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Fiorella Mannoia e Michele Bravi alla Latina Film Commission

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LATINA  –  E’ stata girata a Latina la clip  di “Domani è primavera”, il brano che vede per la prima volta collaborare Fiorella Mannoia e Michele Bravi, uscito il 14 giugno scorso su etichetta Epic e distribuito dalla Sony Music. Le riprese, infatti, si sono svolte nei locali della Latina Film Commission che ha supportato artisti e produzione.

“Un solo giorno di lavoro in full immersion – raccontano dalla LFC –  sotto l’attenta supervisione del produttore e manager Carlo Di Francesco, per un video che intende eguagliare e superare il successo che sta avendo in queste settimane il brano, rimbalzando di radio in radio e sulle diverse piattaforme digitali. La canzone è un grido di speranza che celebra la ricerca dell’amore e la voglia di continuare a ballare tra le difficoltà della vita”.

“Siamo contenti che Fiorella Mannoia sia tornata a Latina dopo l’esperienza del film di Michele Placido ‘7 Minuti’ e che abbia portato con sé un artista giovane ma dal peso musicale importante come Michele Bravi. Aver ospitato le riprese del video, in un set blindato e con ritmi serrati, ci riempie di orgoglio e conferma la bontà del lavoro che abbiamo avviato negli ultimi anni con case discografiche e produttori musicali, abbracciando ogni singola declinazione dell’industria dell’audiovisivo. Dal cinema alla tv, dalla pubblicità alla musica, la Latina Film Commission ha messo su una squadra di lavoro eterogenea per competenze e professionalità, riuscendo ad assicurare supporto e collaborazione a ogni tipologia di lavoro. Le difficoltà non sono mancate e persistono tuttora, ma l’impegno e lo spirito di sacrificio che contraddistingue tutti i nostri collaboratori continuano ad avere la meglio. Ne è evidenza quest’ultima collaborazione con Mannoia e Bravi, che auspichiamo possano tornare a trovarci per nuovi ed entusiasmanti progetti. Non a caso, ben presto si rinnoverà la stretta collaborazione con la Bad Boss per la realizzazione di un nuovo video musicale di portata internazionale, sempre qui a Latina e sempre nei locali della Latina Film Commission”, il commento di Rino Piccolo, direttore della Latina Film Commission.

“Orgoglioso del grande lavoro di squadra svolto al tavolo del turismo e della cultura per la provincia di Latina promosso dalla Regione Lazio e attivato presso la Camera di Commercio. Uno dei punti salienti è quello della riqualificazione dell’area Ex Rossi Sud in un Polo per la produzione audiovisiva e cinematografica, ma anche come punto di riferimento per la formazione delle professionalità del comparto, organizzazione di eventi dal vivo e laboratori per imprese creative locali – continua Piccolo – L’ex Rossi Sud ha notevoli potenzialità sul fronte della produzione e potrebbe divenire senza dubbio la nostra Cinecittà, dove poter realizzare veri e propri stabilimenti e ospitare set per il cinema, la televisione, la pubblicità e pure le produzioni musicali. Gli spazi sono ampi, diversificati e idonei, sono in una zona strategica, lontano dal traffico cittadino, nella tranquillità di una zona di periferia, con parcheggi a disposizione e facilmente raggiungibili dalle arterie principali, Pontina inclusa. Per le produzioni sarebbe sono un vantaggio girare a Latina, così come dimostrato in questi anni, durante i quali in molte si sono rivolte alla nostra città per i loro progetti. Senza dimenticare che qui trovano un supporto fondamentale nella Latina Film Commission e nei suoi collaboratori, non solo sotto il profilo di autorizzazioni e nullaosta, ma anche e soprattutto sul fronte del dialogo con le amministrazioni locali per l’utilizzo degli spazi e della più immediata reperibilità dei servizi, talvolta anche a costi maggiormente sostenibili. Oramai, chiaramente affermati nel settore, siamo diventati un volano per il territorio ed esistono già molte richieste per i prossimi mesi e i prossimi anni. Per il nostro territorio significherebbe ricevere in maniera strutturata un sopporto importante allo sviluppo economico, anche in termini di occupazione e stimolo per la nascita di nuove attività commerciali e imprenditoriali”.

Il videoclip è stato prodotto dalla attivissima società Bad Boss Production di Francesco Stoia, produttrice dei video di Lenny Krevitz, Negroamaro, Tiromancino, Le Vibrazioni e tanti altri. Il Video per la Mannoia ha la regia di Yuri Santurri (Fabrizo Moro & Ultimo) e la direzione di Valeria Cavaliere. La Latina Film Commission ha potuto contare su varie collaborazioni locali, tra cui Enrico De Divitiis, Paolo Pezone, Aldo Casale, Matteo Torella, Adriano Forgione, Barbara Forgione e Vincenzo Mulattieri.

 

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Università e Ordine degli architetti insieme: nasce il laboratorio per “Abitare il Cambiamento”

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Connettere le intelligenze del territorio per trasformare la ricerca universitaria in soluzioni concrete per i cittadini.  Questo l’obiettivo con il quale è nato il  protocollo d’intesa siglato tra la Sapienza di Latina e l’Ordine degli Architetti della provincia, un’alleanza strategica che dà vita al laboratorio di idee “Urbana Sapienza”. L’iniziativa punta a superare la rigidità dei tradizionali accordi formali per avviare un percorso di ascolto, partecipazione e rigenerazione diffusa in tutto il territorio pontino.

A spiegare il senso profondo dell’intesa è innanzitutto il prof. Antonio Corsini (Sapienza), che sottolinea il ruolo sociale dell’ateneo: «L’università non è un luogo chiuso, ma uno spazio di pensiero che deve aprirsi al tessuto sociale per restituire risposte. Con l’Ordine degli Architetti vogliamo rendere operative le tante idee progettuali che la Sapienza sviluppa, assumendoci la responsabilità di animare culturalmente la città e la sua provincia. Dobbiamo co-sviluppare soluzioni a sfide quotidiane, a partire da quella dei cambiamenti climatici, partendo dai luoghi che abitiamo».

Un approccio che trova piena sintonia nella visione dell’Ordine professionale, come evidenzia la Presidente, l’arch. Teresa Alvino: «Usciamo dai nostri studi per applicare buone pratiche che partono dall’ascolto. L’università produce ricerca scientifica, noi portiamo la ricerca applicata sul campo: dall’incrocio di queste competenze nasce una sinergia vincente. Non vogliamo calare le decisioni dall’alto, ma tirare fuori le risposte dal basso, rendendo le comunità vive e partecipi. ‘Urbana Sapienza’ sarà un marchio operativo presente in modo capillare su tutto il territorio».

Entrando nel merito delle azioni, l’arch. Valentina Isone, consigliera dell’Ordine, illustra la traiettoria di lavoro attorno al concetto di «Abitare il cambiamento»: «Articoleremo la nostra azione su tre pilastri: ricerca, progetto e condivisione. Intendiamo affrontare con coraggio tre nodi cruciali per il futuro della città: la restituzione e tutela del suolo, la gestione dell’energia condivisa attraverso nuovi modelli urbani, e la capacità di risposta dei centri abitati al riscaldamento globale mediante la tecnologia e la biodiversità».

A tracciare le conclusioni e la prospettiva culturale dell’accordo è infine il prof. Alberto Budoni (Sapienza): «In un contesto complesso come quello di Latina, questa iniziativa porta una spinta culturale e metodologica nuova. ‘Urbana Sapienza’ indica la necessità di ricomporre la frammentazione dei saperi moderni: dobbiamo fondere le conoscenze scientifiche e professionali con la ‘sapienza ambientale’ e tradizionale dei luoghi. Solo tenendo insieme ricerca, progetto e condivisione possiamo governare i processi di trasformazione e dare vita a una nuova civilizzazione urbana».

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Infarto, il “Goretti” al centro dello studio Air-Stemi pubblicato sul New England Journal Of Medicine

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Un importante contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, al quale ha partecipato attivamente la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo. Lo studio ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto STEMI e malattia coronarica multivasale, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan.

L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato il terzo centro dello studio AIR-STEMI per numero di pazienti arruolati, fornendo quindi un contributo particolarmente rilevante alla realizzazione di una ricerca di dimensione internazionale. La partecipazione di Latina è documentata anche nella pubblicazione scientifica: tra gli autori dello studio figura il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti. L’elevato contributo al reclutamento rappresenta un indicatore della capacità del centro di integrare l’attività assistenziale nell’infarto acuto con la ricerca clinica multicentrica, consentendo ai pazienti di partecipare a studi che affrontano questioni ancora aperte della cardiologia interventistica.

Il problema affrontato dallo studio è molto concreto: Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Il numero necessario da trattare con la strategia fisiologica per evitare un evento dell’endpoint primario è risultato pari a 21. Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari, l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati.

Uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita su circa il 52% dei vasi non responsabili dell’infarto, mentre nel gruppo guidato dalla sola angiografia è stato trattato circa il 95% dei vasi non-culprit valutati. La coronarografia funzionale utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci per indurre iperemia. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento. «Il messaggio dello studio non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»

“Lo studio internazionale AIR STEMI pubblicato sul New England Journal of Medicine apre nuovi importanti scenari nella cura più selettiva di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Il fatto che l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si sia distinto come terzo centro a livello internazionale per numero di pazienti arruolati dà lustro alla nostra Azienda Sanitaria e dimostra l’eccellenza e la grande capacità operativa delle nostre strutture e dei nostri professionisti. La Cardiologia del Goretti è uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, con una leadership nazionale in procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Questo risultato conferma che l’attività clinica quotidiana e l’alta ricerca scientifica possono e devono camminare di pari passo: portare la ricerca internazionale al letto del paziente significa garantire cure sempre più all’avanguardia, sicure e personalizzate. Lo studio contribuisce a migliorare concretamente la qualità e la precisione dei trattamenti nei confronti di patologie tempo-dipendenti così delicate”. Lo ha detto la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli

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La protezione civile Passo Genovese compie 18 anni, il presidente Iaiza: “Sono stati anni incredibili, guardiamo sempre avanti con lo spirito di aiutare”

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LATINA – Oggi la Protezione civile Passo Genovese Odv di Latina diventa maggiorenne, e il gruppo di volontari guidati dal presidente Maurizio Iaiza, ha deciso di festeggiare con un nuovo ingresso. Una cerimonia che vedrà protagonista un giovane cui sarà consegnata la divisa. “Sì, è il modo migliore per festeggiare questa giornata, sapere che ci sono altre persone che si uniscono a noi con lo spirito di aiutare”, sottolinea Iaiza che con gli altri venti volontari, uomini e donne, ha ormai una storia da raccontare.

“Sono stati 18 anni incredibili e mai avrei pensato di arrivare fin qui , abbiamo iniziato da nulla ma abbiamo lavorato con costanza e coraggio, guardando sempre avanti e mai indietro ed eccoci a festeggiare questo anniversario”, racconta Iaiza che ha sempre coordinato il gruppo: “Ma spero presto di cedere lo scettro a qualcun altro”.

Com’è nata l’idea di costituire questo gruppo di protezione?

“Il gruppo è nato da una mia iniziativa perché avevo visto che nella zona di Borgo Sabotino, Borgo Grappa, Borgo Santa Maria, capitavano incendi e non c’era un gruppo, era qualcosa che mancava aiutare i vigili del fuoco a spegnere gli incendi o nel periodo invernale intervenire nelle situazioni di rischio quando c’era maltempo. Per esempio vedendo la rotonda dell’aviatore che si allagava sempre, trovando delle soluzioni veloci, pratiche, un modo per disostruire l’acqua”.
E da uno, siete diventati quanti?
“Siamo una ventina ora, uomini e donne che hanno l’abilitazione antincendio. E stasera con l’occasione, daremo la divisa a un nuovo entrato che si chiama Marcus. Per me ogni volontario che si iscrive è una gioia, dà la possibilità al gruppo di crescere, di ampliare le amicizie e andare insieme con un progetto comune”.
Siete molto attivi, lo abbiamo visto anche quest’estate perché il vostro gruppo è intervenuto in situazioni di grande criticità.
“Sì, in via Faggiana (l’incendio peggiore a Latina nel 2026, ndr), e poi in via del Crocifisso,  ieri ci hanno chiamato per un incendio all’Acciarella sulla Nettunense e tanti altri. Siamo stati impegnati anche fuori dalla nostra provincia, con la colonna mobile regionale siamo andati in Emilia Romagna, in Toscana e  10 anni fa ad Amatrice, la zona del terremoto e lì non ci siamo mai fermati se non alla sera, eravamo sempre gli ultimi per il pranzo e per la cena, ma non solo io e il mio gruppo di protezione, tutti i gruppi di protezione civile, senza dire niente, in silenzio, si lavorava costanti, uno a fianco all’altro, senza contestazioni. Collaboriamo anche con il Banco Alimentare e con l’Unicef.
Quanti mezzi avete?
Siamo partiti da zero e adesso abbiamo quattro mezzi. Un pick up che ci ha donato  nuovo di zecca la Provida, due camion adibiti sempre all’antincendio e un furgone per il rischio idrogeologico che ci ha regalato il Circo Orfei che ha la sede di supporto qui vicino a Borgo Grappa, ce l’hanno donato perché nel periodo del Covid li abbiamo aiutati.
Svolgete una formazione specifica, qual è il percorso che un volontario di protezione civile segue per diventare operativo?
“Un volontario in genere decide di entrare nel gruppo e per 2 mesi ci segue, dopodiché decide se rimanere, se  sente lo spirito di adattamento: abbiamo tutti i nostri caratteri, le nostre idee, i nostri pensieri e non è semplice gestirli in modo che ognuno si senta a proprio agio. Se sceglie di rimanere, vengono fatti vari corsi di cui il  principale è quello dell’antincendio, organizzato dalla Regione Lazio, con un modulo di teoria e altri due pratici. Poi ci sono altri corsi, per esempio per montare tende e altre strutture, e noi siamo stati uno dei primi gruppi a montare la tenda triage nel periodo del Covid.
 Se dovessi dire, Maurizio, qual è lo spirito del volontario di protezione civile spiegandolo a qualcuno che può essere interessato anche a unirsi a voi?
“Lo spirito sinceramente è quello di sentirci utili, aiutare il prossimo, perché noi tutti abbiamo bisogno degli altri e come si dice, una mano lava l’altra e con due ci si lava il viso”.
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