CRONACA
Si è spento a Latina Fortunato Fusi, il Partigiano Brenta, aveva 98 anni
LATINA – Si è spento a Latina, nel pomeriggio di domenica 4 febbraio, Fortunato Fusi, partigiano tra i più longevi: a maggio avrebbe compiuto 99 anni. I suoi racconti sulla Resistenza combattuta nel nord Italia sono stati raccolti di recente da Salvatore D’Incertopadre nel libro “Nome di Battaglia Partigiano Brenta. Storia partigiana di Fortunato Fusi (Atlantide Editore)”. Ancora lucido, ma consapevole del fatto che il tempo a sua disposizione si stava assottigliando, il Partigiano, ha voluto rievocare gli anni che portarono alla Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista, vissuti in prima linea.
Tra i fondatori dell’ istituto storico della resistenza di Siena, Fortunato Fusi si era trasferito a Latina nel 2020 da Poggibonsi per ricongiungersi al figlio e alla nuora Adriana Checchini, attuale presidente dell’Anpi Latina. Ha lasciato questa terra nella città fondata dal Duce, in un’Italia libera anche grazie a lui.
Alle nuove generazioni ha lasciato scritto: “Vorrei che fosse tramandato ai giovani come prima cosa il rispetto della dignità di ognuno di noi, di riconoscere il merito della Resistenza nella conquista della libertà e non dimenticarla mai.
Vorrei consigliare ai giovani, oltre ad augurare di realizzare i loro desideri, di occuparsi anche di politica per poter conservare la libertà e la democrazia la cui conquista è costata tanti sacrifici e tanti lutti al popolo italiano”. Nelle pagine del libro di D’Incertopadre anche il monito a “non lasciarsi influenzare dalla propaganda di parte”.
I funerali saranno celebrati martedì 6 febbraio alle 10 nella chiesa di San Carlo Borromeo a Latina.
CRONACA
Latina, inseguimento nella notte, Volante della polizia speronata e colpita da oggetti pesanti
LATINA – Inseguimento nella notte nella zona di Borgo Sabotino. Secondo le primissime informazioni, una Volante della polizia di Stato che aveva intercettato un’auto rubata ha cercato di fermarla, ma la reazione è stata aggressiva. Su Strada Acque Alte, la Volante è stata speronata, poi nel corso dell’inseguimento, dalla vettura in fuga sono stati lanciati oggetti pesanti che hanno colpito l’auto della Questura di Latina con danni rilevanti e il ferimento, fortunatamente lieve, degli agenti che sono stati poi controllati e medicati in ospedale. In questo modo i fuggiaschi sono riusciti a far perdere le proprie tracce imboccando la strada in direzione Roma e sono ora attivamente ricercati. Preoccupazione tra i residenti della zona.
CRONACA
Aprilia, a dicembre bruciò l’auto di un pregiudicato, in carcere un 31enne
APRILIA – E’ stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di P.S. di Aprilia, il 31enne romano accusato di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’intento di minacciarlo. L’azione era stata rapida: il giovane si era fermato a un distributore, aveva riempito una bottiglia di plastica di benzina, poi aveva raggiunto l’obiettivo , aveva cosparso l’auto di liquido infiammabile e aveva appiccato il rogo poi propagatosi a un’altra auto e al solaio di un appartamento dell’Ater al primo piano di una palazzina, quello in cui vive l’uomo bersaglio dell’intimidazione.
I fatti risalgono al 14 dicembre scorso e le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dalla Procura. Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – un probabile atto di ritorsione per un’aggressione subita. Si considerava l’ispiratore anche di altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia.
Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito che la sua era stata una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile, ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva. Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali) è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina.
CRONACA
Fermato per un controllo fece resistenza insultando i carabinieri, Cha Cha ai domiciliari
LATINA – Fermato per un controllo, pronunciò parole offensive e minacciose nei confronti dei carabinieri che gli stavano sequestrando la macchina – la guidava con patente revocata -, venerdì sera i militari dell’Arma hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Latina nei confronti Costantino Di Silvio detto Cha Cha di 58 anni accusato di resistenza a Pubblico Ufficiale. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura dopo i fatti avvenuti lo scorso 21 febbraio quando, dopo reiterate violazioni della sorveglianza speciale cui è sottoposto, tra cui appunto la revoca del permesso di guida, l’esponente del clan si rivolse a un militare insultandolo, perché si era appostato in Via Umberto I nei pressi di Piazza San Marco, in pieno centro, per fermarlo e inviò nella stessa occasione anche minacce al comandante della Stazione: “E’ un poveraccio, non diventerà mai capitano, ditegli che si sta alla larga da me”. Il gip ha deciso per i domiciliari mentre la Procura chiedeva l’arresto, mentre una precedente richiesta di arresto, sempre per violazioni della sorveglianza speciale, era stata respinta.
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