CRONACA
San Felice Circeo saluta Fiorella Battaglia, titolare del Punta Rossa
SAN FELICE CIRCEO – Si è spenta lunedì, all’età di 84 anni, Fiorella Battaglia, storica titolare della struttura alberghiera “Punta Rossa”, l’albergo di lusso realizzato in uno dei punti più affascinanti del Promontorio del Circeo, frequentato da attori, artisti, intellettuali, per anni al centro delle cronache mondane. “Donna energica e lungimirante, Fiorella Battaglia è stata una profonda amante del Circeo, sempre in prima linea per lo sviluppo e la promozione del territorio”, così la ricorda il gruppo politico Circeo Futura guidato dalla sindaca Monia Di Cosimo.
Accanto a lei, il marito e, negli anni, i tre figli, oltre all’immancabile Oscar Capponi, il cerimoniere dell’hotel venuto dal cinema e che ha accompagnato gli anni più mondani dell’albergo che da Via delle Batterie digrada fino al mare. Senza sosta in estate, in inverno Fiorella Battaglia si ritirava sulle colline pontine, in una sorta di buen ritiro, un luogo spartano, lontano dalle luci e dalle comodità dove si rigenerava.
«A nome dell’amministrazione comunale – afferma la prima cittadina di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo – esprimo profondo cordoglio e vicinanza ai familiari per la scomparsa di Fiorella Battaglia, persona lungimirante che ha contribuito alla crescita turistica del nostro territorio. La sinergia territoriale di cui si fece promotrice, riunendo persone che hanno sempre avuto a cuore questo paese, è oggi più che mai una necessità e faremo tesoro delle sue idee».
Tra le tante iniziative ideate, l’associazione “Triangolo Azzurro” – di cui Fiorella Battaglia è stata prima presidente -, attraverso la quale, negli anni Novanta, erano state messe in rete le realtà di San Felice Circeo, Sabaudia e le Isole Ponziane, creando una stretta sinergia tra operatori turistici e commercianti. Una promozione territoriale a 360 gradi e fortemente innovativa, tanto che il progetto, ideato con il contributo di Rosalba Marzella e Maria Luisa Iodice, fu “esportato” alla Bit di Milano.
I funerali di Fiorella Battaglia verranno celebrati mercoledì 25 gennaio alle ore 15:00 nella chiesa di S. Felice Martire, nel centro storico.
CRONACA
Sara e Alicya, l’appello accorato della mamma: “Mettetevi in contatto con noi”
MINTURNO – Anche la mamma di Sara e Alicya ha lanciato un accorato appello rivolgendosi direttamente alle sue figlie scomparse ormai da sei giorni. Mentre proseguono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona che indaga con l’ipotesi di sottrazione di minore, la donna – che aveva perso la potestà genitoriale come il marito dopo una separazione burrascosa – ha affidato ai social un toccante messaggio audio nel quale dice:
“Sara, Alicya, amori miei, se state ascoltando queste parole, vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, speranza di potervi riabbracciare al più presto. Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi, mamma non è arrabbiata e ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta, ricordatevi che vi voglio bene, che siete la mia vita. Vi prego tornate, mettetevi in contatto con noi, fateci sapere che state bene, vi prego”, sono le parole della donna.
Tante le segnalazioni raccolte sul caso e in particolare una foto inviata all’associazione Penelope Odv Lazio aveva fatto sperare in un indizio concreto per trovare le due sorelle di 12 e 16 anni fuggite di notte da una casa famiglia di Civitella Alfedena dove si trovavano. E’ stato il papà però, vedendo la fotografia, a escludere che si trattasse delle ragazze, mentre le ricerche proseguono da parte dei carabinieri che non hanno mai smesso di cercare nel sud Pontino, tra Scauri, Minturno e Fondi. Il caso è seguito anche dalla Prefettura di Latina e dalla Garante dei Minori del Lazio Monica Sansoni.
CRONACA
Vittime del caporalato, Celentano: “Presto i bandi per realizzare percorsi di assistenza-inclusione”
LATINA – Le vittime di caporalato potranno trovare a Latina progetti di accoglienza, assistenza e inserimento lavorativo dedicati a loro. Il Comune di Latina è tra i 10 italiani che dopo la candidatura sono entrati ora nella fase operativa della sperimentazione nazionale finalizzata “alla costruzione di un modello d’eccellenza per la presa in carico e l’inclusione socio-lavorativa delle vittime del caporalato e dello sfruttamento lavorativo”. Una piaga in agricoltura come hanno dimostrato numerose vicende di cronaca.
“Essere stati inseriti tra i 10 Comuni pilota a livello nazionale è il riconoscimento del grande lavoro svolto e della complessità di un territorio che richiede risposte ferme, strutturate e sinergiche – ha dichiarato la sindaca di Latina, Matilde Celentano – Latina si fa promotrice di un modello di emersione e legalità che rimetta al centro la persona attraverso il lavoro regolare, l’accoglienza sicura e l’autonomia economica, valorizzando la grande esperienza già maturata dalla nostra rete territoriale del Sai”.
“Nei prossimi giorni gli uffici pubblicheranno l’avviso pubblico per la co-progettazione e la co-programmazione delle attività finalizzata all’individuazione dei partner del Terzo Settore con cui costruiremo i programmi individualizzati – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali, Maurizio Galardo. – Grazie a questa sperimentazione, potremo contare su strumenti operativi e risorse mirate per accompagnare le vittime di caporalato in percorsi reali di inclusione sociale e lavorativa. Il coordinamento istituzionale di Anci e il supporto metodologico di Cittaitalia ci permetteranno di standardizzare pratiche d’eccellenza, trasformando la vulnerabilità in riscatto sociale. Invitiamo fin da ora le migliori realtà della nostra rete territoriale a partecipare al bando per scrivere insieme una pagina fondamentale di welfare e giustizia sociale per Latina”.
CRONACA
Aprilia, baby gang con la pistola viene intercettata dalla polizia. Ipotesi spedizione punitiva
APRILIA – Una banda di ragazzi giovanissimi, armata di una pistola è ricercata ad Aprilia dove la polizia ha individuato e denunciato alla Procura per i Minorenni un 16enne di origini albanesi che impugnava l’arma e che alla vista dei poliziotti l’ha lasciata in una fioriera dove è stata poi recuperata dagli agenti. Il giovane era con altri nove ragazzi.
Da quanto ricostruito, il gruppo aveva avuto un diverbio con un commerciante di origini indiane e non è escluso che fosse tornato sul posto armato per intimidirlo. Si indaga, inoltre, anche su possibili collegamenti tra la baby gang e recenti episodi in cui sono stati sparati proiettili in città a scopo di avvertimento. L’arma ritrovata è una scacciacani.
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