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CRONACA

Licenziamento nullo per discriminazione di genere, il giudice del lavoro di Latina conferma la decisione cautelare

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LATINA – “Licenziamento nullo per discriminazione di genere”. Arriva nella settimana in cui è massima l’attenzione sul tema, la decisione del giudice del lavoro del Tribunale di Latina di confermare anche in sede di opposizione proposta dall’azienda, la nullità del provvedimento unilaterale dell’azienda per “discriminazione della lavoratrice donna licenziata nel 2019 a pochi mesi dal matrimonio”.

A darne notizia l’avvocato Fabio Leggiero del Foro di Latina cui si è rivolta una donna licenziata dalla Sermometal srl. L’azienda metalmeccanica di Latina aveva adottato il licenziamento disciplinare per “gravi mancanze” al rientro dal periodo di congedo matrimoniale (richiesto nel rispetto della legge e del contratto collettivo). E così lei, certa di non essere venuta meno ai suoi doveri, ha deciso di difendere anche giudizialmente il suo diritto a sposarsi e a farsi una famiglia.

Il licenziamento è stato quindi impugnato davanti al Tribunale del Lavoro e nei giorni scorsi il giudice Umberto Maria Costume – in sede di opposizione- ha confermato il primo provvedimento cautelare dichiarando “il licenziamento nullo e discriminatorio poiché irrogato in violazione del Codice sulle pari opportunità nei rapporti sul luogo di lavoro tra uomo e donna”.

Così facendo  – spiega il legale – il Tribunale ha accertato oltre ogni ragionevole dubbio, la reale motivazione -sottesa al licenziamento- confermando le statuizioni della prima fase cautelare ovvero reintegra e risarcimento del danno. Sono state vagliate dal Tribunale adito le reali motivazioni -illecite- alla base del licenziamento. Ciò poiché durante lo svolgimento del rapporto di lavoro opera sia il generale principio di eguaglianza “senza distinzione di sesso”, proclamato dall’art. 3, primo comma, Cost., sia il principio di eguaglianza nel lavoro, che è quello espresso dall’art. 37, primo comma, Cost., laddove proclama che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”: da ciò discende un generale divieto di discriminazione di genere, arricchito da un generale obbligo di protezione della “essenziale funzione familiare” e di madre della donna lavoratrice (art. 37, primo comma, Cost.). Questo apparato di tutele raggiunge una maggiore incisività grazie alle disposizioni contenute nella legislazione ordinaria e, in particolare, nel Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198\2006), che si connota altresì per un’ampia e dettagliata formulazione del divieto di discriminazione di genere. In un momento storico in cui più forte si deve gridare all’intera collettività a cui apparteniamo ed in maniera trasversale la parità di genere – conclude l’avvocato Leggiero –  anche il datore di lavoro ha dunque l’obbligo di rispettare il principio generale di uguaglianza fra i sessi nella costituzione, nello svolgimento e nella cessazione del rapporto di lavoro, con il conseguente divieto di ogni forma di discriminazione, sia essa diretta o indiretta”.

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CRONACA

Latina, il Comitato Basta Degrado denuncia nuovi episodi di vandalismo: “Servono più controlli nel centro storico”

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Nuovo episodio di microcriminalità nel centro storico di Latina. Un’automobile parcheggiata in viale Don Morosini è stata trovata dal proprietario senza ruote e pneumatici. Sul posto, secondo quanto riferisce il Comitato Basta Degrado Latina Centro Storico, il responsabile avrebbe persino lasciato il cric utilizzato per smontare le gomme.

Il Comitato ricorda che già nei mesi scorsi si erano verificati episodi simili, con alcune auto danneggiate e finestrini infranti nella stessa zona.

Attraverso una nota, i residenti tornano a denunciare le criticità del quartiere, sostenendo che molte delle problematiche segnalate da tempo non abbiano ancora trovato una soluzione.

Tra le situazioni evidenziate figurano la presenza di bivacchi in largo Pordenone, il mancato completamento di alcuni interventi annunciati, come il playground e l’area giochi finanziata con fondi Fesr, la mancata installazione delle telecamere di videosorveglianza e le criticità legate ad alcuni alloggi dei palazzi Pennacchi.

Il Comitato segnala inoltre episodi di vandalismo e schiamazzi serali in piazza Dante, dove gruppi di giovani, secondo quanto riportato nella nota, giocherebbero a pallone e lascerebbero bottiglie rotte nell’area.

Per questo motivo viene rinnovata la richiesta alle istituzioni e alle forze dell’ordine di intensificare i controlli sul territorio, garantendo maggiore sicurezza ai residenti in attesa della realizzazione degli interventi annunciati dall’amministrazione comunale.

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Incendio vicino ai binari, sospesa la circolazione ferroviaria sulla Roma-Napoli via Formia

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Dalle 14.15 di oggi è sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Roma-Napoli via Formia nel tratto compreso tra Sessa Aurunca e Minturno-Scauri a causa di un incendio divampato in prossimità dei binari. Sul posto sono al lavoro i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e consentire la ripresa del traffico ferroviario. Trenitalia comunica che è in corso la riprogrammazione del servizio. Sono possibili ritardi, cancellazioni e variazioni per i treni in transito sulla linea.

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CRONACA

Formia, sventata una truffa ai danni di un’86enne: denunciati due minorenni

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La Polizia di Stato ha sventato un tentativo di truffa ai danni di un’anziana di 86 anni residente a Formia. Due ragazzi di 14 e 15 anni sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di aver preso parte al raggiro.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa su una possibile truffa in corso. Gli agenti del Commissariato di Formia hanno raggiunto l’abitazione della donna, che aveva raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un uomo presentatosi come un maresciallo dei Carabinieri.

Il falso militare le aveva riferito che il marito era stato arrestato perché coinvolto in una rapina in gioielleria e che, per ottenerne la liberazione, avrebbe dovuto consegnare inizialmente 5 mila euro. Di fronte all’impossibilità della donna di reperire quella somma, la richiesta si era ridotta a 300 euro in contanti e ad alcuni gioielli in oro.

Insospettita, l’86enne ha chiamato il Numero Unico di Emergenza 112. A quel punto gli agenti hanno organizzato un servizio di appostamento all’interno dell’abitazione, attendendo l’arrivo di chi avrebbe dovuto ritirare il denaro.

Pochi minuti dopo si sono presentati due giovani per ritirare il pacco con il denaro e i preziosi. Al momento della consegna sono intervenuti i poliziotti, che li hanno fermati e accompagnati negli uffici del Commissariato per gli accertamenti.

Al termine delle verifiche, i due minorenni sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per i Minorenni e successivamente affidati ai rispettivi genitori.

La Polizia di Stato rinnova l’invito, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, a diffidare delle telefonate in cui vengono richiesti denaro o gioielli da sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine o da falsi avvocati. In caso di dubbi è fondamentale interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112.

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