ATTUALITA'
RinascitaCivile, una speranza per i cittadini di Latina

Con questo articolo apriamo una collaborazione con l’associazione Rinascita Civile di Latina di cui da tempo seguiamo con interesse le iniziative. Ci piace la loro causa, condividiamo l’idea di fondo di questo nutrito gruppo di persone che hanno storie, vite e mestieri diversi ma anche una “spiccata propensione ai valori del bene comune, del senso civico e della legalità”, unica ricetta per una vita degna, che possa perseguire la felicità sociale e personale.
RINASCITA CIVILE – La città di Latina, non dissimile da altre realtà italiane, ha vissuto e purtroppo continua a vivere momenti di grave disaffezione alla politica, aggravati dal fatto che probabilmente, essendo una città giovane con un’identità poco strutturata, trova ulteriori difficoltà ad aggregare persone animate dal senso della collettività e dell’appartenenza ad una terra che per molti versi potrebbe offrire risorse e possibilità di sviluppo, vuoi per la favorevole posizione geografica, vuoi per gli ampi spazi, tra mare, monti e laghi.. una realtà che, se valorizzata avrebbe potuto rappresentare opportunità turistiche, di sviluppo e occupazione, che invece stenta ad essere riconosciuta e riconoscibile, depredata dalla cementificazione e dalla scarsa attenzione e lungimiranza di chi l’ha amministrata, da un impoverimento e continuo declino, là dove le industrie, retaggio della Cassa del Mezzogiorno, continuano a chiudere e, dismesse, restano come scheletri nella desertificazione generale, che non ha saputo generare progetti alternativi e strutturati sulle risorse esistenti. Persino lo scheletro di una centrale nucleare non più funzionante, a Borgo Sabotino, ci fa comprendere come questo territorio sia stato oggetto di un saccheggio continuo, che trae origine dal passato, e non ha mai tenuto conto delle sue possibili risorse, creando delle servitù scomode, che non hanno permesso di intraprendere altre strade di crescita e sviluppo. Un centro storico che perisce sotto la concorrenza del proliferare di Centri Commerciali, i quali ad un’idea di città sostituiscono un’idea di commercio spersonalizzante. Il tutto in un quadro di difficoltà di prospettive di vita, che continuamente emergono, anche legate alla carenza di senso della cittadinanza e quindi del valore del bene comune, che ovviamente rendono gioco facile alla micro e quindi macro criminalità che sono in pericolosa ascesa.. in questo quadro è costante l’abbandono di molti giovani che scelgono di andare altrove, e questo esodo continuerà a crescere se non si inverte la tendenza e non si comincia a pensare al futuro invece di ipotecarlo.
Tutto ciò non è molto dissimile da quanto accade nel Paese Italia, peraltro è indubbio che la mala-politica degli ultimi anni abbia favorito la nascita di diversi movimenti di cittadini, tra i quali molte associazioni, liste civiche, comitati e sodalizi spontanei nati per risolvere questo o quel problema, là dove il vuoto politico si faceva sentire più pressante e la scarsa rappresentatività di questa politica, la rottura del patto tra politica e cittadini, diveniva opprimente al punto da determinare forte malcontento, rabbia e senso di spaesamento, con evidente crisi del ruolo stesso delle Istituzioni, che assimilate alle incapacità di questo o quel rappresentante venivano a perdere parte della propria credibilità, con grave nocumento per la collettività.
In realtà ci siamo resi conto che alcune di queste associazioni sono anche nate con intenti poco trasparenti, che nel marasma generale, nella situazione di crisi dei partiti, c’è stata anche una strumentalizzazione della forma associativa, dei comitati, delle stesse liste civiche, costituite spesso da personaggi “riciclati” quale mezzo per traghettare da una sponda all’altra, in attesa di saltare sul carro del vincitore, o comunque più indirizzati a colpire l’avversario che a costruire qualcosa di nuovo.
Resta il fatto che in questa città di Latina la condizione di disagio diffuso e di forte consapevolezza rispetto alle problematiche irrisolte, alla mancanza di una risposta adeguata, al senso di perdita di opportunità per il futuro delle giovani generazioni, ha determinato il nascere di questa nostra associazione RinascitaCivile, il cui sottotitolo: “cittadini insieme per il bene comune” è significativo. Il nostro scopo è di aggregare un gran numero di persone attorno ad un idea comune, sensibilizzare altri cittadini ai valori della crescita civica, culturale e del rispetto della legalità, fare rete con le altre associazioni e colmare il vuoto sempre più presente tra la cittadinanza, le amministrazioni e le Istituzioni, un nuovo modo di intendere la Politica. Non a caso usiamo la P maiuscola, perché il significato alto del termine, da Polis, attiene alla sfera della buona amministrazione, se si pensa che gli ateniesi eletti a ricoprire cariche pubbliche giuravano che avrebbero restituito Atene migliore di come l’avevano ricevuta dai loro predecessori.
Non si può produrre niente di buono se non si esce dall’individualismo e da una gestione alla “carpe-diem” inteso non come saper cogliere opportunità di crescita di una comunità, ma di un proprio personale tornaconto, molto spesso a discapito della stessa collettività, asservita dalla pratica clientelare che, in momenti di difficoltà economica come il presente che stiamo vivendo, non fanno che rendere ciascuno meno libero privandolo della propria dignità e dei propri diritti, barattati come favori. Purtroppo a questa deformazione di pensiero e di scelte siamo stati quasi assuefatti. Molti vivendo una sorta di rassegnazione passiva. Consapevoli di questo, siamo stati animati nelle nostre scelte dalla volontà profonda di uscire da questa sorta di circolo vizioso e di innescare un circolo virtuoso, cercando attraverso la strada di una rivoluzione culturale di formare un cittadino responsabile, consapevole e partecipe della vita della propria città. Perché la qualità della propria vita ne è strettamente correlata, un po’ come organi dello stesso corpo, dal quale non si può prescindere.
Accade così che alla fine del 2009, lo stesso gruppo di cittadini, che già avevano fondato altre realtà di quartiere, (il sito q4q5.it e l’associazione Quartieri Connessi) animate da questi valori di rinascita e partecipazione, ritenne fosse arrivato il momento di allargare all’intera città le esperienze maturate, profittando anche del momento di vuoto assoluto della politica, determinato dal commissariamento della Comune di Latina, in seguito alla caduta dell’ex sindaco Vincenzo Zaccheo.
Seguì un anno di commissariamento della città di Latina, che ovviamente non produsse risultati di particolare rilievo, essendo mirata come previsto a cercare di amministrare l’esistente in attesa di nuove elezioni.
L’obiettivo di RinascitaCivile, nata in questo momento di particolare difficoltà, era appunto quello di aggregare il maggior numero possibile di cittadini, scegliendoli uno ad uno, sulla base dell’appartenenza ad altre associazioni storicamente libere e indipendenti dai partiti politici, oppure per meriti personali dettati da comportamenti e linee di condotta notoriamente etiche e trasparenti, per iniziare a pensare insieme un’idea di città per tutti, in cui potersi identificare e crescere pensando al futuro.
Questo fu l’inizio di RinascitaCivile, un’associazione che oggi vanta un buon numero di iscritti e soprattutto grande vivacità e credibilità, conquistate sul campo con iniziative che spaziano da azioni di protesta civile, come lo “stacchinaggio” dei manifesti elettorali affissi illegalmente, ad opere di sensibilizzazione al senso civico, soprattutto nelle scuole, per arrivare ad affrontare questioni legate più direttamente alla mala- amministrazione, attraverso conferenze e dibattiti, nei quali si è cercato di far emergere le innumerevoli criticità , avanzando proposte, quali ad esempio quella sulla questione della trasparenza, che ha prodotto il risultato di costringere il Comune di Latina ad aggiornare il proprio sito, renderlo più comprensibile e ricco di dati. Cittadini che hanno supportato la campagna per l’acqua pubblica, che credono fortemente che i beni primari siano della collettività e non possano essere demandati ai privati, che riconoscono alla cultura un valore prioritario per la formazione dei cittadini del futuro e dei dirigenti del futuro, e che si adoperano a portare nelle scuole attività culturali stimolanti e costruttive, cineforum e dibattiti, con persone autorevoli, aumentando l’offerta della formazione scolastica in sinergia con gli istituti presenti nella nostra città.
In tutto questo, come importante cornice all’attività di Rinascita, la rassegna “Lievito”, un evento di rilevanza notevole con cadenza annuale e che vanta decine di manifestazioni artistiche e culturali, tali da provocare un’onda d’urto non indifferente in tutta la città.
L’indipendenza dai partiti politici e dai vecchi steccati ideologici, senza per questo cavalcare il qualunquismo, la presenza di contenuti continuamente dibattuti e condivisi con la base degli associati, uniti ad un lavoro svolto anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, siti internet e social network, sono alla base del successo di questa associazione, quale modello per l’intera città e forse oltre i confini.
Ferdinando Cedrone – Francesca Suale
ATTUALITA'
Premio “Giuseppe Manzi”, a Latina consegnate le borse di studio a otto studenti eccellenti
LATINA – Si è svolta questa mattina, presso la sala De Pasquale del Comune di Latina, la cerimonia di consegna della sesta edizione del Premio “Giuseppe Manzi”, il riconoscimento promosso dall’Amministrazione comunale per ricordare la figura del dirigente del Servizio Finanziario prematuramente scomparso il 20 luglio 2020.
Nel corso dell’evento sono state assegnate otto borse di studio del valore di 1.000 euro ciascuna ad altrettanti diplomati meritevoli degli istituti ad indirizzo economico, giuridico e commerciale della città. Presenti alla cerimonia la famiglia Manzi, dirigenti scolastici, docenti e studenti.
Alla premiazione sono intervenuti il sindaco Matilde Celentano, l’assessore alla Pubblica Istruzione Federica Censi, l’assessore al Bilancio Antonina Rodà e il dirigente del Dipartimento Finanze e Partecipate, dottor Diego Vicaro.
“Siamo giunti quest’anno alla sesta edizione del Premio ‘Giuseppe Manzi’, e ogni volta ritrovarsi in questa sala porta con sé un’emozione profonda che unisce il ricordo affettuoso e indelebile al fermento e alla speranza per il futuro – ha dichiarato il Sindaco Matilde Celentano -. Giuseppe Manzi è stato un pilastro, un collaboratore prezioso e un uomo dotato di una straordinaria statura umana. Ai ragazzi premiati diciamo: non considerate questo premio come un traguardo o una linea d’arrivo, ma come un trampolino di lancio. Il mondo dell’economia, del diritto e delle istituzioni ha un disperato bisogno di persone valide, preparate, ma soprattutto etiche, corrette e umane, proprio come lo era Giuseppe. Guardando i vostri volti vediamo la parte migliore del nostro presente e la promessa più bella per il nostro futuro”.
L’Assessore alla Pubblica Istruzione, Federica Censi, ha sottolineato il valore dell’impegno scolastico e del merito: “Oggi celebriamo l’eccellenza e la dedizione dei nostri giovani, valorizzando un percorso di studi che richiede impegno e passione. Il Premio Manzi rappresenta non solo un aiuto concreto per il prosieguo degli studi dei ragazzi, ma un segnale forte di come le istituzioni e il mondo della scuola possano lavorare insieme per coltivare i talenti del nostro territorio e trasmettere loro i valori della cittadinanza attiva e della responsabilità sociale”.
Ha poi preso la parola l’assessore al Bilancio, Antonina Rodà: “Prendere la parola dopo il Sindaco porta con sé un’emozione e una responsabilità particolari. Sono assessore da pochi mesi, ma la figura di Giuseppe Manzi è ancora presente nei nostri uffici come modello di riferimento. Trattare la cosa pubblica e le risorse dei cittadini richiede una competenza tecnica impeccabile, ma anche un’etica incrollabile, grande ascolto e tanta umanità. Questo premio è un investimento che la città di Latina fa sulle vostre capacità e sulla vostra intelligenza. Auguro a ciascuno di voi di essere sempre guidato dal rigore, dall’onestà e dal senso del dovere verso gli altri”.
A chiudere gli interventi, prima della consegna degli attestati, è stato il dottor Vicaro, collega di Manzi, con un ricordo commosso del compianto dirigente.
A ricevere il premio sono stati: Tanveet Kaur e Daniele Bracci (Istituto Marconi), Giorgia Olivieri e Francesco Vitale (Liceo Manzoni), Benedetta Soscia e Claudio Pedriali (Istituto San Benedetto – Einaudi – Mattei), Rachele Ceccarelli e Samuele Caprabianca (Istituto Vittorio Veneto – Salvemini).
La cerimonia si è conclusa con i ringraziamenti del Sindaco alla dirigente del servizio Pubblica Istruzione Lucia Giovangrossi e alla funzionaria Carla Cerroni per il lavoro svolto per la sesta edizione del Premio, e con la consegna delle pergamene e con la foto di rito che ha riunito i giovani vincitori, le loro famiglie, i rappresentanti della scuola e dell’Amministrazione.
ATTUALITA'
Allerta truffe ad Anzio. I consigli per difendersi dai falsi finanzieri
Negli ultimi giorni, la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Anzio ha registrato un aumento di segnalazioni da parte di privati cittadini, contattati da finti finanzieri. Si tratta di veri e propri tentativi di truffa basati sulla falsificazione dei numeri telefonici della caserma, orchestrati per raggirare principalmente persone anziane. I malviventi utilizzano tecniche di persuasione sofisticate e diversificate per convincere e carpire la fiducia delle vittime.
- i truffatori telefonano alle vittime, utilizzando la cosiddetta tecnica dello “spoofing”, che permette di falsificare l’ID del chiamante, mostrando sul display del telefono del destinatario il reale numero di telefono della caserma della Guardia di Finanza di Anzio.
Con il pretesto di urgenti accertamenti, invitano poi la vittima a recarsi immediatamente in caserma. L’obiettivo è far allontanare i proprietari dalla propria casa per svaligiare l’abitazione rimasta incustodita.
- “La finta perizia dei valori”:i criminali convincono la vittima a raccogliere denaro, gioielli o altri beni custoditi in casa, annunciando l’arrivo imminente di militari alla porta per effettuare una presunta “perizia” o verifica di autenticità degli oggetti di valore, adducendo quali scuse, il confronto con merci oggetto di rapine o altri crimini.
- “Controlli a domicilio e false sanzioni”:vengono prospettati finti controlli fiscali domestici o richieste di denaro contante per sanare presunte violazioni o multe.
- “La truffa del finto appartenente al Corpo”:telefonate drammatiche in cui un sedicente appartenente al Corpo richiede urgentemente denaro o preziosi per risolvere le conseguenze di un grave incidente stradale causato da un prossimo congiunto.
La Guardia di Finanza ricorda con fermezza che nessun appartenente alle forze di polizia richiede mai, in alcun modo, il pagamento di somme in contanti, né la consegna di gioielli o beni di valore.
Per contrastare questo fenomeno e garantire la sicurezza dei cittadini, la Guardia di Finanza raccomanda di seguire poche e semplici regole di prudenza:
- Verificare l’identità: in caso di controlli di persona, i militari sono sempre tenuti a esibire il proprio tesserino di riconoscimentoe l’ordine di servizio scritto;
- Prendere tempo: di fronte a telefonate allarmanti o richieste sospette e pressanti, mantenere la calma, non prendere decisioni affrettate, non dare nessuna informazione personale, interrompere la comunicazione e contattare immediatamente un familiare o un vicino di casa fidato;
- Segnalare subito: per qualsiasi dubbio sulla legittimità di una telefonata o di un controllo in corso, contattare immediatamente o il numero diretto della Caserma del Corpo, ovvero il numero di pubblica utilità 117(attivo 24 ore su 24) o il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva presenza di pattuglie operanti nella zona, comunicando la circostanza e il nominativo del sedicente appartenente.
APPUNTAMENTI
Gaeta conferisce l’Encomio Speciale a Daniele Iadicicco e Alberto Simione per la promozione della cultura e dell’identità del territorio
La Città di Gaeta, per mano del Sindaco Dr. Cristian Leccese, ha conferito un Encomio Speciale a Daniele Iadicicco e ad Alberto Simione, Il riconoscimento rappresenta un’attestazione di profonda stima e gratitudine per il costante e qualificato impegno profuso nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e dell’identità della comunità gaetana.
Nel testo dell’Encomio si evidenzia come Iadicicco e Simione abbiano ideato e sostenuto, con autentico spirito di servizio e competenza, iniziative di altissimo profilo culturale. Tra queste spicca l’istituzione del Premio “Don Paolo Capobianco per la Quistione Meridionale”, appuntamento di rilevante spessore che rende omaggio a una figura simbolo della coscienza civile e dell’identità culturale cittadina.
Un tassello fondamentale del loro operato è legato alla Legazione Golfo di Gaeta dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano Papa e Martire (Ente Morale dello Stato con sede a Pisa), istituita il 2 gennaio 2021. In qualità di Legati, Iadicicco e Simione hanno promosso studi storici, ricerche sulle tradizioni marinare e iniziative benefiche, coordinando le attività culturali e collaborando in stretta sinergia con la Marina Militare e i Comuni del comprensorio.
Tra gli eventi di maggiore rilievo si ricorda la solenne cerimonia svoltasi a bordo della Nave Scuola Palinuro della Marina Militare, ormeggiata nella splendida cornice del Molo Caboto, durante la quale è stata conferita alla Città di Gaeta la Medaglia d’Argento dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, a testimonianza della secolare vocazione marinara della città e del legame storico tra Gaeta e Pisa.
«Per l’esemplare dedizione dimostrata, per la capacità di fare rete tra istituzioni e associazioni e per il prezioso contributo offerto alla crescita culturale e alla valorizzazione delle nostre più nobili tradizioni» – si legge nelle motivazioni firmate dal Sindaco Cristian Leccese – «la Città di Gaeta esprime a Daniele Iadicicco e Alberto Simione la più sincera gratitudine, conferendo loro il presente Encomio Speciale quale pubblico riconoscimento del merito e dell’opera svolta a beneficio dell’intera comunità.»
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