CRONACA
Invalido per colpa dell’amianto, l’Inail gli pagherà una rendita

Il Tribunale di Latina
LATINA – Riceverà un’indennizzo dall’Inail perché l’amianto, utilizzato nel cantiere navale per il quale lavorava, l’ha reso invalido. Lo ha deciso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Latina, Corradino Diana che ha condannato l’INAIL ad erogare la rendita in favore di A.A., lavoratore risultato affetto da patologia amianto-correlata (invalido al 65%) collegata all’esposizione all’amianto. La sentenza depositata il 27 gennaio in cancelleria arriva dopo un iter giudiziario durato più di 5 anni.
Il giudice del Lavoro ha accolto la nostra tesi – spiega l’avvocato Ezio Bonanni – perché abbiamo dimostrato come nei cantieri navali, da Sabaudia a Civitavecchia, da Livorno a Trieste, l’amianto fosse stato utilizzato come materia prima e capace di determinare danni all’organismo umano”. La perizia è stata eseguita per il lavoratore dal medico legale Onorato Lauretti”. Per Bonanni da rimarcare “il modo di operare dell’INAIL che in caso di patologie asbesto-correlate tende ad assumere comportamenti sempre negazionisti, anche quando le vittime, come in questo caso, hanno patologie gravissime e conclamate”.
La vittima, A.A., è uno dei primi lavoratori ad aver aderito all’ONA, che nata a Latina, è ora organizzata in tutto il territorio nazionale, ed è rappresentativa delle vittime dell’amianto, e in prima fila per la messa al bando mondiale del minerale.
CRONACA
Discarica abusiva nelle campagne di Fondi: sequestrata un’area di 1.000 metri quadrati
FONDI – Una discarica abusiva nascosta tra la vegetazione è stata scoperta dalla Polizia Locale di Fondi nel corso di un’attività di controllo del territorio: era in un’area agricola di circa mille metri quadrati che è stata sequestrata. L’intervento, effettuato dagli agenti coordinati dal comandante Vincenzo Leone, è avvenuto nella giornata di giovedì 3 settembre e ha consentito di portare alla luce una situazione di particolare degrado ambientale: scarti edili e numerosi altri oggetti e materiali accatastati tra gli alberi e la vegetazione, elementi metallici, componenti e rifiuti di vario genere. Denunciato il proprietario del fondo, nei cui confronti sono state contestate violazioni della normativa ambientale prevista dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).
L’abbandono di rifiuti – ricordano dal Comune – oltre a compromettere il decoro delle campagne, può determinare rischi per l’ambiente e per la salute pubblica, soprattutto quando interessa aree rurali e terreni utilizzati per attività agricole.
«Non esistono zone franche – sottolinea il Comandante della Polizia Locale di Fondi – continuiamo a monitorare il territorio con particolare attenzione alle aree periferiche e rurali, dove più facilmente possono verificarsi fenomeni di abbandono incontrollato dei rifiuti. L’operazione condotta dimostra l’importanza dei controlli e dell’attività di polizia giudiziaria per individuare e contrastare chi utilizza il territorio come una discarica».
«L’attività di confronto, concertazione e collaborazione tra Settore Ambiente e Polizia Locale – commentano il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale e l’assessore al ramo Roberta Muccitelli – inizia a dare i suoi frutti. L’obiettivo è proseguire in questa direzione, senza sconti e, soprattutto, senza mai abbassare il livello di attenzione, in centro come in periferia».
I controlli della Polizia Locale proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli illeciti ambientali e tutelare il territorio di Fondi.
ATTUALITA'
Scosse di terremoto a Sezze stamattina, la prima alle 2.54. Avvertito un forte boato
Sciame sismico, anche se di lieve entità, questa mattina tra le 3 e le 5 nel territorio di sezze le scosse di magnitudo 1.7 sono state avvertite bene dalla popolazione, la prima alle 2:54, poi alle 4:54, poi ed altre due a seguire alle 5.40 ed una 5.43, una accompagnata da un forte boato. Al momento non risultano danni
CRONACA
Latina, indagini sull’omicidio vicine alla svolta: l’auto scura al Villaggio Trieste, le telecamere, i testimoni
LATINA – Il giorno dopo l’omicidio, si stringe il cerchio intorno all’autore degli spari che hanno ucciso un 27enne del Gambia ieri sera sul marciapiede all’esterno della principale sede universitaria di Latina. In Viale XXIV Maggio resta il nastro rosso a segnalare il punto in cui il ragazzo è stato ucciso, raggiunto da proiettili all’addome. E’ qui che la polizia Scientifica ieri si è soffermata a lungo ad analizzare la scena e sono emersi sin da subito particolari che hanno indirizzato gli investigatori della squadra mobile della Questura di Latina in una direzione ben precisa.
Le indagini sono partite da alcune testimonianze e dagli accertamenti sull’auto usata per l’agguato, una macchina di piccole dimensioni scura vista girare al Villaggio Trieste. Gli investigatori hanno acquisito e visionato nell’immediatezza anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire il percorso compiuto dall’auto dopo l’esplosione dei colpi.
Ibrahim, conosciuto da tutti con il soprannome di Zalà, faceva saltuariamente il bracciante agricolo, non aveva permesso di soggiorno e prima di morire sarebbe stato chiamato da un conoscente che lo ha invitato a seguirlo. Poi, si sono sentiti gli spari.
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