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CRONACA

Desireè, quanti hanno assistito all’agonia senza chiamare aiuto?

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(la foto è tratta dalla pagina Fb in memoria di Desireè)

CISTERNA – Quanti hanno assistito all’agonia di Desireè senza chiamare aiuto? E’ una delle tante domande sulla morte della ragazza di Cisterna, mentre proseguono le indagini della polizia e i magistrati confrontano tutte le testimonianze raccolte in questi lunghi giorni di interrogatori, per ricostruire la sequenza dell’orrore,  attribuire ulteriori responsabilità, omissioni, ed eventuali complicità, per avere un quadro il più preciso possibile di quanto accaduto.

Quello che è chiaro ormai,  è che nelle ore precedenti la morte, la sedicenne di Cisterna era in piena dipendenza da droga e per questa ragione entrava e usciva nello stabile di Via dei Lucani chiamato il buco nero. Il suo stato infatti non le consentiva di compiere valutazioni, di comprendere il pericolo che correva, e ha avuto strada facile uno dei suoi aguzzini che le ha promesso la dose, somministrandole invece con altri un micidiale miscuglio di sostanze. Secondo una giovane che era presente e che gli investigatori hanno ascoltato, le sono stati dati crack, un tranquillante, eroina e metadone (solo gli esami tossicologici potranno darne conferma). Chiunque avrebbe rischiato la morte in una situazione simile, ma con l’aggiunta della violenza fisica continuata e la fragilità dei soli 16 anni di Desireè, il finale era praticamente scritto.

Non è escluso che più persone abbiano anche assistito allo stupro, all’agonia di Desy che l’autopsia ha decritto lunga ore, e infine alla morte, senza prestarle soccorso, nemmeno quando è parso chiaro che stava malissimo e invece di soccorrerla, “le davano dell’acqua per farla riprendere”.

IL QUARTO UOMO – Intanto è stato identificato dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma il quarto componente del branco che ha drogato e stuprato la ragazzina. E’ un cittadino del Gambia che sarebbe fuggito in un’altra regione ed è attivamente ricercato . Per tutti i 4 indagati, tre già in carcere, l’accusa è di omicidio volontario pluriaggravato.

L’ASSISTENZA CHE NON C’E’ – Ma che cosa si poteva fare? Non si dà pace il papà Gianluca Zuncheddu, con precedenti per spaccio, per non essere riuscito a tenere lontana sua figlia dagli spacciatori. Addolorati professori e compagni di classe del Liceo Artistico che lo scorso anno, prima che lei abbandonasse la scuola, avevano capito il disagio e provato a starle vicino senza successo.

“Il problema riguarda la poca comprensione dei problemi che c’è sui problemi della neuropsichiatria in generale. Se noi riteniamo che i problemi del disagio dei giovani si possono affrontare colo come problemi di ordine pubblico, siamo sulla strada sbagliata. In questa provincia, se noi abbiamo un problema con un adolescente in crisi – ha spiegato il neuropsichiatra infantile Sandro Bartolomeo esperto di problemi dell’età evolutiva –  non sappiamo dove collocarlo se non nei centri di diagnosi e cura accanto ai malati psichiatrici acuti, che è il posto peggiore dove collocarlo. Se non si farà qualcosa non ci sarà una, ma tante Desireeé”.

Oggi l’assessore all’istruzione del Comune di Latina Gianmarco Proietti ha coinvolto la commissione cultura convocata dal presidente Fabio D’Achille, in un minuto di silenzio dedicato a Desirée

3 Comments

3 Comments

  1. Pierluigi Manetti

    26 Ottobre 2018 at 14:00

    I colpevoli sono quelli del PD

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    26 Ottobre 2018 at 14:41

    Tutti, tutti quelli che abitano la dentro senza permesso di soggiorno, espulsi e mai andati via, quando dico tutti dico anche altre razze di etnia diversa non c’è solo la mafia nigeriana che per spacciare paga il pizzo ai sistemi.

  3. Sandra

    26 Ottobre 2018 at 22:09

    Ciao piccola!

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CRONACA

Cadavere rinvenuto a largo di Ponza, indagini in corso

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Macabro ritrovamento nelle acque davanti all’isola di Gavi, nell’arcipelago ponziano: un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato scoperto nelle scorse ore da un sub. L’uomo ha immediatamente allertato la Capitaneria di Porto di Gaeta, intervenuta sul posto per il recupero del corpo. I resti sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Cassino, dove saranno eseguiti gli accertamenti autoptici nel tentativo di risalire all’identità della vittima. Secondo le prime ipotesi, il corpo potrebbe appartenere a una persona dispersa in mare, probabilmente uno dei migranti morti nelle ultime settimane nel Tirreno e trascinati dalle correnti fino a quest’area. Le condizioni del cadavere, ormai irriconoscibile e attaccato dalla fauna marina, non consentono al momento di stabilire neanche il sesso della persona. Le indagini sono in corso.

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Ponza, bambino azzannato da un cane viene elitrasportato a Roma

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Un bambino di 8 anni è stato aggredito da un cane nella mattinata di oggi a Ponza, nella zona del porto. Il piccolo è stato elitrasportato in gravi condizioni all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei Carabinieri, il piccolo si trovava in piazza insieme alla famiglia quando due pitbull sarebbero usciti da un’abitazione senza guinzaglio né museruola. Uno dei cani si è avventato contro di lui, azzannandolo davanti agli occhi di alcune persone che sono riuscite ad intervenire, allontanando l’animale e mettendo in salvo il piccolo, mentre veniva lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari, che hanno disposto il trasferimento d’urgenza in eliambulanza verso la Capitale. I Carabinieri hanno invece avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica e verificare le responsabilità.

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A Terracina anziana truffata da finto funzionario Inps: arrestato a Napoli un 60enne

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TERRACINA – E’ accusato di aver truffato un’anziana a Terracina, è stato arrestato nelle scorse ore dai militari della Stazione Carabinieri di Terracina nel quartiere di Secondigliano a Napoli,  un 60enne, per l’ipotesi di truffa aggravata. L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini erano state avviate a febbraio dopo la denuncia di un’anziana residente a Terracina che era stata raggiunta a casa da un finto funzionario dell’INPS che aveva detto di dover consegnare una raccomandata. L’uomo invece aveva raggirato la vittima, convincendola a consegnare la somma di 1000 euro in contanti che dovevano servire per regolarizzare la pratica. Soltanto in serata, il figlio della malcapitata, esaminando la documentazione lasciata all’anziana vittima, si trattava di fogli di un istituto di credito, in bianco, si è reso conto del raggiro.

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