LGNet

Latina nella rete dei Comuni italiani per l’inclusione d’emergenza

Diciotto enti insieme per scambiarsi esperienze e combattere degrado e marginalizzazione

LATINALatina in una rete che va da Bolzano a Palermo, composta da 18 comuni italiani  che per un anno proveranno a fare sistema con l’obiettivo di sostenere LGNet (progetto co-finanziato dall’Unione Europea) e migliorare il benessere di tutta la comunità in quei territori dove è alta la presenza di cittadini di origine straniera che non hanno ancora raggiunto un sufficiente livello di integrazione, attraverso la presa in carico delle situazioni più complesse anche al fine di contrastare il degrado, la marginalizzazione e il conflitto sociale nelle aree urbane interessate. Il motto è: “Prendersi cura delle persone, per prendersi cura delle città”.

Un partenariato strategico per la definizione di un modello innovativo che valorizzi la centralità del welfare territoriale in un quadro nazionale e locale, di connessioni operative, indispensabili a delineare processi di integrazione, favorendo condivisione e consapevolezza di tutti i livelli coinvolti, nel rispetto dei rispettivi ruoli e responsabilità”, spiegano dall’Assessorato al welfare del Comune di Latina in una nota.

I comuni della rete sono: Agrigento, Bologna, Bolzano, Caserta, Catania, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Sassari, Taranto, Torino, Trieste insieme ad ANCI Liguria, Azienda Servizi Sociali di Bolzano e Azienda Comunale per la Tutela Ambientale di Potenza – tre enti strumentali che sostengono le iniziative urbane in alcuni dei territori e che si stanno già scambiando informazioni ed esperienze.

Nei prossimi mesi  – con questo sistema – più di 3000 utenti saranno presi in carico dalle unità mobili e dagli one- stop-shop e indirizzati ai servizi di cura; più di 500 persone saranno beneficiarie di misure di sostegno abitativo e saranno sottoscritti e realizzati circa 600 progetti individuali di impegno civico finalizzati all’integrazione socio-lavorativa. “Queste azioni saranno affiancate, laddove le restrizioni causate dal covid potranno permetterlo, dall’attivazione di percorsi diffusi per la facilitazione dell’integrazione mediante l’organizzazione di attività laboratoriali, di incontro e di sensibilizzazione (community building) negli spazi e nei nodi di aggregazione sociale dei Comuni partner”.

 

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