il consiglio comunale è in video conferenza ma loro si autorizzano consigli comunali per bambini in barba ai decreti. Cosi come oggi si cerca di aggirare delle prescrizioni richieste per garantire la sicurezza di tutti noi e del teatro cittadino. Coletta e Lbc si assumano le loro responsabilità e chiedano scusa alla città per il nulla prodotto in questi quattro anni di non governo della cosa pubblica”.

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