AMBIENTE
MARE MONSTRUM, PEGGIORA IL LAZIO
Dati sconfortanti dalla classifica di Legambiente
Torna Goletta Verde
LATINA – Il Lazio scala la classifica del mare illegale: 1.050 infrazioni accertate sulle coste laziali, 391 in più rispetto allo scorso anno 2,8 illegalità al giorno, 2,9 infrazioni per ogni chilometro di costa, il 7,8% del totale nazionale secondo “Mare Monstrum” di Legambiente. E dal 5 luglio, lungo le coste del Lazio torna la Goletta Verde di Legambiente.
I DATI – Il numero totale di infrazioni accertate nel 2012 è pari a 1.050, con un incredibile incremento di 391 illegalità rispetto al 2011 pari ad un aumento del 59,3%. Le infrazioni regionali pesano il 7,8% sul totale nazionale con 2,8 illegalità al giorno, 2,9 per ogni chilometro di costa. Le persone arrestate e denunciate aumentano e sono 1.243 (481 in più rispetto al 2011), così come i sequestri che arrivano a 209 (ossia 13 in più rispetto allo scorso anno). Questo quanto emerge da “Mare Monstrum” di Legambiente, il dossier sulle illegalità costiere elaborato sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine e delle Capitanerie di Porto, che vede il Lazio salire dall’ottava alla sesta posizione.
“Nel Lazio crescono in modo incredibile le infrazioni sul mare e sulle coste, attaccate sul fronte dell’abusivismo, della pesca illegale, della navigazione fuorilegge -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I numeri aumentano in modo davvero preoccupante, addirittura quasi del 60%, da un lato di certo per il buon lavoro delle forze dell’ordine e delle procure, ma anche perché si continua a pensare che il mare è una risorsa da sfruttare fino allo stremo. Servono, allora, nuove politiche regionali per tutelare una delle risorse più importanti, sul fronte ambientale ma anche su quello economico, e dalla Regione Lazio ci aspettiamo a breve il riavvio della discussione sul PTPR, sul piano coste e sul piano di tutela delle acque, ma anche nuovi sforzi per gli abbattimenti degli abusi edilizi. D’altra parte rimane, invece, fondamentale il ruolo dei cittadini, sentinelle che possono segnalare i casi di illeciti sul mare alla nostra Goletta Verde che tra pochi giorni arriverà nel Lazio.”
ABUSIVISMO EDILIZIO – Pesa il fronte dell’abusivismo edilizio in aree demaniali dove il Lazio rimane stabile in ottava posizione nella classifica nazionale, con 132 infrazioni accertate, il 4,6% sul totale, con 152 persone denunciate ed arrestate (50 in meno rispetto allo scorso anno) e i sequestri che salgono a 72 (3 in più rispetto al 2011). È di appena due giorni fa la notizia del sequestro di beni per 65mila euro riconducibili al clan Mallardo che da tempo investe nel basso Lazio. Secondo la Procura Nazionale Antimafia, nella Relazione annuale 2012, la provincia di Latina sarebbe quella, tra quelle laziali, più interessate da fenomeni criminali con ben 253 beni sequestrati e 123 confiscati, per un valore complessivo di 280 milioni di euro. L’abusivismo edilizio continua a sfregiare il litorale, soprattutto nelle aree di maggior pregio, quindi sotto tutela.
LA PROVINCIA DI LATINA – Emblematico il sequestro nel marzo dell’anno scorso di una villa abusiva con tanto di piscina e pertinenze a Formia, sul lungomare di Vindicio, costruita a ridosso di resti romani di inestimabile valore archeologico. Nella top ten nazionale degli abusi edilizi da abbattere con urgenza, anche il gruppo di 10 ville plurifamiliare nel cuore del Parco Nazionale del Circeo. Alla fine di ottobre del 2012 è cominciato l’abbattimento dell’ecomostro, quando sotto una pioggia battente le ruspe circondate dagli attivisti di Legambiente, hanno tirato giù i primi due scheletri della lottizzazione abusiva, poi più nulla. Altro caso di abusivismo in grande stile riguarda Terracina con il sequestro del 22 febbraio, da parte del tribunale di Latina, dell’area industriale dove un tempo sorgeva l’industria di pomodori pelati Desco. Un’area estesa per 63 mila metri quadrati e per un valore di 30 milioni di euro. I reati contestati sono falso, abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva. Altre vicende hanno riguardato Sperlonga, dove l’estate scorsa è arrivata la prima sentenza di condanna per gli abusi edilizi realizzati nell’hotel Grotta di Tiberio; sulle dune di Sabaudia, abusivismo griffato per Villa Fendi con una condanna ad un anno e due mesi di reclusione; come lo scorso anno, ancora in attesa di giudizio gli abusi del camping Santa Anastasia di Fondi e la lottizzazione abusiva Bella Farnia a Sabaudia. A Ponza è finita sotto indagine per abusivismo edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici la casa di un noto giornalista televisivo i cui lavori di ampliamento avrebbero causato lo sfondamento di un cunicolo di areazione e di una parete di tufo che si affaccia direttamente sulle piscine naturali.
Vicende poco chiare sulla spiaggia libera di Castel Porziano e presso lo stabilimento Belvedere di Nettuno per i quali Legambiente ha presentato relativamente un esposto e chiesto l’accesso agli atti. Nel primo caso a preoccupare sono le strutture del “Cancelli Village” che poggiano su un sito di importanza comunitaria, il secondo riguarda presunti lavori di riqualificazione dello stabilimento configuratisi piuttosto come interventi dal forte impatto ambientale, paesaggistico ed urbanistico. E ancora il Porto di Fiumicino: prima il sequestro nel novembre del 2012 dell’intera area di cantiere che si estende su una superficie di oltre cento ettari, poi, nel marzo scorso, l’arresto del costruttore per frode nelle pubbliche forniture, appropriazione indebita, attestazione fittizia di beni e riciclaggio. Sul fronte degli abbattimenti, notizie confortanti da Ardea dove però ha rallentato, ma non si è interrotta, l’attività di rimozione della case sulla spiaggia. A giugno e a settembre, le ruspe hanno abbattuto alcune villette abusive. Avviata dal precedente sindaco, la liberazione del lungomare dal cemento illegale ha raggiunto oggi le 110 demolizioni.
PESCA DI FRODO – Il Lazio continua a registrare un aumento delle infrazioni sulla pesca di frodo, passando dalle 240 del 2011 alle 544 del 2012, seppur stabile come posizione rispetto allo scorso anno, pesando però il doppio con un 10,1% sul totale (era il 5% nel 2011) con 559 denunce e arresti e 23 sequestri. Anche nel Lazio il mare è messo sotto assalto su questo fronte: sono 21.071 chili di pesce e molluschi sequestrati nelle acque laziali, al quinto posto della classifica nazionale. Ponza è tra i casi più eclatanti di marinerie ostinate nell’uso delle spadare, tuttora illegali. Nel Lazio, crescono anche le violazioni al codice della navigazione con 263 illegalità compiute nel 2012 rispetto alle 175 del 2011 e 413 persone denunciate e arrestate e 50 sequestri effettuati che fanno salire la nostra regione al quarto posto della classifica nazionale con il 9,7% delle infrazioni sul totale in Italia.
L’INQUINAMENTO – Non migliora la situazione per quanto riguarda l’inquinamento del mare, dove sono state accertate 111 illegalità, che fanno salire il Lazio dall’undicesima alla settima posizione, il 4,3% del totale nazionale, con le denunce e gli arresti che però scendono a 119 e i sequestri a 64 (erano 128 le persone denunciate e arrestate nel 2011 e 69 i sequestri). Complessivamente la depurazione non migliora nella nostra regione, rimanendo stabile al 65,4% gli abitanti equivalenti serviti effettivi (AES) che ha impianti di depurazione delle acque reflue urbane con trattamento secondario e terziario. Come per lo scorso anno, tra i capoluoghi le peggiori performance si registrano a Frosinone, dove l’efficienza è ferma all’80%, ma Rieti migliora dall’83% al 90%, Roma dal 90 al 97%, mentre Viterbo si attesta al 95% e Latina all’84% (dato 2011).
GOLETTA VERDE – Sotto osservazione di Goletta Verde di Legambiente, che torna il 5 luglio a monitorare lo stato di salute del mare e delle coste, anche la questione delle spiagge negate. Ostia ne è l’esempio più eclatante: biglietterie e tornelli, obbligo di tessera, invito a fare il biglietto o semplicemente ad andare più avanti alla ricerca della spiaggia libera. Nel 2009 su 56 stabilimenti solo 3 avevano consentito il passaggio libero, mentre ben il 94,5% era risultato off limits. Nel 2010, su 10 stabilimenti scelti come campione, solo 4 sono risultati a norma di legge, e negli altri 6 non è stato possibile arrivare alla battigia senza pagare. E a Fiumicino è vietato stendere il proprio telo mare negli stabilimenti anche nella fascia di 3 metri dal bagnasciuga. Anche per quest’anno Legambiente mette a disposizione di cittadini e turisti il servizio SOS Goletta che consente di inviare segnalazioni di situazioni di inquinamento del mare e dei laghi. Per lanciare l’SOS ci si può collegare a www.legambiente.it/sosgoletta o inviare un SMS o MMS al numero 346.007.4114 con una breve descrizione della situazione e le informazioni utili per individuare il luogo esatto.
AMBIENTE
Open Gate Sogin, porte aperte alla centrale nucleare di Latina
Record di partecipazioni alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin apre al pubblico, il 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).
Open Gate Community, l’iniziativa che si è svolta venerdì 15 maggio, ha accolto gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagnano le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e raccontando il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.
L’evento si svolge sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.
Presente all’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma:
L’Ingegnere responsabile della disattivazione della centrale di Sogin, Enrico Bastianini, ha accompagnato la stampa in un esclusivo tour all’interno della Sala Controllo:
Sogin e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite. Il Memorandum nasce dalla volontà della Società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.
Questa collaborazione segue l’accordo che Sogin ha firmato il 27 gennaio scorso con GraphiCore, azienda italiana specializzata nelle attività di manipolazione della grafite irraggiata, finalizzato allo sviluppo e alla sperimentazione di attrezzature dedicate all’estrazione della grafite irraggiata dai reattori, nonché alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca nel decommissioning dei reattori a grafite.
Sogin con questi due accordi rafforza il suo impegno nell’affrontare in modo condiviso le sfide tecniche collegate al decommissioning e si conferma punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale nella gestione della grafite irraggiata derivante dallo smantellamento dei reattori nucleari.
L’Ingegnere Bastianini sull’accordo:
AMBIENTE
I pini lungo l’Appia stanno morendo: dalla malinconia per il paesaggio che cambia alla cura. La Giornata di studi promossa dall’Ordine degli Architetti di Latina
LATINA – I pini lungo l’Appia stanno morendo, uno dopo l’altro, infestati dalla cocciniglia tartaruga, e così, un paesaggio spettacolare e familiare a molti, sta scomparendo per sempre. Con quali conseguenze? Se lo è chiesto l’Odine degli Architetti di Latina che ha organizzato una Giornata di studi interdisciplinari dal titolo “Il Paesaggio Arboreo dell’Appia: Storia, Crisi, Futuro” che si terrà venerdì 15 maggio nella sede della Fondazione Caetani a Tor Tre Ponti, affacciata proprio sulla statale.
“La sede della Fondazione Caetani ci è sembrata il luogo perfetto proprio, perché rende tangibile, visibile anche agli ospiti e ai relatori che verranno da fuori, quello che sta accadendo lungo l’Appia”, spiega la presidente dell’Ordine degli Architetti di Latina Teresa Avino. “La crisi dei pini esiste da un po’, solo che non ci eravamo da subito resi conto che fosse lungo tutto il rettifilo, da Cisterna a Terracina. Credo un po’ tutti, all’inizio – aggiunge Avino – pensavamo fossero episodi sporadici, poi ci si è resi conto che invece che i pini stavano morendo e che (l’operazione di taglio delle piante) era più strutturata: questa cosa ha generato riflessioni, anche una sorta di malinconia in tutti quelli che percorrono l’Appia, perché il paesaggio dell’Appia era ormai consolidato con la presenza dei pini”.
“L’incontro di domani (venerdì 15 maggio) – aggiunge la Presidente – ha proprio come obiettivo quello di riportare il concetto della cura del paesaggio al centro esatto della pianificazione del nostro territorio, perché ci siamo resi conto che il paesaggio spesso viene visto in maniera inerte, subisce lo scorrere della storia, oppure è considerato un vincolo burocratico, in realtà dalla sensazione e dalle percezioni che abbiamo avuto rispetto al taglio dei pini ci siamo resi conto che è qualcosa di radicato dentro di noi, è un connettivo vivo, una stratificazione di natura, interventi umani, memoria, relazioni sociali.
L’obiettivo quindi è partire dall’Appia, ma andare oltre la contingenza e parlare di paesaggio come bene da curare?

“Esatto. Abbiamo pensato che fosse opportuno, perché quello che sta accadendo all’Appia in realtà è accaduto anche ad altre arterie, quindi serviva anche uno sguardo ampio sul paesaggio e non solamente circoscritto al discorso stretto della via Appia. Il concetto è affrontare situazioni complesse non in emergenza e frammentariamente come purtroppo spesso accade, perché la vera cura è un atto di progettualità consapevole. Quindi cercare di osservare prima quello che accade, in modo da poter intervenire eventualmente per tempo, anche con delle soluzioni vegetali o architettoniche nuove, pensate però, non improvvisate.
Quindi si parte dall’Appia che sta manifestando una sofferenza visibile e devastante, un fatto che sta modificando proprio il paesaggio agrario delle bonifiche pontine, rivendicando uno degli obiettivi alti e nobili della nostra professione cioè prendersi cura dello spazio pubblico e dei beni comuni. Allo stesso tempo siccome non si può fare da soli, non può essere solamente la riflessione degli architetti, abbiamo pensato che serve una mobilitazione collettiva e quindi proprio attraverso questa cooperazione scientifica abbiamo messo su questi quattro tavoli tematici che domani prenderanno corpo nello svolgersi di tutta la giornata per unire botanici, storici, amministratori oltre ai progettisti e per analizzare la situazione con uno sguardo ampio, di completezza”, conclude Avino.
AMBIENTE
È Blu la Bandiera sul Mare di Terracina per il 12° anno consecutivo
TERRACINA – Per il dodicesimo anno consecutivo è Blu la Bandiera sul Mare di Terracina. Il prestigioso e ambito riconoscimento è stato consegnato questa mattina nelle mani dell’Assessore all’Ambiente Maurizio Casabona in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.
«Con grande orgoglio ho ritirato la Bandiera Blu assegnata al Comune di Terracina per il biennio 2026-2027. Per la nostra Città si tratta della dodicesima Bandiera Blu, un traguardo che conferma la continuità e la qualità del lavoro svolto negli anni a tutela del mare, delle spiagge e dell’ambiente. L’edizione di quest’anno assume un significato particolare perché rappresenta la 39ª edizione del programma Bandiera Blu in Italia. Il prossimo anno, in occasione del 40° anniversario del riconoscimento internazionale, la Foundation for Environmental Education ha annunciato che, pur restando invariati tutti gli obblighi di monitoraggio e di presentazione della documentazione necessaria, i Comuni non saranno chiamati a Roma per il tradizionale ritiro ufficiale. È importante ricordare che la Bandiera Blu non si acquista e non viene assegnata automaticamente: è attribuita esclusivamente sulla base di rigorosi criteri che riguardano la qualità delle acque, l’efficienza della depurazione, la gestione dei rifiuti, i servizi offerti sulle spiagge, la sicurezza, l’accessibilità e le attività di educazione ambientale”.
Il riconoscimento viene assegnato dalla FEE, Foundation for Environmental Education, sulla base di criteri quali l’assoluta validità delle acque di balneazione, risultate eccellenti su una valutazione degli ultimi 4 anni, e regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva; raccolta differenziata e corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento.
-
TITOLI14 minuti faI quotidiani di Latina in un click – 17 maggio 2026
-
TITOLI1 giorno faI quotidiani di Latina in un click – 16 maggio 2026
-
TITOLI2 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 15 maggio 2026
-
TITOLI3 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 14 maggio 2026
-
TITOLI4 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 13 maggio 2026
-
TITOLI5 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 12 maggio 2026
-
TITOLI6 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 11 maggio 2026
-
TITOLI1 settimana faI quotidiani di Latina in un click – 10 maggio 2026









