l'operazione del Nas

Latina, braccianti minacciati di punizioni corporali se la raccolta andava male. E gli ortaggi prodotti con fitofarmaci vietati

Nel mirino una grande azienda con siti produttivi a Terracina, San Felice Circeo e Sabaudia

LATINA – E’ nata a ottobre del 2019, nell’ambito dei servizi contro il caporalato disposti dalla Divisione unità specializzate dell’Arma dei carabinieri sul territorio provinciale di Latina, dopo la denuncia di un bracciante agricolo di origini bengalesi. l’operazione scattata questa mattina all’alba, che ha portato all’arresto di 7 persone tra Terracina e Venezia. L’uomo lavorava in un’azienda agricola con sede a San Felice Circeo estesa su 5 siti produttivi, tra San Felice, Terracina e Sabaudia, per la produzione di ortaggi destinati al mercato locale nazionale ed estero. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del NAS di Latina, quella che si era creata intorno all’azienda era una vera e propria organizzazione per delinquere che assumeva e impiegava manodopera di cittadini stranieri approfittando del loro stato di bisogno, costringeva i dipendenti a sottoscrivere buste paga senza che fossero contabilizzate effettivamente le ore lavorate, impiegava  i lavoratori violando la normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e li minacciava di punizioni corporali in caso di insuccesso della raccolta.

Inoltre imponeva agli operai di avvalersi del servizio di trasporto gestito da uno dei caporali che doveva essere pagato per questo e,  con l’aiuto di un agronomo, anche lui tra i destinatari delle misure cautelari, coltivava gli ortaggi con metodi irregolari ricorrendo all’uso continuo e massiccio di fitofarmaci non autorizzati sulle colture in serra, impiegando lavoratori non formati e non abilitati, senza i dispositivi di protezione, esponendoli dunque anche a gravi situazioni di pericolo per la salute.

Durante l’operazione è stata accertata anche la mancata corresponsione di contributi obbligatori all’INPS per oltre mezzo milione di euro

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