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Dati Osserfare: bene le imprese Under 35, ma la ripresa è ancora lontana

L'artigianato torna in crisi e fa segnare un -1,63%

LATINA – Sono stati resi noti da Osserfare, l’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, i dati Movimprese registrati alla fine dell’anno 2016 elaborati sulla base dei dati forniti da Unioncamere. Il bilancio dell’ultimo anno su base nazionale mostra un rallentamento della crescita demografica, la provincia di Latina invece, mostra una maggiore vivacità (+0,19% il tasso di crescita), pur confermandosi al di sotto delle dinamiche regionali (+0,41%). Il segnale evidente nel 2016 rispetto ai precedenti è il maggiore differenziale di crescita a vantaggio della nostra provincia rispetto alle dinamiche nazionali.

In provincia a fine 2016 lo stock di imprese è pari a 57.846 unità registrate (l’81,8% attive), ed il saldo annuale è positivo per +761 unità. In termini relativi sono in miglioramento sia il tasso di natalità (+6,86%), sia il tasso di mortalità (-5,54%) lievemente inferiore a quanto rilevato nel 2015. Dopo il brusco calo registrato nel corso del 2015, anche negli ultimi dodici mesi si conferma la positiva riduzione delle aperture di nuove procedure fallimentari, che si fermano a 105 totali.

 

SETTORI – Il quadro che si delinea nel corso del 2016 è di una sorta di “calibratura” delle dinamiche che tornano ad interessare in misura più positiva anche i settori più tradizionali. Il segnale più significativo è il deciso rimbalzo del comparto agricolo, che per la prima volta dal 2009 mostra un’espansione del tessuto produttivo, per la gran parte sostenuta dagli incentivi legati al Piano di Sviluppo Rurale regionale 2014/2020. I segmenti più vivaci sono le coltivazioni orticole e la coltivazione alberi da frutto, soprattutto actinidia; anche i legumi mostrano un buon andamento; si registrano invece flessioni nel campo cerealicolo. Vanno sottolineate nel comparto, le difficoltà dell’allevamento in calo, in particolare con riferimento ai bovini da latte.
Dopo un bilancio in rosso quadriennale, la manifattura torna su un sentiero positivo, nonostante l’ulteriore perdita della componente artigiana, che occupa uno “spazio” imprenditoriale superiore al 40%. Il contributo più significativo è quello delle attività di riparazione, manutenzione ed installazione, che comprende interventi tecnici sui macchinari come impianti di refrigerazione, forni, bruciatori e macchinari agricoli (+25 imprese, per un saldo del +9,12%). Trend in espansione anche per l’alimentare; diversamente, risulta pressoché stazionaria la fabbricazione di macchinari e autoveicoli.
Le costruzioni approcciano una timida crescita (+0,6%), dopo un anno piuttosto “neutro”. Le attività commerciali replicano la performance dell’anno precedente (+0,40%), più “caute” però le dinamiche del segmento al dettaglio (-0,2% la variazione dello stock).

L’ARTIGIANATO – Anche nel corso del 2016 si conferma il periodo di grande difficoltà del comparto, che a fine anno registra in provincia di Latina uno stock di 9.060 imprese iscritte all’apposito albo; in termini relativi l’artigianato rappresenta il 18,87% dell’intero tessuto imprenditoriale. Il saldo annuale è di -150 imprese, con una decrescita del -1,63%. A fronte di 603 iscrizioni, si sono registrate 753 cessazioni. Flessioni soprattutto nei consueti segmenti delle Costruzioni e dei Trasporti, in accentuazione rispetto all’anno precedente. Si conferma in contrazione anche il Manifatturiero, in relazione alle più evidenti difficoltà dell’Industria del legno e della Fabbricazione di prodotti in metallo; unico segmento industriale che mostra segnali di una ritrovata vitalità la Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine. Consueto contributo positivo delle attività di parrucchiere ed estetista, e la crescita delle centri di tatuaggi e pearcing, in linea con le tendenze legate al filone del bellezza.

LE IMPRESE STRANIERE – L’imprenditoria straniera in provincia di Latina conta 4.166 imprese registrate, di cui 3.640 attive (87,37%), per una quota sull’universo imprenditoriale locale in costante crescita e pari al 7,18% alla fine del 2016, inferiore alla media nazionale (9,38%) e regionale (11,47%).
Deciso rallentamento dei flussi di demografia imprenditoriale, attestandosi il tasso di crescita al +5,29%, in brusco ridimensionamento rispetto alle precedenti annualità (a fronte di una variazione che nell’ultimo quadriennio è stata in media superiore al 7%). Netta inversione di tendenza dello spread in termini di crescita tra le realtà straniere e le italiane nella provincia. In sintesi, il bilancio degli ultimi dodici mesi tra le 523 nuove iscrizioni e le 314 cessazioni è risultato positivo per +209 imprese, grazie soprattutto alle realtà extracomunitarie, che registrano un saldo positivo di +178 unità. I settori che gli stranieri preferiscono sono: il Commercio che ha il primato in termini di numerosità delle imprese (1.608 aziende, per un peso percentuale sul totale delle imprese straniere pari al 38,6%); seguono le Costruzioni (639 imprese, pari al 15,34% dell’universo imprenditoriale estero) ed in terza posizione i servizi di Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con 365 aziende pari all’8,76% del totale.

IMPRENDITORIA GIOVANILE – Il 2016 si chiude con 6.694 imprese under35, delle quali l’86% attive; si tratta di una quota superiore all’11,8% dell’intero tessuto imprenditoriale locale, che risulta più elevata alla percentuale delle stesse riferita alla regione Lazio (9,80%) e all’Italia (10,01%). Se da un lato può essere considerato come un dato positivo, dall’altro potrebbe essere indicativo di una situazione occupazionale giovanile che non trova sbocchi, se non nell’autoimpiego. I flussi demografici 2016 determinano un saldo annuale di +801 imprese (+11,81%). Il maggior numero di imprese giovanili è concentrato nelle attività commerciali (1.823 imprese); si posiziona per la prima volta quest’anno al secondo posto l’agricoltura (811 unità, pari ad oltre il 12% delle juniores) il cui contributo è di assoluto rilievo, registrando una crescita eccezionale (+26,85%, a fronte del +2,37% dei dodici mesi precedenti) di 185 imprese. Immediatamente a seguire, le costruzioni (798 aziende, per una quota del 11,92%),) il cui trend risulta sottotono rispetto al biennio precedente (+3,76%, a fronte del +6,13% e del +5,11% rispettivamente del 2015 e del 2014).

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