CRONACA
Piazza Dante, maestre a processo. Otto famiglie parte civile, citata in giudizio la scuola Cena
LATINA – L’istituto comprensivo Giovanni Cena è stato citato in giudizio come responsabile civile per la vicenda dei maltrattamenti nella sua sede di Piazza Dante. Lo ha deciso il giudice Laura Matilde Campoli nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta questa mattina in Tribunale. Non erano presenti in aula le quattro imputate, le due maestre titolari, sospese dal servizio per un anno perché accusate di maltrattamenti, e altre due, tra cui una supplente, accusate invece di abuso dei mezzi di correzione, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Simona Gentile e condotta dalla Polizia anche con l’ausilio di telecamere nascoste nell’aula da cui provenivano spesso urla.
Il giudice ha anche ammesso la costituzione di parte civile di otto famiglie i cui figli frequentavano la classe dell’infanzia della scuola Mariele Ventre. Escluso invece dal processo come responsabile civile, il Ministero dell’Istruzione. Gli avvocati difensori delle educatrici avevano sollevato una serie di eccezioni proprio sulla costituzione di parte civile dei genitori dei piccoli, eccezioni respinte dal gip.
La prossima udienza si terrà il 19 gennaio per la scelta dei riti, alcuni imputati potrebbero infatti decidere di patteggiare la pena o chiedere i giudizio abbreviato evitando il dibattimento e ottenendo uno sconto di pena. La sentenza è stata calendarizzata per il 2 febbraio.
CRONACA
Elude l’antitaccheggio, 28enne arrestato per un furto ad Aprilia 2
APRILIA – Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato di Aprilia ha tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino tunisino nato nel 1998, gravemente indiziato di un furto aggravato commesso all’interno di un noto esercizio commerciale del centro commerciale “Aprilia 2”.
Gli agenti del Commissariato di Aprilia, intervenuti sul posto hanno rintracciato il 28enne poco dopo i fatti, mentre si allontanava dall’area commerciale, trovandolo ancora in possesso della refurtiva per un valore di circa 400 euro asportata eludendo i sistemi antitaccheggio dell’esercizio schermandone il segnale.
Gli accertamenti successivi, anche sulla base delle dichiarazioni raccolte e delle immagini di videosorveglianza, hanno consentito di procedere al suo arresto per il reato di furto aggravato.
L’uomo è stato quindi trattenuto presso gli uffici di polizia e sottoposto questa mattina a giudizio direttissimo, all’esito del quale l’arresto è stato convalidato.
Dagli accertamenti svolti è inoltre emersa la sua posizione irregolare sul territorio nazionale, motivo per cui sono state avviate le procedure amministrative volte al rimpatrio nel paese di origine.
AUDIO
Si è insediato il neo procuratore di Latina Gregorio Capasso: “Grande emozione e grande responsabilità”
LATINA – Nell’aula di corte d’assise del Tribunale di Latina si è svolta oggi l’affollata cerimonia di insediamento del Procuratore Capo di Latina, Gregorio Capasso, presente il procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato. Ad aprire gli interventi il Presidente del Tribunale di Latina, Antonio Masone.
Dopo il passaggio di consegne con l’Aggiunta Luigia Spinelli, che ha retto la Procura della Repubblica di Latina nell’ultimo anno, il neo procuratore ha ripercorso brevemente i 37 anni di attività cominciati da sostituto procuratore in Calabria, poi i vent’anni trascorsi in Procura a Latina, e da ultimo, gli otto anni in cui ha diretto l’Ufficio di Tempio Pausania in Sardegna. Ora, il ritorno a casa. Presenti le massime autorità cittadine e provinciali, i tre figli del neo procuratore e i presidenti dell’Ordine degli Avvocati e della Camera Penale.
“E’ una grande emozione e una grande responsabilità, un incarico che richiede un grande impegno – ha sottolineato nel suo discorso Capasso – Cercheremo di garantire al nostro territorio che il nostro ufficio sia un presidio di legalità e fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti”, ha detto.
La nomina ufficiale era arrivata da parte del Consiglio Superiore della Magistratura lo scorso 21 gennaio
CRONACA
Sequestrata un’area vicino al porto di Terracina. Il titolare dovrà rispondere di inquinamento e gestione illecita di rifiuti
Scoperto dai Carabinieri di Terracina un ingente sversamento di sostanze oleose sul suolo con conseguente contaminazione dei rifiuti. L’area in questione è nei pressi della banchina del canale del porto, in località Stella Polare, sede di un’attività di demolizione di imbarcazioni con rimozione di rifiuti. Al termine dell’attività investigativa, si è proceduto al sequestro penale dell’area e dei rifiuti presenti. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti e per inquinamento ambientale.

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