CRONACA
Donne operate al seno, le storie. A Latina le testimonianze di Hana ed Elena chiudono la Campagna Lilt 2016
LATINA – “Spero che nessuno, mai più, debba cadere da un balcone per poter essere operato in un’ospedale”. Il commissario straordinario della Asl di Latina, Giorgio Casati ha commentato così la storia raccontata da Hana, una studentessa di Economia del Polo Pontino, di nazionalità eritrea, invitata dalla Lilt per la chiusura della Campagna Nastro Rosa 2016.
LA STORIA DI MEHERET OPERATA DOPO UN VOLO DAL BALCONE – Hana ha 28 anni, ma sembra una bambina, minuta com’è. Minuta, ma forte, mentre racconta che a cadere dal balcone è stata la sua mamma, delegata Unesco per il suo Paese, mentre era ospite da lei a Latina, dopo aver saputo di avere un carcinoma della mammella al quarto stadio. La malattia l’avrebbe già portata via se non fosse stata operata d’urgenza. Eppure Meheret (che l’Eritrea non aveva gli strumenti per aiutare), in Italia non avrebbe avuto diritto alle cure se una mattina di dicembre non fosse improvvisamente diventata per la sanità pontina un codice rosso: il volo dal balcone, le vertebre e i calcagni fratturati, la corsa con il 118 in ospedale dove anche l’operazione al seno, per la quale si battevano inascoltati i medici della Breast Unit del Goretti, è divenuta possibile. Una testimonianza che racconta un pezzo della nostra sanità e ci fa interrogare sul senso del diritto alla salute: “Altrove nel mondo questa donna non sarebbe stata operata, diciamolo chiaramente. E difendiamo quindi sempre questo nostro sistema sanitario”, chiosa dopo averla ascoltata il professor Carlo Della Rocca delegato del Rettore per il Polo Pontino della Sapienza, la cui presenza testimonia anche che la Breast Unit rappresenta un modello di integrazione ospedale-università: “L’unico possibile, quando si perseguono gli stessi obiettivi”, aggiunge l’anatomo patologo.
ELEONORA: “A 36 ANNI VUOI VIVERE” – A questa sanità che cerca di garantire standard alti nonostante i pochi mezzi a disposizione, si è rivolta con parole di ringraziamento anche Eleonora Cavallo, giovane avvocatessa del Foro di Latina, 36 anni e una bambina di 15 mesi da crescere quando due anni fa le è arrivata la notizia del carcinoma, scoperto per caso: “Devo dire grazie alla mia testardaggine e al mio bisogno di andare sempre a fondo nelle cose. Un centro privato mi aveva rassicurato sul nodulo che avevo: “Torni tra un anno per il controllo”. Sarebbe stato troppo tardi. “Devo poi dire un secondo grazie, perché sono capitata qui, nella Breast Unit del Goretti, che è il posto giusto”, dice facendosi forza a raccontare anche i particolari che vorrebbe tenere per sé, perché la sua storia possa essere di aiuto ad altre donne. Proprio come lo sono state un anno fa le testimonianze di Teresa Tutone, ispettore capo della Polizia di Stato presso la Questura di Latina (capelli ricresciuti e occhi che brillano di nuovo) e della direttrice degli affari legali per l’Europa della Bristol Meyers Squibb, Barbara Rotonnelli (“Potevo curarmi nelle migliori strutture del mondo, sono felice di averlo potuto fare a casa mia”). Entrambe hanno passato il testimone della fiducia alle nuove arrivate.
Un’occasione quella di oggi utile anche per illustrare i risultati di 10 anni di chirurgia senologica in day-surgery al Goretti, presentati di recente in un consesso internazionale a Phoenix: “Prendiamo le pazienti in carico per condurle in un percorso che dalle tenebre della malattia porta alla luce della guarigione. Una interpretazione in chiave moderna del mito della caverna di Platone – spiega il direttore clinico della Breast Unit Fabio Ricci- . Il secondo obiettivo è quello di coniugare, tramite le tecniche di chirurgia oncoplastica la radicalità oncologica al migliore risultato estetico possibile in un lavoro di squadra che incide sullo stato psicologico delle pazienti con miglioramento dello stato d’animo, rapido recupero delle capacità relazionali, e una gestione serena del cambiamento dovuto alla malattia, permettendo alle donne di affrontare con serenità e fiducia il difficile percorso terapeutico, che ha influito positivamente sulla “Qualità della Vita”. Parola di pazienti.
Per questo il palazzo del Governo di Latina in Piazza della Libertà è illuminato di rosa e si fregia stasera del nastro della Lilt proiettato sulla facciata. Lo ha voluto il Prefetto di Latina, Pierluigi Faloni intervenuto alla manifestazione per portare un segno di riconoscimento alla campagna di prevenzione i cui ottimi risultati sono stati illustrati dal presidente della Lilt di Latina Alessandro Rossi. Un segnale di vicinanza anche umana, espressa a nome personale e della collettività che rappresenta. Perché il tumore al seno è ancora un’emergenza sociale e solo un lavoro di squadra tra donne, medici, volontari, cittadini e istituzioni può migliorare l’aspettativa di vita delle donne che ne vengono colpite.
CRONACA
Bomba carta in piazza Moro, le dichiarazioni della Sindaca Celentano
LATINA – “Esprimo la mia più ferma condanna per il grave episodio verificatosi nella notte in piazza Moro, dove l’esplosione di un ordigno ha provocato danni a un edificio, mettendo a rischio la sicurezza dei residenti e turbando la tranquillità di un intero quartiere”. Lo dichiara la sindaca di Latina Matilde Celentano in merito alla bomba carta piazzata su un pianerottolo al primo piano del civico 37 .
“Si tratta di un fatto inquietante – prosegue – che non può essere sottovalutato e che richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la guardia contro ogni forma di intimidazione e di violenza.
Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della Procura di Latina, impegnati a fare piena luce sull’accaduto e a individuare i responsabili. Alle forze dell’ordine va il ringraziamento dell’amministrazione comunale per il lavoro quotidiano svolto a tutela della sicurezza della nostra comunità.
Latina non può e non deve abituarsi a episodi di questo genere. La violenza, le intimidazioni e qualsiasi tentativo di affermare il controllo del territorio attraverso la paura sono incompatibili con i principi di legalità e convivenza civile. L’amministrazione comunale continuerà a fare la propria parte, affinché i cittadini possano vivere serenamente e nella certezza che la legalità e la sicurezza restano priorità assolute.
Latina è una comunità che non si piega alla paura. Lo Stato c’è e le istituzioni devono continuare a essere unite e presenti sul territorio”.
CRONACA
Interdittiva antimafia alla Super Eco, il Comune di Terracina: “Avviato il recesso”
TERRACINA – La Prefettura di Frosinone ha notificato alle Amministrazioni Comunali interessate un’informazione antimafia interdittiva alla Società Super Eco, attuale gestore del servizio di raccolta dei rifiuti urbani a Terracina. La gara per l’affidamento del servizio di igiene ambientale era stata affidata dal Comune di Terracina alla Stazione Unica Appaltante di Frosinone per effetto della scadenza del rapporto contrattuale intercorso con la società De Vizia.
La gara è stata regolarmente bandita dalla SUA di Frosinone, sulla base della convenzione in essere, e nei termini sono state presentate le offerte. Tenendo presente il contenuto tecnico ed economico di ciascuna offerta la commissione giudicatrice, composta da soggetti esterni all’amministrazione comunale di Terracina, ha ritenuto che la migliore proposta fosse quella presentata dalla società Super Eco. Sono state così attivate tutte le verifiche tecniche e giudiziarie previste dalle Legge, più in particolare si è affrontato l’aspetto inerente l’informazione antimafia prevista dal decreto legislativo 159/2011, presupposto per la conclusione di appalti come quello inerente l’igiene ambientale del Comune di Terracina.
Acquisita notizia del fatto che la relativa pratica fosse in istruttoria presso la Provincia di Frosinone e che pertanto non esisteva formale atto interdittivo, per maggior precisione sono state chieste specifiche notizie in ordine alla sussistenza di elementi ostativi alla stipula del contratto con note del 2 aprile, 16 giugno e 4 agosto 2026. In assenza di riscontro che impedisse la stipula del contratto, e di alcun atto formale che consentisse di intervenire sulla procedura, in data 10 agosto 2026 si è proceduto alla stipula del contratto con la società Super Eco. La proroga alla società De Vizia avrebbe infatti determinato maggiori costi, e comunque non sarebbe stata giustificabile oltre modo dopo la definizione della procedura di gara del nuovo contratto.
A maggior tutela dell’Amministrazione, e a conferma delle disposizioni di legge, nel contratto stipulato in forma pubblica amministrativa è stata prevista una specifica clausola con cui si ribadiva come la presenza di atti interdittivi collegati alla normativa antimafia avrebbe determinato, nei casi stabiliti dalla legge, il recesso dal contratto. Sulla base della notizia ricevuta ora relativa alla notificazione di una informativa antimafia della Prefettura di Frosinone alla Società Super Eco, si è immediatamente avviato il procedimento di recesso che si concluderà in brevissimo tempo, nel rispetto delle garanzie previste. Nello stesso tempo si è richiesto alla Prefettura di Frosinone un approfondimento in merito ai contenuti della interdittiva non specificati nella notizia trasmessa al Comune di Terracina.
Ai sensi delle norme applicabili, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti proseguirà trattandosi di servizio pubblico indispensabile anche in funzione dell’igiene e della sicurezza pubblica. Il recesso da parte del Comune di Terracina implicherà l’adozione di tutti gli atti necessari ad assicurare la prosecuzione del servizio, come previsto tanto dalla legislazione antimafia che dal codice dei contratti pubblici. In particolare esistono diverse possibilità che vanno dalla sottoposizione della Super Eco ad amministrazione giudiziaria al subentro degli altri partecipanti alla gara secondo l’ordine di graduatoria, se disponibili. In questa prospettiva sarà necessario comprendere se saranno adottati atti della Pubblica Autorità preposta alla tutela collettiva rispetto alle infiltrazioni mafiose di gestione e controllo sulle attività della Super Eco.
Si prevedono tempi brevissimi per definire e adottare gli atti necessari ad assicurare che il servizio nella Città di Terracina prosegua senza interferenze di sorta. Nel frattempo per i pochi giorni necessari per la definizione Super Eco dovrà continuare a prestare il servizio secondo il capitolato d’appalto.
CRONACA
Cerimonie in limousine con i soldi sporchi, il sequestro a Sezze e Roccagorga
SEZZE – C’è anche una limousine utilizzata per cerimonie tra i beni sequestrati questa mattina a Sezze, Roccagorga e Roma riconducibili a S. B., 64 anni, e S. C., 37 anni. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma, su richiesta della Procura di Latina, è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo con il supporto delle Compagnie di Latina, Terracina e Formia al termine di un’indagine patrimoniale durata oltre due anni.
Tra i beni finiti sotto chiave, un appartamento, un ristorante e bar-tabacchi, e i beni aziendali delle due attività, insieme a quattro auto, di cui due di lusso, la limousine e un’utilitaria, il patrimonio aziendale di ulteriori due società rispettivamente impegnate nel settore edile e in quello della organizzazione di eventi, e i conti correnti intestati ai titolari, alle società a loro riconducibili e ai familiari più stretti. La misura ha interessato beni per un valore complessivo di circa 1.500.000 euro.
Secondo i militari del Nucleo Investigativo, i due reinvestivano capitali di provenienza illecita intestandole a familiari, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
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