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ASSISTENTI FAMILIARI
Il Comune istituisce il Registro

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comune latina con pallaLATINA – L’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Latina ha formalizzato un bando destinato alla creazione di un Registro Distrettuale degli Assistenti Familiari. Si tratta di uno strumento istituito dal Distretto Latina con provvedimento del Comitato dei Sindaci del 03.10.2013 al fine di qualificare sia la figura professionale dell’Assistente Familiare, attraverso il riconoscimento delle esperienze formative e lavorative utili allo svolgimento della professione, sia di favorire l’incontro tra domanda ed offerta attraverso uno strumento adatto a far emergere le risorse presenti sul territorio di professionisti del settore.

Sarà quindi possibile per le famiglie che hanno bisogno di rivolgersi a queste figure specializzate, attingere ad un elenco del Comune dove sono disponibili solo persone altamente qualificate che hanno conseguito un attestato di qualifica professionale.

«È volontà concreta dell’Assessorato ai servizi sociali e dell’Amministrazione – ha affermato l’Assessore Patrizia Fanti – dare seguito alla procedura di formazione che lo stesso assessorato aveva messo in piedi organizzando, grazie al contributo della Regione Lazio, corsi di formazione professionale per assistenti familiari. Nel registro ci saranno quindi operatori altamente qualificati al fine di garantire il massimo servizio alle persone che ne faranno richiesta».

Il Registro degli Assistenti Familiari sarà inoltre un registro distrettuale che, oltre al Comune di Latina, comprende anche operatori dei Comuni di Norma, Pontinia, Sabaudia e Sermoneta.

Per il ritiro delle domande di iscrizione, ci si può rivolgere al Segretariato sociale, in via Duca del mare, 7.

 

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ATTUALITA'

Palazzo M, i cancelli diventano un caso. Celentano e Muzio: “Chiederemo un confronto”

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LATINA  – Con la buona notizia della ristrutturazione di Palazzo M, arriva quella meno buona, dell’intenzione di chiudere l’accesso ai giardini con tre cancelli che cambierebbero il volto ma soprattutto la funzione sociale allo spazio antistante lo storico edificio di fondazione. (l’immagine pubblicata alcuni giorni fa da uno dei progettisti del Master Plan del centro storico di Latina, l’ingegnere Emilio Ranieri)

“L’amministrazione comunale guarda con favore al progetto di recupero e valorizzazione di Palazzo M, un immobile di grande rilevanza storica e architettonica, che rappresenta uno dei luoghi identitari della nostra città progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti”, ha commentato la sindaca Matilde Celentano in merito ai bandi di gara dall’importo complessivo di 30 milioni di euro, pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite il Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche, per la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’adeguamento funzionale dell’edificio denominato Palazzo M nel Comune di Latina, situato in corso della Repubblica 241.

“La riqualificazione di Palazzo M è una notizia estremamente positiva per la città – aggiunge la prima cittadina –. Parliamo di un immobile di fondazione e di un edificio di grande valore identitario, ad oggi utilizzato dalla Guardia di Finanza e dalla Questura, la cui significativa valorizzazione e messa in sicurezza può contribuire ulteriormente alla crescita e all’attrattività del territorio. Quando il progetto entrerà nelle fasi che richiedono il contributo del Comune di Latina, ente non proprietario dell’immobile, porteremo le nostre valutazioni e osservazioni nell’interesse della città. Anche sul tema della possibile chiusura dei giardini, che ha già suscitato un ampio dibattito tra cittadini e realtà del territorio, riteniamo indispensabile avviare un confronto con tutte le parti coinvolte per individuare soluzioni condivise che sappiano conciliare le esigenze di sicurezza e funzionalità con la fruibilità pubblica degli spazi. L’amministrazione comunale conferma, sin da ora, la piena disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti affinché il percorso di valorizzazione di Palazzo M possa coniugare le esigenze funzionali dell’immobile con il suo ruolo di luogo rappresentativo e aperto alla città”.

“Chiederemo agli enti coinvolti  di avviare un confronto volto a valutare soluzioni alternative ai cancelli, capaci di garantire la migliore integrazione possibile tra il complesso e il tessuto urbano, coniugando esigenze di sicurezza, funzionalità e apertura alla città”, assicura l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio che chiarisce il ruolo dell’Ente di Piazza del Popolo: “Quando saranno presentati gli atti e la documentazione urbanistico-edilizia necessari all’attuazione dell’intervento – afferma – il Comune, attraverso gli uffici del servizio Urbanistica e del Sue, potrà formulare le proprie osservazioni sugli aspetti di competenza nell’ambito di un tavolo di confronto. Un contributo che si inserirà nel solco degli indirizzi delineati dal Piano Città degli Immobili Pubblici, sottoscritto dal Comune di Latina e dall’Agenzia del Demanio, e degli obiettivi contenuti nel Masterplan del centro storico, il piano di rigenerazione urbana che punta a valorizzare l’identità della città di fondazione adeguandola ai moderni standard di vivibilità. Un percorso particolarmente significativo alla vigilia del centenario di Latina, che guarda a una città sempre più accessibile e alla massima fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Preciso che nella relazione del MIT si ‘ipotizza’ la chiusura dei cancelli su proposta della Guardia di Finanza, pertanto ritengo assolutamente possibile ancora poter interloquire su un progetto che riteniamo di grande valore, così come ritengo che sull’ipotesi dei cancelli gli enti coinvolti dovranno ottenere parere favorevole del Ministero della cultura anche sugli spazi esterni”.

Dieci anni fa si era parlato di una destinazione per l’immobile dove intere generazioni sono andate a scuola e che dieci anni fa, l’allora sindaco Vincenzo Zaccheo, aveva proposto di dare all’università come Rettorato proponendo per la Guardia di Finanza che lo occupa, l’ex Icos, oggi abbattuto.

 

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Confesercenti in Comune a Latina: commercio di vicinato e TARI le priorità

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Commercio di vicinato, sostegno alle imprese e riduzione del peso della Tari. Sono stati questi i principali temi affrontati nel corso dell’incontro che si è svolto il 12 giugno tra i rappresentanti di Confesercenti Latina e l’amministrazione comunale del capoluogo.

Al tavolo erano presenti il presidente provinciale di Confesercenti Latina Massimo Ceccarini, il sindaco Matilde Celentano, l’assessore alle Attività produttive Antonio Cosentino e il capo di gabinetto Agostino Marcheselli.

Nel corso dell’incontro, Confesercenti ha illustrato le principali difficoltà che stanno interessando il commercio locale, sottolineando la necessità di interventi a sostegno delle attività di quartiere, dei borghi e del centro cittadino.

Particolare attenzione è stata dedicata alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, misura che consentirebbe a imprese e cittadini di regolarizzare la propria posizione rispetto alla Tari e ad altri tributi comunali. Su questo punto, l’amministrazione ha confermato l’intenzione di aderire al provvedimento, che sarà portato all’esame del Consiglio comunale una volta completato l’iter tecnico e amministrativo.

Nel confronto è emersa inoltre la volontà di avviare un dialogo stabile tra Comune e associazioni di categoria per affrontare le questioni legate allo sviluppo economico della città e alla definizione del futuro Piano del Commercio.

L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a mantenere aperto il confronto sulle principali esigenze del tessuto produttivo locale.

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Minori non accompagnati, ripartono i corsi per tutori. La Garante del Lazio: “Figura-faro, proviamo ad alleviare le sofferenze di questi ragazzi fragili”

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LATINA –  Ripartono lunedì 15 giugno alla LUMSA di Roma i nuovi corsi di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione strategica tra l’Ateneo romano e la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, per preparare cittadini e cittadine di tutto il Lazio che lo vogliano, a diventare un punto di riferimento per i minori che arrivano in Italia senza una famiglia. Una risposta a esigenze concrete dei ragazzi più fragili. Tra gli iscritti anche tanti i cittadini della provincia di Latina che hanno partecipato alla prova preselettiva e ora potranno partecipare alla prima lezione in presenza a Roma e poi seguire il corso anche a distanza.

​”Un impegno che unisce etica e legalità in un territorio in cui i minori non accompagnati sono sempre in crescita e queste figure sono carenti. Dietro questo importante traguardo c’è il grande lavoro di squadra della struttura di supporto al mio Ufficio, potendo contare anche sul recente insediamento della nuova dirigenza che ha collaborato fattivamente per dare rapidità ed efficacia operativa all’iniziativa”, spiega la Garante Monica Sansoni.

CHE COSA SI IMPARA – “Un corso molto completo, ci sono moduli psicologici, giuridici, sociologici e sanitari – aggiunge la Garante  – . Quindi si vanno a toccare tutte le materie di diritto che un tutore deve conoscere, perché il tutore volontario di un MISNA è una figura faro per questo minore straniero che lo accompagna durante tutto il suo percorso personale, che siano visite mediche,  che sia un disbrigo burocratico, che sia un’udienza in Tribunale dove il minore deve presentarsi, perché magari il giudice ha bisogno di stilare un nuovo decreto.  Insomma è una figura importantissima, anche io sono docente all’interno del corso perché porto i casi pratici che in questi anni ho potuto completamente toccare con mano e sarò accompagnata da tutori formati da noi negli anni precedenti che racconteranno agli aspiranti proprio come funziona un tutore, cosa fa, e quello stato anche di empatia che si innesca tra il tutore e il minore straniero che è una parte molto delicata che io curo molto  nel mio modulo criminologico perché avvicinarsi, sintonizzarsi con il minore è importante. Non guasta conoscere una lingua straniera, perché i ragazzi che arrivano da noi all’inizio non parlano italiano e quindi bisogna associarli almeno con il francese, con l’inglese e questo lo abbiamo cercato un po’ di attenzionare tra i numerosissimi curricula che ci sono pervenuti. Felice che molti cittadini del nostro territorio hanno partecipato, questo mi ha reso molto orgogliosa”.

LA RETE – ​I corsi si muovono nel solco della legislazione italiana ed europea sulla protezione dell’infanzia: ” Attraverso questo progetto, non adempiamo però solo a un dovere normativo, diamo vita a una rete umana qualificata e sensibile”, aggiunge Sansoni.

 

 

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