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Studiosi in viaggio nel tempo nella Grotta Guattari del Circeo

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SAN FELICE CIRCEO – Un lembo di grotta mai indagato né studiato dai tempi del primo scopritore, Carlo Alberto Blanc. Si riaccendono le luci sul sito preistorico del Circeo dove un gruppo di archeologi ha reso noto di aver trovato i reperti fossili di altri nove uomini di Neanderthal, iene e resti di elefante, rinoceronte, orso delle caverne e dell’uro, il grande bovino estinto. “La caratteristica di questo luogo è quella di permettere un vero e proprio viaggio nel tempo: le condizioni di oggi sono sostanzialmente le stesse di 50 mila anni fa e la presenza di fossili rende la grotta un’eccezionale banca dati”, spiegano gli esperti. (foto e video Ministero della Cultura)

 “Una scoperta straordinaria di cui parlerà tutto il mondo – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini – perché arricchisce le ricerche sull’uomo di Neanderthal. È il frutto del lavoro della nostra Soprintendenza insieme alle Università e agli enti di ricerca, davvero una cosa eccezionale”.

Sono passati ottant’anni dalla scoperta della Grotta Guattari a San Felice Circeo, e solo oggi grazie alle ricerche sistematiche della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina in collaborazione con l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, iniziate nell’ottobre del 2019, sono emersi “significativi reperti fossili attribuibili a 9 individui di uomo di Neanderthal: 8 databili tra i 50mila e i 68mila anni fa e uno, il più antico, databile tra i 100mila e i 90mila anni fa. Questi, insieme agli altri due trovati in passato nel sito, portano a 11 il numero complessivo di individui presenti nella Grotta Guattari che si conferma così uno dei luoghi più significativi al Mondo per la storia dell’uomo di Neanderthal”.

Con questa campagna di scavo – ha detto Mauro Rubini, direttore del servizio di antropologia della SABAP per le province di Frosinone e Latina – abbiamo trovato numerosi individui, una scoperta che permetterà di gettare una luce importante sulla storia del popolamento dell’Italia. L’uomo di Neanderthal è una tappa fondamentale dell’evoluzione umana, rappresenta il vertice di una specie ed è la prima società umana di cui possiamo parlare”.

“Lo studio geologico e sedimentologico di questo deposito – ha evidenziato Mario Rolfo, docente di archeologia preistorica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata – ci farà capire i cambiamenti climatici intervenuti tra 120 mila e 60 mila anni fa, attraverso lo studio delle specie animali e dei pollini, permettendoci di ricostruire la storia del Circeo e della pianura pontina”.

Il ritrovamento di nuovi reperti archeologici riconducibili a nove individui dell’uomo di Neanderthal risalenti i 50mila e i 100mila anni fa, venuti alla luce in una grotta a San Felice Circeo rappresenta una scoperta straordinaria a livello mondiale che ha acceso i riflettori sul territorio della provincia di Latina”, commenta il presidente della Provincia Carlo Medici sulla scoperta dei resti fossili a San Felice Circeo.

“Ottanta anni dopo la scoperta di Grotta Guattari, il sito archeologico si arricchisce di nuovi tesori che ci aiutano nello studio della storia sul popolamento dell’Italia. Si tratta di un evento eccezionale – prosegue Medici – sia per la qualità che per la quantità del materiale archeologico ritrovato, grazie al lavoro degli esperti della Sovrintendenza di Latina e Frosinone in collaborazione con università e altri enti sul quale gli studiosi di tutto il mondo potranno effettuare ulteriori ricerche: ora si lavora infatti per ricostruire il quadro paleoecologico della pianura Pontina tra i 125mila e i circa 50mila anni fa. Per questa provincia un motivo di orgoglio e soprattutto in prospettiva un richiamo per appassionati e studiosi a visitare il nostro territorio quando i reperti, che ora sono stati portati a Roma per essere analizzati, torneranno qui”.

 

 

 

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Legalità, il Pd porta un decalogo nei Consigli comunali della provincia. «La missione Antimafia sia un punto di partenza»

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Portare nei Consigli comunali di tutta la provincia un documento comune da discutere, migliorare e approvare, per impegnare le amministrazioni locali su prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, trasparenza, formazione e promozione della cultura della legalità. È la proposta lanciata questa mattina dal Partito Democratico nel corso della conferenza stampa convocata presso la sede della Federazione provinciale di Latina, alla presenza del senatore Walter Verini, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare Antimafia, per fare il punto sulla missione della Commissione che si è riunita a Latina lo scorso 21 luglio e indicare le iniziative che il partito intende portare avanti sul territorio.

«Vogliamo che il tema della legalità entri stabilmente nell’agenda di tutte le comunità locali e delle istituzioni – ha spiegato Verini – perché questa provincia rappresenta, con le sue diverse realtà, una sorta di caleidoscopio delle forme attraverso cui la criminalità organizzata può insediarsi: dallo spaccio al riciclaggio, dall’usura alla penetrazione nell’economia fino alle collusioni con la politica. La missione della Commissione Antimafia ha confermato la necessità di mantenere alta l’attenzione. Ora lanciamo una proposta concreta: fare della legalità una precondizione per lo sviluppo e il futuro dei territori, coinvolgendo non solo i Consigli comunali ma tutte le forze sociali».

La proposta, illustrata dal responsabile Legalità e Sicurezza della Federazione provinciale Matteo Marcaccio, prevede un vero e proprio decalogo di impegni che i Comuni potranno discutere e assumere. Tra le misure indicate ci sono l’adozione di un piano comunale per la prevenzione e il contrasto alle mafie con una specifica sezione di bilancio, l’istituzione di una Consulta comunale per la legalità e di uno sportello di orientamento e supporto alle vittime della criminalità, protocolli di collaborazione con Prefettura, DDA, forze dell’ordine e altri enti, formazione continua di amministratori e dipendenti pubblici su legalità, trasparenza e anticorruzione, l’adesione ad Avviso Pubblico, un sistema di premialità per le imprese che adottano standard di legalità e trasparenza, la valorizzazione e la gestione trasparente dei beni confiscati, misure di prevenzione dell’usura e del gioco d’azzardo patologico, iniziative di educazione alla legalità nelle scuole e l’impegno a valutare la costituzione di parte civile dei Comuni nei procedimenti per reati di mafia ed estorsione.

«Dopo la visita della Commissione Antimafia avevamo assunto un impegno preciso: trasformare l’attenzione sul nostro territorio in un’azione concreta e permanente. Per questo chiediamo a sindaci e consiglieri comunali di discutere e approvare nei rispettivi Comuni una delibera che contiene dieci strumenti operativi di prevenzione, monitoraggio, formazione e contrasto alla criminalità organizzata. Non si tratta di misure isolate, ma di costruire un vero e proprio scudo istituzionale a tutela della nostra economia, degli imprenditori, dei lavoratori e dei cittadini».

«Per noi la legalità e la sicurezza sono una priorità politica e democratica – ha aggiunto il segretario provinciale Omar Sarubbo. «La provincia di Latina, per la sua collocazione tra le aree metropolitane di Roma e Napoli e per le caratteristiche del suo tessuto economico, è da tempo esposta ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. Le forze dell’ordine e la magistratura sono quotidianamente impegnate, ma la politica deve fare la propria parte. Non bisogna mai abbassare la guardia e dobbiamo fare in modo che tutte le comunità si sentano coinvolte in questa battaglia».

Sarubbo ha anche annunciato che la prossima Festa provinciale dell’Unità si terrà ad Aprilia dal 3 al 6 settembre, a sette anni dall’ultima edizione. «Abbiamo scelto Aprilia non a caso. È un Comune che vive una fase particolarmente delicata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e crediamo sia importante che il Partito Democratico torni a fare comunità e politica proprio lì, mettendo al centro anche i temi della legalità, della partecipazione e della qualità della democrazia».

Per la vicesegretaria regionale del Pd con delega alla Legalità Valeria Campagna la visita della Commissione Antimafia è stata un importante messaggio di presenza dello Stato, «ma non possiamo permetterci che l’attenzione sul territorio si accenda solo dopo un’inchiesta, un arresto o un episodio criminale» ha osservato. «La provincia di Latina ha bisogno di un’attenzione costante. Legalità significa prevenzione, trasparenza, lavoro regolare e opportunità, perché dove mancano diritti e prospettive le organizzazioni criminali trovano più facilmente terreno fertile».

Campagna ha richiamato anche il tema del caporalato e delle agromafie, ricordando il lavoro portato avanti dal Pd dopo la morte di Satnam Singh e l’iniziativa “Terra di diritti” organizzata lo scorso maggio. «Il caporalato non è soltanto una piaga sociale, ma una forma di controllo criminale del territorio. Per questo continueremo a lavorare per costruire una risposta che coinvolga istituzioni, sindacati, associazioni e mondo produttivo».

Un’attenzione particolare è stata dedicata ad Aprilia, dove lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose rappresenta uno dei passaggi più significativi nella storia recente della provincia. «Aprilia è un esempio di come la criminalità organizzata abbia saputo occupare spazi nell’imprenditoria, nella società, nella politica e nell’amministrazione – ha detto il segretario del circolo locale Davide Zingaretti. «Dopo l’Operazione Assedio e lo scioglimento del Comune si è creato un vuoto che dobbiamo essere capaci di riempire. Questo significa da una parte sostenere il lavoro fondamentale di forze dell’ordine e magistratura, dall’altra costruire una politica diversa, fondata sulla cultura dell’antimafia e sulla responsabilità di governo».

Il vicesegretario vicario del Pd Lazio e consigliere regionale Salvatore La Penna ha posto invece l’accento sul rapporto tra legalità, economia e qualità della classe dirigente. «Abbiamo un territorio con grandi potenzialità e imprese di eccellenza, ma anche un’economia che può essere drogata dall’ingresso di capitali di provenienza opaca. Per questo la battaglia per la legalità deve essere anche una battaglia per un’economia sana e per il futuro dei nostri giovani. Serve una classe dirigente preparata e capace di non cedere ai compromessi, perché la qualità della politica è uno dei primi presidi della legalità».

Il PD intende dunque proseguire il lavoro avviato con la missione della Commissione Antimafia trasformando quella presenza istituzionale in un percorso permanente sui territori. «La missione del 21 luglio è stata un passaggio importante – ha concluso Verini – ma deve essere soprattutto un punto di partenza. La proposta che oggi viene dalla Federazione di Latina ha un valore che può andare oltre questa provincia: mette insieme prevenzione, trasparenza, formazione e partecipazione e indica una strada concreta per costruire anticorpi contro le mafie».

L’obiettivo ora è portare la proposta nei Consigli comunali della provincia e aprire un confronto con associazioni, sindacati, mondo della scuola, imprese e società civile, affinché la legalità diventi un impegno condiviso e permanente.

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Ha salvato sei persone dall’inizio della stagione, Noemi la giovane bagnina di Sezze di 19 anni che tanto ama il mare

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Si chiama Noemi ha 19 anni è di Sezze scalo ed ama il mare da sempre. E’ la giovane bagnina che con professionalità, attenzione e grande prontezza dall’inizio della stagione estiva ha contribuito a salvare sei persone in difficoltà tra le onde. La giovane dipendente della Blue Servizi SRLS, azienda di Sezze, ha effettuato i suoi interventi sulla spiaggia della Bufalara compreso l’ultimo, quando un padre e il figlio si sono trovati in seria difficoltà nei pressi della scogliera artificiale, trascinati da una forte corrente.

Noi l’abbiamo raggiunta telefonicamente prima che iniziasse il suo turno di lavoro stamattina e ci ha raccontato come vive il suo lavoro

L’Amministrazione Comunale di Sezze desidera esprimere a Noemi un sincero ringraziamento e il più profondo apprezzamento per quando sta facendo. Sapere che una giovane della nostra città mette ogni giorno la propria professionalità al servizio della sicurezza degli altri è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità:

 

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Antonio Cardinali scomparso da Cisterna, ieri sera avvistato a Frosinone. La famiglia: aiutateci a trovarlo, non è lucido, ha bisogno di aiuto

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E’ stato visto ieri sera a Frosinone,  Antonio Cardinali 35 anni di Cisterna di Latina allontanatosi da casa, nella zona di Olmobello a Cisterna di Latina, nel pomeriggio del 14 agosto e da allora non ha più fatto ritorno. È stata presentata denuncia di scomparsa.

Noi di Radio Immagine abbiamo raggiunto Claudia la cognata che ci ha raccontato quanto Antonio sia fragile in questo momento e quanto abbia bisogno di aiuto. Antonio sarebbe stato avvistato nei giorni successivi all’allontanamento, tra il 16 e il 18 agosto, prima nella zona delle Ferriere e successivamente a Velletri ieri poi lunedì 24 agosto  Frosinone.

Ascoltiamo la cognata Claudia

Al momento della scomparsa indossava pantaloncini neri, una maglietta nera, occhiali neri e ciabatte. Aveva con sé un grande zaino di colore celeste e potrebbe aver indossato anche un cappellino scuro. È alto circa un metro e 80, spesso porta la barba e presenta alcuni tatuaggi che potrebbero aiutare a riconoscerlo: uno molto visibile sul collo del piede sinistro, raffigurante un cuore e un’ancora, e un piccolo fulmine sotto l’ombelico. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Antonio potrebbe non avere con sé documenti di identità. I familiari invitano chiunque dovesse vederlo o avere informazioni utili a contattare immediatamente le forze dell’ordine o i numeri 338 4031023 e 349 3575109. La famiglia ringrazia quanti stanno collaborando e chiede la massima condivisione dell’appello per aiutare a ritrovare il 35enne.

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