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“Diamo un calcio alla crisi”: il progetto per gestire e riconvertire l’ex Enaoli

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ex enaoli formia giugno 2014

FORMIA – Siti dismessi o abbandonati da tempo, che potrebbero essere utilizzati per attività legate all’agricoltura, alla bio-agricoltura e per servizi collegati al territorio. E’ questa l’idea partita da un gruppo di lavoratori e lavoratrici in mobilità e cassa integrazione del sud della provincia di Latina, in gran parte provenienti da aziende del settore tessile e della gomma plastica, decisi a cercare nuove occasioni di lavoro.

Lavoratori che hanno costituito a Formia una associazione “Diamo un calcio alla crisi”, volta al recupero di siti industriali dismessi con l’obiettivo di trovare una via d’uscita alla disoccupazione. La Femca Cisl di Latina, che sostiene l’iniziativa, ha chiesto nei giorni scorsi l’apertura di un tavolo di concertazione presso la Regione Lazio, inviando una nota in tal senso agli assessori regionali all’Agricoltura Sonia Ricci, e al Lavoro Lucia Valente, per affrontare la richiesta di affidamento dell’ ex Enaoli di Formia all’associazione.

“Abbiamo trovato persone decise a rimettersi in gioco, e che stanno chiedendo alle istituzioni, non assistenzialismo, ma risposte concrete, domandando l’affidamento e la gestione dell’ex Enaoli di Formia e presentando anche un progetto di riconversione per molti versi innovativo grazie alle proposte che contiene” afferma Roberto Cecere Segretario Generale della Femca Cisl di Latina.

Il sito, di proprietà della regione Lazio, nasce negli anni cinquanta proprio come progetto nazionale di sperimentazione agricola e , nel corso dei decenni, ha subito diverse trasformazioni a seconda degli interessi del momento, senza diventare mai vero elemento di sviluppo così come era nelle intenzioni di chi lo fece nascere. Una superficie di dieci ettari con appezzamenti di terreno coltivabile, agrumeti, serre, edifici ed attrezzature che potrebbero essere rapidamente impiegate per le nuove colture, e che l’associazione chiede di poter utilizzare. A tal proposito si è rivolta a qualificati agronomi che hanno stilato un approfondito progetto che potrebbe trasformare una superficie così grande, oggi in preda al degrado e al vandalismo più sfrenati, in un luogo di produzione, lavoro, buona agricoltura. Un posto dove, oltre allo sviluppo di colture storiche del territorio, come frutti, olive, ortaggi, possano essere sperimentati nuovi campi legati alla cosmesi e farmacopea, quali la coltivazione dell’aloe vera o l’allevamento delle lumache per le quali, numerosi studi scientifici hanno dimostrato le proprietà rigenerative ed antiossidanti della loro bava. Alle attività propriamente agricole, si vorrebbe affiancare anche quelle di una Fattoria Didattica rivolta alle scolaresche con dimostrazioni pratiche sul campo relativamente a coltivazioni orticole, apicoltura, allevamento di animali da cortile, coltivazione di piantine ornamentali con progetti di realizzare orti a aiuole nei plessi scolastici.

“Abbiamo chiesto ai due assessori regionali un incontro e l’apertura di un tavolo tecnico di concertazione sul quale portare la richiesta di affidamento dell’ex Enaoli di Formia, insieme all’approfondito progetto che è stato realizzato dagli esperti del settore – spiega Cecere –  Un lavoro che dimostra, dati alla mano, come sia possibile attuare quanto i lavoratori chiedono per rilanciare la struttura. Sarebbe una opportunità di sviluppo estremamente importante per questo territorio, dove le possibilità di lavoro sono quasi inesistenti. Ci auguriamo che la politica faccia quel passo avanti che tutti auspicano, e che da Formia possa partire un segnale di ripresa e di attenzione al lavoro vero. Restiamo in fiduciosa attesa della convocazione regionale”.

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Economia, Rocca: “Il Lazio cresce più dell’Italia, premiato il lavoro di un’intera Regione”

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«Il Lazio cresce a una velocità doppia rispetto al resto del Paese e registra risultati di grande rilievo sull’export, sul turismo e sull’occupazione». Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca sui dati pubblicati dal Corriere della Sera. “Nel 2025 le esportazioni sono aumentate del 9,7 per cento, contro il 3,3 per cento della media nazionale; nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi turistici sono cresciuti del 2,6 per cento, sfiorando gli 11 milioni, con circa 25 milioni di pernottamenti e un impatto economico stimato in 15 miliardi di euro. Anche l’occupazione segna un incremento del 5,5 per cento – riporta il Governatore – . Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che testimoniano, prima di tutto, la straordinaria vitalità della nostra Regione. Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione. Accanto a loro c’è stato il lavoro della Regione e di tutta la nostra squadra di governo, che fin dall’inizio ha scelto di sostenere chi investe, produce e crea lavoro. Voglio ringraziare tutti i colleghi di Giunta per l’impegno e la determinazione con cui stanno contribuendo a questa stagione di crescita. Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione», conclude Rocca.

 

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Ibi Lorenzini, lo storico Istituto Biochimico passa al gruppo italiano Acs Dobfar Spa

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APRILIA – E’ stata ufficializzata nelle scorse ore la notizia del passaggio di proprietà dell’Istituto Biochimico Italiano G. Lorenzini (IBI) al gruppo ACS Dobfar S.p.A. dopo 108 anni di attività. La sede di Aprilia era stata di recente al centro dell’attenzione per lunghi mesi a causa della decisione di chiudere il reparto Sintesi, una crisi gestita dall’ufficio aziendale del personale, in accordo con i sindacati, con grande attenzione,  conclusasi con il ricollocamento in altre realtà lavorative di tutti i lavoratori che hanno accettato il trasferimento. Ora, il passaggio successivo.

“Un momento di svolta  – secondo la Cisl – fondamentale per la storia industriale del sito e dunque per il futuro dei suoi lavoratori”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Biazzo Presidente di Unindustria: “Il passaggio di proprietà rientra in un piano di sviluppo e di crescita in un settore, come quello farmaceutico, di grande importanza per l’economia della regione Lazio, dimostratasi come ecosistema favorevole a questo settore; ma più in generale di tutto il Paese”.

“Solo dodici mesi fa eravamo seduti attorno a un tavolo delle trattative complesso e drammatico per affrontare una seria crisi aziendale che aveva avuto come conseguenza la gestione del ridimensionamento dell’organico – commenta Gianluca Farina Segreterio della Femca CISL di Latina – in quella fase critica la fermezza del sindacato, l’unione dei lavoratori e il senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte hanno permesso di raggiungere un primissimo e fondamentale obiettivo che era la salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi, ad un anno da quei momenti di forte preoccupazione – continua il segretario – raccogliamo i frutti di quell’impegno. L’ingresso di un player globale come ACS Dobfar rappresenta non solo una vittoria della tenacia sindacale e delle maestranze, ma apre una concreta opportunità di rilancio industriale.”
L’acquirente, l’ACS Dobfar S.p.A., è una realtà multinazionale italiana d’eccellenza con 22 stabilimenti nel mondo (di cui 13 sul territorio nazionale). “Parliamo di un futuro con prospettive concrete e non dell’ennesima chiusura industriale”, aggiunge Farina.

“Come Unindustria  – sottolinea Biazzo – abbiamo accolto con favore che ACSDOBAFR – con oltre 50 anni di storia alle spalle – e IBI Lorenzini – con più di 100 anni di storia alle spalle – società entrambe fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana si siano avvicendate nella produzione e commercializzazione di prodotti che richiedono altissima qualità, grande responsabilità e investimenti costanti per mantenere gli standard regolatori richiesti. Siamo stati vicini ad Ibi ieri e continueremo a sostenere oggi ACS Dobfar affinché prosegua in Aprilia questa importante strategia di rafforzamento della catena produttiva di farmaci e continui ad essere un punto di riferimento per l’industria farmaceutica della regione e nazionale, con ricadute positive per il territorio sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale”.

 

 

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Ponza, il sindaco Ambrosino: “Via al percorso per realizzare il nuovo braccio di protezione del Porto Borbonico”

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PONZA – Il sindaco di Ponza, Francesco Ambrosino ha ufficializzato l’avvio del percorso che porterà alla realizzazione del nuovo braccio di protezione del Porto Borbonico: “Un’infrastruttura attesa da anni che rappresenta una svolta strategica per la sicurezza della navigazione, la protezione del patrimonio portuale e lo sviluppo economico dell’isola”. L’opera, nella sua prima fase esecutiva, potrà contare su un finanziamento complessivo di 8 milioni di euro, di cui 4 milioni stanziati da Casa Italia e 4 milioni dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’annuncio nel corso della quarta edizione di ARIA, il convegno promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria che ha riunito sull’isola oltre 150 tra imprenditori, rappresentanti istituzionali e stakeholder provenienti da tutta Italia.

«Oggi Ponza compie un passo decisivo verso il proprio futuro», ha dichiarato il Sindaco Francesco Ambrosino. «La realizzazione del braccio di protezione del Porto Borbonico rappresenta un intervento storico che consentirà di aumentare la sicurezza dello scalo, migliorare la resilienza dell’infrastruttura portuale rispetto agli eventi meteomarini e garantire condizioni più favorevoli per residenti, operatori economici e diportisti. L’obiettivo –  ha proseguito Ambrosino – è quello di costruire una Ponza sempre più moderna, sostenibile e attrattiva, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione tecnologica e crescita economica. Il porto è il cuore pulsante dell’isola e investire sulla sua sicurezza significa investire sul futuro della nostra comunità».

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