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Ventotto nuovi casi di Hiv-Aids, un decesso e due diagnosi in gravidanza

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LATINA – Ventotto nuovi casi di Hiv-Aids, la metà dei quali diagnosticati in stato di malattia avanzata quando il sistema immunitario è compromesso e già si sono manifestate gravi patologie. Età mediana 39 anni, ma ci sono anche giovanissimi e anziani e nella lista dei nuovi contagiati in provincia di Latina e  due donne in gravidanza.

“Sono dati impressionanti, quello  che non vorremmo mai vedere”, dicono dalla Uoc di Malattie Infettive del Goretti. Oggi che l’Hiv si può combattere con molte armi capaci di prevenire il contagio (le terapie Prep e Pep) e abbattere la carica virale (con la terapia antiretrovirale), negativizzando il paziente che riesce così a non essere contagioso e a fare una vita normale.  Per questo, occorre controllarsi e fare il test, unica strada per poter accedere alla diagnosi precoce.

Ad illustrare i dati, gli esperti infettivologi dell’ospedale di Latina nella Giornata Mondiale per la lotta all’Hiv Aids. Ad ascoltarli al museo Giannini di Via Oberdan centinaia di ragazzi e studenti di medicina. Mentre in ospedale ieri il test, grazie alla collaborazione della Uoc di Patologia Clinica, è stato offerto a tutti i pazienti ricoverati.

Qui, l’analisi dei dati dell’anno in corso, dalla voce della professoressa  Miriam Lichtner direttrice della Uoc di Malattie Infettive del Goretti e docente della Facoltà di Medicina. “Aumento delle infezioni, diagnosi tardiva, un decesso e diversi ricoveri di pazienti in gravi condizioni, un aumento della quota femminile, ma è emersa una popolazione più fragile che non si rede conto del rischio, si è contagiata diversi anni fa e lo scopre oggi. Le campagne vanno implementate su più fronti anche nella popolazione che non si ritiene a rischio”.

E’ stato il dottor Cosmo Del Borgo Direttore UOS Centro di Riferimento HIV/Malattie Infettive a illustrare ai presenti le armi a disposizione grazie alla tecnologia e al progresso scientifico e di come proprio le terapie per l’hiv abbiano fatto da apripista in altri campi.

La dottoressa Raffaella Marrocco dirigente medico di Malattie Infettive è entrata nel dettaglio dei dati nazionali per consentire il confronto con quelli locali, mentre la specializzanda Giulia Mancarella ha descritto l’andamento dell’infezione in provincia di Latina.

Presente al Mug la sindaca di Latina Matilde Celentano che ha parlato anche nella sua veste di medico: “Ricordo a tutti i cittadini  – ha detto – che i test sono gratuiti, anonimi e rapidi. E che, grazie agli enormi passi avanti fatti dalla ricerca, i pazienti affetti dalla patologia possono avere la stessa qualità e aspettativa di vita di soggetti sani. Il titolo di questo incontro “Illuminiamo la notte” ci richiama all’importanza di una società più consapevole e meno giudicante”.

Al Mug anche il direttore sanitario aziendale della Asl di Latina Sergio Parrocchia e Paolo Di Cristofano presidente del Corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia di Latina.

Al Mug esposte le opere di Marcello Ballardini per Mad a cura di Fabio D’Achille. La manifestazione è stata presentata da Franco Iannizzi. Nei i break musicali si sono esibite due artiste di MLab, Simona Carella e Erika Tara.

VIA DEI PUB  – E ieri sera (1 dicembre), c’era fila nella via dei Pub dove i volontari del Latina Checkpoint di Via Legnano coordinati dal responsabile Alessandro Girardi, hanno portato l’autoemoteca per eseguire i test e tanti ragazzi hanno deciso di controllare il proprio stato di salute  eseguendo l’esame rapido per Hiv, Epatite C  e per le altre malattie sessualmente trasmissibili. Distribuiti gadget e materiale informativo.  Si conclude con successo la testing week, con una media di 10-15 test al giorno, ma il check point resta aperto tutto l’anno e quest’anno sono stati oltre 200 gli over 25 che hanno fatto accesso al servizio.

 

 

 

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Latina, riapre il Parco Falcone e Borsellino: inaugurazione il 25 luglio con eventi e attività

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Sabato 25 luglio riaprirà ufficialmente il Parco Falcone e Borsellino di Latina, al termine degli interventi di riqualificazione finanziati con fondi PNRR. L’evento è stato presentato questa mattina nella sala De Pasquale del Comune dal sindaco Matilde Celentano, dal vicesindaco Massimiliano Carnevale e dalla dirigente Micol Ayuso.

Nel corso della conferenza sono stati illustrati i lavori eseguiti, che hanno interessato la sicurezza e la riqualificazione dell’area, con l’installazione di un sistema di videosorveglianza, la definizione di un regolamento per l’utilizzo del parco e l’organizzazione di servizi dedicati alla gestione degli spazi.

Il parco sarà aperto dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 7.30 alle 23 e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 7.30 alle 20. Saranno garantiti il servizio di apertura e chiusura, la sorveglianza durante gli orari di accesso, anche con il supporto delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e la manutenzione ordinaria del verde e degli arredi.

“Restituiamo alla città un luogo di incontro, sicurezza e socialità”, ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano, sottolineando come il parco fosse diventato negli anni un’area poco frequentata dalle famiglie a causa delle criticità legate alla sicurezza:

Il vicesindaco Massimiliano Carnevale ha evidenziato come l’obiettivo dell’amministrazione non fosse soltanto riaprire il parco, ma garantirne una gestione stabile e una piena fruibilità nel tempo:

L’inaugurazione prenderà il via alle 19, con ingresso da Largo Silvestri. Ospite della serata sarà lo speaker Renzo Di Falco, che condurrà l’evento. Il programma prevede il taglio del nastro, la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro, gli interventi istituzionali, l’intitolazione del largo centrale del parco a Fernando Bassoli, primo sindaco di Latina, il volo delle farfalle e un concerto del Conservatorio “Ottorino Respighi”.

Sono inoltre previste attività dedicate ai bambini, iniziative sportive e una serie di appuntamenti che proseguiranno nei fine settimana di luglio e agosto.

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L’allarme di Inail a Latina, il Dg Fiori : “Con caldo estremo rischi per la salute e la sicurezza di lavoratori agricoli e edili”

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LATINA – I rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori impiegati in edilizia e in agricoltura, generati dalle temperature estreme, sono stati al centro di un evento promosso dall’Inail a Latina, nell’ambito dell’iniziativa. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Latina, Matilde Eleonora Celentano, e del presidente della Provincia, Federico Carnevale,  il direttore generale di Inail, Marcello Fiori, illustrando i dati provinciali su infortuni e malattie professionali, ha parlato della piattaforma sviluppata con il Cnr, Workclimate, come importante strumento di prevenzione e ha voluto sensibilizzare interlocutori istituzionali e stakeholder sulla necessità di usarla come indicatore per emettere, nei casi di necessità, ordinanze che vietino il lavoro nelle ore più calde della giornata.

Un allarme quello lanciato dai vertici dell’Istituto che ha trovato proprio nel capoluogo pontino, un immediato riscontro nella cronaca. Negli ultimi due giorni, lunedì e oggi (martedì), due lavoratori edili sono morti improvvisamente mentre lavoravano, il primo alla pavimentazione di un terrazzo in una palazzina, il secondo in un campo fotovoltaico a Borgo Santa Maria. Su entrambi i casi, la Procura della Repubblica di Latina ha aperto un’inchiesta, ma è facile collegare le condizioni climatiche di questo periodo, dopo diverse giornate contrassegnate da bollino rosso, con i due tragici eventi.

“Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide emergenti per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’aumento della frequenza, intensità e durata delle ondate di calore espone un numero crescente di lavoratori a condizioni ambientali potenzialmente pericolose, soprattutto nei settori che prevedono attività svolte all’aperto, come agricoltura ed edilizia. A Latina, in particolare c’è un livello di esposizione di migliaia di lavoratori, perché questo è un territorio di a vocazione agricola e rappresenta uno dei territori di maggior sviluppo agricolo del Paese – ha spiegato Fiori – . Noi abbiamo, insieme a CNR e altre istituzioni scientifiche, sviluppato una piattaforma che si chiama Worklimate, che consente alle istituzioni locali, in particolare alle Regioni, di emettere ordinanze per vietare che si lavori in alcune fasce orarie dove le temperature salgono troppo e espongono addirittura al rischio della vita migliaia di lavoratori”.

L’intervista di Elisabetta De Falco

L’importanza di parlarne a Latina deriva dai numeri. Nel territorio pontino  – secondo i dati forniti dall’Istituto – si contano quasi 14mila aziende agricole, per un numero di occupati (circa 32 mila) che rappresenta quasi la metà dei lavoratori in agricoltura del Lazio. L’agro pontino è il principale motore agricolo della regione, rappresentando oltre il 30% del valore aggiunto regionale di settore. Per numerosità dei primati produttivi la provincia di Latina si colloca al terzo posto nazionale, dietro soltanto al tavoliere delle Puglie (Foggia e Bari). Latina è inoltre la terza provincia in Italia per export agricolo (257 milioni di euro nel 2024).

“Per affrontare queste sfide  – ha spiegato ancora il direttore generale di Inail – è nato il progetto Worklimate 3.0 – Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme,
un’iniziativa multidisciplinare finalizzata allo sviluppo di strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute dei lavoratori e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali.
Oltre a promuovere attività di ricerca epidemiologica, monitoraggio ambientale, formazione e sensibilizzazione, il progetto punta a migliorare la capacità di prevenzione e adattamento delle imprese rispetto agli effetti delle temperature estreme, sia calde sia fredde. Tra i risultati più importanti del progetto vi è lo sviluppo della piattaforma nazionale di previsione e allerta del rischio caldo Worklimate, oggi utilizzata da lavoratori, imprese, figure della prevenzione, autorità sanitarie e decisori pubblici”.

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Revoca della Bandiera Blu a Sabaudia, il sindaco Mosca: “Provvedimento ingiusto e dannoso”

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Dopo la revoca della Bandiera Blu da parte della FEE, il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, respinge le accuse di inefficienza rivolte all’Amministrazione, spiegando che il Comune aveva regolarmente avviato le procedure per attivare sette postazioni di salvataggio sulle spiagge libere. Il bando, però, è andato deserto a causa della carenza di bagnini qualificati, una criticità che, secondo il sindaco, riguarda l’intero Paese e non è imputabile all’Ente. Mosca sottolinea che questa situazione era stata illustrata nelle controdeduzioni inviate alla FEE, che però non sarebbero state prese in considerazione. Nel frattempo, il Comune ha comunque adottato misure per garantire la sicurezza, tra cui l’installazione della cartellonistica prevista, l’attivazione di tre postazioni di salvataggio, la presenza di un’ambulanza a Bufalara e unità cinofile di soccorso nei fine settimana.

Il sindaco definisce la revoca un provvedimento “oltremodo dannoso” per l’immagine della città e annuncia che l’Amministrazione sta valutando possibili azioni nelle sedi competenti.

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