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Roghi tossici e discariche abusive per arricchire pochi: due arresti e un indagato a Cisterna

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LATINA – I roghi tossici, quelle carcasse di auto e di altri oggetti, elettrodomestici e altri rifiuti speciali bruciati intorno ai campi rom, luoghi divenuti discariche abusive che costeranno centinaia di migliaia di euro di bonifica alla collettività, servivano per un traffico di rifiuti nel quale sono coinvolti anche tre uomini di Cisterna, amministratore ed ex amministratore  di una ditta con sede legale a Latina e il loro capo operaio. Lo ha scoperto l’operazione Tellus coordinata dalla Dda di Roma e condotta dai Forestali di Roma, Rieti, Latina e dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, coadiuvati dai militari dei Reparti Territoriali dell’Arma, che hanno eseguito una serie di misure cautelari personali e sequestro preventivi di mezzi e società disposti dal gip del  Tribunale di Roma. Tra le 6 custodie cautelari agli arresti domiciliari  c’è quella notificata ad un 45 enne di Cisterna, Salvatore Lupoli e al suo l collaboratore Sandro Riggi di 50 anni. In tutto 30 le misure e 57 gli indagati, tra cui un altro uomo di Cisterna. I carabinieri hanno eseguito anche il sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti ed 1 impianto di autodemolizione. le accuse a vario titolo sono per traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di veicoli e truffa in danno delle assicurazioni, simulazione di reato, favoreggiamento personale.

Le indagini partite  nell’aprile 2016  hanno fatto emergere il meccanismo: i rom si occupavano di disassemblare i rifiuti, ma anche auto rubate o provenienti dai centri di rottamazione, poi davano fuoco al resto o gettavano i rifiuti in gigantesche aree utilizzate come discariche abusive. La parte utile invece veniva  portata nelle ditte di demolizione che rivendevano i pezzi all’estero e senza aver pagato o costi di smaltimento. Un traffico illecito stimato di circa 3 milioni di kg di rifiuti metallici, per un indebito profitto complessivo stimato in oltre 440.000 euro, ed un’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione ed al riciclaggio di numerosi veicoli con truffe in danno delle assicurazioni.

VANTAGGI PER LE DITTE, DANNI ALLA COLLETTIVITA’ – “Le indagini  – si legge in una nota dei carabinieri forestali –  hanno innanzitutto consentito di ricostruire un’intera filiera illegale per la gestione di rifiuti metallici speciali ed urbani, di cui una compiacente società di recupero rifiuti rappresentava l’anello finale, ove avveniva l’ultima “ ripulitura” cartolare, realizzata con documentazione ambientale artatamente redatta, volta a schermare l’illecito flusso di provenienza. I conferitori dei rifiuti sono risultati essere per lo più soggetti di etnia rom, residenti presso campi nomadi ed insediamenti abusivi della Capitale, all’interno ed in prossimità dei quali avvenivano sistematicamente le illecite attività di gestione delle più disparate tipologie di rifiuti, anche ingombranti, ivi trasportati dopo  averli raccolti rovistando nei cassonetti, oppure prelevandoli da utenze domestiche ed attività commerciali/artigianali. All’interno delle suddette aree, in totale mancanza dei presidi ed in spregio delle norme a salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente, avvenivano delle vere e proprie operazioni di cernita, separazione e disassemblaggio, per l’estrazione delle componenti di valore dei rifiuti ( ad es. estrazione delle serpentine in rame dagli elettrodomestici fuori uso), che venivano poi rivendute alla società di recupero al fine di conseguire un ingiusto profitto, consistito per i trasportatori nel corrispettivo di vendita al predetto centro, e per la società ricevente nella successiva commercializzazione ad un prezzo superiore a quello di acquisto, lucrando sulle spese relative all’attività di recupero ed allo smaltimento delle componenti “ indesiderate”. Un “risparmio” per la società, in tal modo tramutato in “costo” direttamente riversato sulla collettività,  dal momento che le frazioni estranee venivano notoriamente e sistematicamente smaltite mediante abbandono sul suolo”.

FINTI FURTI E ROTTAMAZIONI PER NON PAGARE I LEASING – Sono stati infine accertati diversi casi in cui i proprietari o locatari in leasing dei predetti autoveicoli, fossero in accordo con i sodali dell’organizzazione, facendo in modo di far giungere i veicoli direttamente presso l’impianto di autodemolizione, denunciandone il furto solo successivamente e lamentando dinamiche di svolgimento dell’evento totalmente false, al fine di riscuotere il premio liquidato dalla compagnia assicurativa.

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CRONACA

Controlli a Formia e San Felice per  la vendita di prodotti ortofrutticoli privi di informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura

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Controlli sulla vendita di prodotti ortofrutticoli privi di informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura a Formia, dove i Carabinieri hanno accertato presso un esercizio commerciale di ortofrutta l’assenza di indicazione del paese di provenienza di meloni. Contestata al titolare del punto vendita violazione amministrativa per un importo di 334 euro.

Nella stessa operazione i Carabinieri a San Felice Circeo  in una società di ortofrutticola hanno accertato una violazione amministrativa per “mancate indicazioni esterne obbligatorie per i prodotti ortofrutticoli” per un importo di 1.100 euro.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità competenti (disponibile il numero gratuito di emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali 1515) comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio

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CRONACA

Fermati con rame e strumenti da scasso. I Carabinieri denunciano tre persone ad Aprilia

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Denunciato in stato di libertà, un cittadino romeno di 64 anni per il reato di ricettazione in concorso con altri due suoi connazionali, rispettivamente di 42 e 38 anni, che dovranno rispondere anche di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere. I Carabinieri hanno fermato l’autovettura di proprietà e condotta dal sessantaquattrenne, sulla quale viaggiavano anche gli altri due soggetti. Nella perquisizione rinvenuti circa 400 chilogrammi di materiale in rame, costituito da cavi per la messa a terra e tubazioni, di presunta provenienza illecita. Nella disponibilità dei due uomini più giovani diversi attrezzi da scasso e oggetti atti ad offendere. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, che proseguirà gli accertamenti finalizzati alla ricostruzione dei fatti e all’individuazione dell’eventuale provenienza della refurtiva.

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ATTUALITA'

Processo per la morte di Satnam Singh, il sindaco Mantini: «In aula per testimoniare i valori dell’accoglienza e la difesa della dignità umana»

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Udienza del processo per l’omicidio di Satnam Singh, in aula oggi anche il sindaco di Cisterna Valentino Mantini: «Anche oggi ho voluto essere personalmente presente nell’aula della Corte di assise del Tribunale di Latina per la penultima udienza del processo per la morte di Satnam Singh. Ero lì in veste di sindaco  – ha detto il Primo Cittadino – a rappresentare non soltanto il Comune di Cisterna che si è costituito parte civile con l’avvocato Maria Belli ma l’intera comunità che il bracciante e la sua compagna avevano scelto come luogo dove vivere e che ha ospitato i familiari della vittima, arrivati dall’India dopo la tragedia del giugno 2024. Ci siamo e ci saremo quando si tratta di mettere in campo valori quali la solidarietà, l’accoglienza, il rispetto delle persone e della dignità del lavoro in un territorio, il nostro, che ospita centinaia di lavoratori stranieri impiegati soprattutto in agricoltura e dove operano molte aziende serie e rispettose delle regole e dei diritti. Da parte nostra abbiamo voluto imprimere nella memoria il ricordo di Satnam Singh con una targa apposta nel Polo dell’ex area Nalco, in via delle Province, struttura che ha accolto il fratello della vittima, Amritpal Singh».

 

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