AMBIENTE
Latina, gli studenti del San Benedetto a scuola di ambiente
LATINA – Con le lezioni pratiche sulla progettazione e gestione delle fasce frangivento si conclude il percorso didattico del progetto LIFE Greenchange dedicato agli studenti dell’istituto professionale San Benedetto di Latina. Il percorso formativo è nato dalla collaborazione tra la Provincia di Latina, ente capofila del progetto co-finanziato dal programma europeo per l’ambiente e il clima LIFE, e l’istituto di istruzione superiore, con l’obiettivo di rendere gli studenti promotori e sostenitori della tutela della biodiversità e, in futuro, di sistemi agricoli sostenibili nel territorio pontino. La scuola, con l’azienda agricola di cui dispone, si è impegnata a trasferire le buone pratiche del progetto agli studenti. Il progetto, che sta realizzando una serie di interventi multifunzionali, zone umide e siepi alberate nella Pianura pontina e nelle aree rurali di Malta e Gozo, si è impegnato per far comprendere, in maniera pratica ai ragazzi, il significato e l’importanza delle infrastrutture verdi per rafforzare il valore ecologico degli agroecosistemi. Proprio gli studenti sono stati, infatti, coinvolti nella pianificazione di nuove fasce frangivento all’interno dell’azienda agraria dell’istituto e nella gestione, manutenzione e valorizzazione di quelle pre-esistenti. Gli 8 incontri calendarizzati sono stati divisi in lezioni teoriche e pratiche tenute dai partner di progetto Consorzio Poliedra, U-space e Confagricoltura Latina, con il supporto degli altri partner Cirf e Miema e con la partecipazione di 3 classi del San Benedetto, una dell’indirizzo Tecnico agrario e due del Professionale per l’agricoltura.
Le lezioni teoriche, iniziate lo scorso anno scolastico, hanno illustrato le azioni pianificate dal LIFE Greenchange nelle aree dimostrative e la sua strategia di intervento basata sulla messa a punto di sistemi di governance territoriale come il Patto per la biodiversità e gli accordi di custodia del territorio.
Durante le attività pratiche all’aperto nel mese di maggio, gli studenti hanno invece compreso come è attualmente strutturata la fascia frangivento dell’istituto e quali sono le sue criticità. Tra le altre attività, il team del LIFE Greenchange ha spiegato ai ragazzi come misurare l’altezza e il diametro degli alberi, azione utile nella fase di progettazione delle infrastrutture verdi, e come descriverne la struttura e la composizione.
Prossimamente è inoltre prevista la messa a dimora di due nuove siepi alberate con piante la cui produzione di frutti verrà conferita alle classi dell’indirizzo Alberghiero in uno scambio, fra i due indirizzi scolastici, teso alla realizzazione di una filiera a chilometro zero.
“Abbiamo pensato che per le nuove generazioni, e per chi intraprende un percorso professionale di questo tipo in questo istituto, sia fondamentale conoscere e assimilare il concetto di sostenibilità, toccando con mano la realtà del territorio locale, grazie all’incontro di professionalità diverse e ascoltando punti di vista molteplici sulle tematiche ambientali e della biodiversità.” Così Marisa Pietrosanti, docente di Agraria del San Benedetto e coordinatrice degli incontri, ha commentato l’azione didattica intrapresa e ha concluso sottolineando come sia importante per gli studenti conoscere concretamente le opportunità che la PAC e gli orientamenti dell’Unione Europea possono dare alle aziende che si orientano verso la sostenibilità.
“La Provincia di Latina – sottolinea il presidente Gerardo Stefanelli – ha scelto di investire sul progetto su LIFE Greenchange perché rappresenta uno strumento per la tutela del territorio e ci consente di coinvolgere altri soggetti, in questo caso gli studenti del San Benedetto in una pratica di educazione ambientale. Il nostro ente sta dimostrando di essere in grado di mettere in campo iniziative fondamentali in tema di difesa del territorio intercettando finanziamenti europei mirati”.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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