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Al Circeo, 40 anfore trovate sui fondali comporranno un museo diffuso: via alla catalogazione

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SAN FELICE CIRCEO – La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti, diretta dalla dottoressa Paola Refice, sta lavorando alla catalogazione dei reperti archeologici trovati nel mare di San Felice Circeo negli ultimi anni.

L’inizio di questa attività è la premessa fondamentale per tutte le future operazioni di natura museale che si terranno a San Felice e fa seguito alla mostra temporanea “Le rotte di Circe – I rinvenimenti archeologici subacquei”, aperta ad agosto e settembre a piazza Vittorio Veneto.

“L’idea – spiega il Sindaco Giuseppe Schiboni – è quella di creare un museo “diffuso”, composto di percorsi di visita, passeggiate e spazi espositivi su tutto il territorio. I ritrovamenti archeologici fatti al Circeo spaziano dall’epoca dell’uomo di Neanderthal al XVIII secolo, un patrimonio importante che non può essere compresso in quattro mura. Da Grotta Guattari alle mura megalitiche, passando per la Villa dei Quattro Venti e il Centro Storico, ci sono 80.000 anni di storia in tre chilometri di passeggiata. Il lavoro della Soprintendenza ci permetterà di valorizzare questo patrimonio storico.”

“I reperti – sottolinea Angelo Guattari, delegato ai Beni Culturali del Comune di San Felice Circeo – saranno destinati a uno spazio museale presso piazza Marconi, nel centro storico del paese. In attesa che i locali vengano ristrutturati, i beni archeologici saranno ospitati in un luogo sorvegliato, dove la Soprintendenza terminerà la fase di archiviazione. Gli elementi più rappresentativi di questa raccolta saranno esposti tutto l’anno, contribuendo ad allungare la stagione turistica.”

La dottoressa Chiara Delpino, archeologa della Soprintendenza incaricata della tutela subacquea, descrive il lavoro in corso e racconta il tesoro subacqueo del Circeo: “Attualmente stiamo studiando e archiviando i reperti trovati sui fondali del Circeo. La realizzazione di questo inventario è una forma di tutela per controlli futuri non solo di ciò che sarà esposto ma anche dei beni che non saranno usati per le mostre e lasciati in deposito presso San Felice. Abbiamo messo sotto la lente di ingrandimento quaranta reperti, in larga parte anfore di tipo greco-italico, anfore tardo-repubblicane (del tipo definito Dressel 1A-1B)  e anfore di provenienza africana. A queste, si aggiungono ancore in ferro che stiamo ancora datando.”

“Parliamo di materiale – continua la dottoressa Delpino – di estremo interesse che va all’incirca dal II secolo avanti Cristo al II secolo dopo Cristo. Alcune anfore riportavano sul collo l’indicazione del contenuto e la provenienza geografica, altre avevano ancora i bolli che, ai tempi, venivano apposti dal commerciante, una tracciabilità ante litteram. Quest’ultima tipologia di reperti è considerata un rinvenimento raro; chi fa archeologia clandestina non sapendo come conservare questi manufatti, estremamente fragili, li riporta alla luce senza alcuna cura e i bolli si sgretolano appena usciti dall’acqua: averne trovati in buone condizioni rappresenta un caso importante.”

Dal Comune di San Felice Circeo arriva un invito a denunciare i ritrovamenti e una ferma condanna alle attività illecite. “Chi trova dei reperti in mare – spiega Umberto Natoli, delegato del Sindaco all’attività archeologica subacquea al quale, assieme a Massimiliano Accolla, si debbono molti dei ritrovamenti avvenuti negli ultimi anni – deve avvisare le forze dell’ordine, il Comune o la Soprintendenza entro 24 ore. Il consiglio è lasciare l’oggetto dove si trova senza tentare recuperi maldestri che potrebbero comprometterne l’integrità e il valore storico. Bisogna fissare il punto dell’avvistamento e chiedere un intervento degli esperti che avviene sempre in tempi brevissimi. Per chi recupera reperti archeologici senza denuncia si prefigurano diversi reati.”

 

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Digital Invictus, il premio dell’editoria digitale sportiva continua a riscuotere successo

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Prosegue con crescente partecipazione il premio letterario Digital Invictus, iniziativa dedicata all’editoria digitale sportiva promossa dal Comune di Latina. Il sesto appuntamento, svoltosi il 17 aprile presso l’impianto polivalente Luigi Verga, ha visto protagonista Mauro Grimaldi, consigliere delegato della Federcalcio Servizi, autore del libro “1982. Il terzo titolo mondiale”.

L’incontro ha coinvolto anche le squadre giovanili dello Sporting Latina 2019, dando vita a un confronto tra l’autore e i giovani partecipanti. Dal racconto del Mondiale vinto dall’Italia nel 1982 si è passati a riflessioni sull’attuale situazione della Nazionale, in un dialogo diretto con i ragazzi presenti. Particolare interesse hanno suscitato i cimeli esposti, tra cui le divise originali della Nazionale, un pallone autografato dai protagonisti di quella vittoria e una replica della Coppa del Mondo realizzata in stampa 3D.

Il progetto Digital Invictus, fortemente voluto dall’assessore allo Sport e alle politiche giovanili Andrea Chiarato, coinvolge direttamente gli studenti delle scuole medie del territorio, che compongono la giuria del premio. I prossimi incontri sono in programma il 5 maggio presso la scuola Natale Prampolini di Borgo Podgora e il 7 maggio al Centro Ginnastica Pontino. La finale, in cui sarà premiato il miglior ebook sportivo, si terrà l’11 giugno all’Imbarcadero di Villa Fogliano.

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Al Barcelona Beer Festival vince la birra pontina Ergo Brewery: oro alla Lambeth

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LATINA – Ergo Brewery, un birrificio con sede a Latina acquisito nel 2023 da Beer Italy Srl, si è messo in grande evidenza al Barcelona Beer Festival, il più importante punto d’incontro dell’Europa meridionale per appassionati e professionisti del settore. Con la sua birra Lambeth, il birrificio ha conquistato una prestigiosa medaglia d’oro, imponendosi tra centinaia di etichette provenienti da tutta Europa. “Un risultato che non rappresenta soltanto un traguardo, ma anche una dichiarazione di identità: qualità, ricerca e una visione internazionale capace di fondere tradizione e innovazione sotto l’egida dell’esperienza di Beer Italy Srl – dicono dall’azienda, spiegando che la Lambeth “è una birra lontana dalle mode passeggere, un omaggio alla cultura dei pub britannici: una birra di carattere ma dalla straordinaria bevibilità”.

Caratterizzata da un colore ambrato brillante e una schiuma sottile ma persistente, la Lambeth offre al naso un raffinato equilibrio tra le note biscottate e di caramello dei malti e i sentori terrosi e floreali dei luppoli nobili inglesi. In bocca, la struttura maltata sostiene un amaro deciso ma mai invadente, chiudendo con un finale secco che invita immediatamente al sorso successivo. È proprio questa pulizia esecutiva e il rispetto rigoroso dei parametri dello stile (equilibrio tra dolcezza del malto e amaro del luppolo) ad aver convinto i giudici internazionali a Barcellona.

La Lambeth nasce da un’idea chiara di Beer Italy Srl: portare lo spirito British oltre i confini geografici, reinterpretandolo con sensibilità contemporanea. A Barcellona, città simbolo di contaminazione culturale e creatività, questo dialogo tra stili ha trovato il palcoscenico ideale. Il pubblico e la giuria hanno premiato non solo il gusto, ma anche la coerenza filologica e la personalità del prodotto.

Il festival rappresenta molto più di una semplice competizione: è un laboratorio internazionale dove nascono tendenze e nuove visioni del mondo brassicolo. Ogni anno richiama migliaia di visitatori e operatori del settore. In questo contesto altamente competitivo, distinguersi significa entrare a pieno titolo tra le eccellenze europee.

“Ergo Brewery  – concludono dal birrificio con sede a Latina – è pronta a scrivere il prossimo capitolo della birra artigianale europea”.

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L’associazione In Ricordo di Daniele dona un’altra sedia a rotelle all’ospedale Goretti

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LATINA – l’Associazione In Ricordo di Daniele Odv ha donato un’altra sedia a rotelle all’ospedale di Latina. “Ancora una consegna utile per i malati del nostro nosocomio  – dice la presidente Antonietta Parisi,  mamma di Daniele -. Questa mattina abbiamo donato al Poliambulatorio Piastra C dell’Ospedale S. M. Goretti, una sedia a rotelle personalizzata richiesta dal Coordinatore Infermieristico. Siamo sempre più orgogliosi delle nostre tantissime donazioni e ringraziamo tutte le persone che ci sostengono”.

(In foto, la mamma di Daniele con: Giulio (Coordinatore Infermieristico); Emiliano Milani ( dirigente Infermieristico), Serena e Pisana, volontarie dell’associazione)

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