CRONACA
Operazione Tiberio, libero l’imprenditore che ha collaborato
LATINA – L’imprenditore di Nettuno Mauro Ferrazzano ha lasciato gli arresti domiciliari ed è tornato in libertà. E’ stata revocata la misura cautelare dal gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario che ha accolto la richiesta dei suoi difensori. Secondo il magistrato dopo il lungo interrogatorio dell’indagato e i nuovi elementi investigativi offerti al pm, non ci sono più le esigenze cautelari. Anche la Procura aveva espresso parere favorevole alla scarcerazione nei confronti dell’imprenditore, arrestato lo scorso gennaio insieme ad altri imprenditori ma anche professionisti e politici nell’operazione Tiberio che aveva interessato gli appalti nel Comune di Sperlonga. Nel corso di una lunga deposizione durata oltre cinque ore, Ferrazzano aveva confessato le accuse nei suoi confronti e aveva confermato anche il quadro indiziario per gli altri indagati a partire dall’ex sindaco di Sperlonga Armando Cusani. I reati ipotizzati sono: turbativa d’asta e corruzione.
LE MOTIVAZIONI DEL RIESAME DURE CON CUSANI -E intanto sono state rese note le motivazioni che hanno spinto i giudici del Tribunale del Riesame di Roma a confermare il carcere proprio per il primo cittadino di Sperlonga. In attesa dell’esito del ricorso in Cassazione presentato dagli avvocati difensori che chiedono la libertà per Cusani, i giudici rilevano “dalle numerose conversazioni” riportate negli atti dell’inchiesta dei carabinieri “la totale ingerenza di Cusani sulle singole pratiche” e “la condizione dei dipendenti del Comune di Sperlonga che lavorano in totale soggezione agli interessi personali di Cusani” tanto da ritenere che “solo l’arresto può impedire che persegua i propri illeciti”. E’quando scritto dal collegio del Riesame nelle motivazioni.
CRONACA
Cadavere rinvenuto a largo di Ponza, indagini in corso
Macabro ritrovamento nelle acque davanti all’isola di Gavi, nell’arcipelago ponziano: un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato scoperto nelle scorse ore da un sub. L’uomo ha immediatamente allertato la Capitaneria di Porto di Gaeta, intervenuta sul posto per il recupero del corpo. I resti sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Cassino, dove saranno eseguiti gli accertamenti autoptici nel tentativo di risalire all’identità della vittima. Secondo le prime ipotesi, il corpo potrebbe appartenere a una persona dispersa in mare, probabilmente uno dei migranti morti nelle ultime settimane nel Tirreno e trascinati dalle correnti fino a quest’area. Le condizioni del cadavere, ormai irriconoscibile e attaccato dalla fauna marina, non consentono al momento di stabilire neanche il sesso della persona. Le indagini sono in corso.
CRONACA
Ponza, bambino azzannato da un cane viene elitrasportato a Roma
Un bambino di 8 anni è stato aggredito da un cane nella mattinata di oggi a Ponza, nella zona del porto. Il piccolo è stato elitrasportato in gravi condizioni all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei Carabinieri, il piccolo si trovava in piazza insieme alla famiglia quando due pitbull sarebbero usciti da un’abitazione senza guinzaglio né museruola. Uno dei cani si è avventato contro di lui, azzannandolo davanti agli occhi di alcune persone che sono riuscite ad intervenire, allontanando l’animale e mettendo in salvo il piccolo, mentre veniva lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari, che hanno disposto il trasferimento d’urgenza in eliambulanza verso la Capitale. I Carabinieri hanno invece avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica e verificare le responsabilità.
CRONACA
A Terracina anziana truffata da finto funzionario Inps: arrestato a Napoli un 60enne
TERRACINA – E’ accusato di aver truffato un’anziana a Terracina, è stato arrestato nelle scorse ore dai militari della Stazione Carabinieri di Terracina nel quartiere di Secondigliano a Napoli, un 60enne, per l’ipotesi di truffa aggravata. L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini erano state avviate a febbraio dopo la denuncia di un’anziana residente a Terracina che era stata raggiunta a casa da un finto funzionario dell’INPS che aveva detto di dover consegnare una raccomandata. L’uomo invece aveva raggirato la vittima, convincendola a consegnare la somma di 1000 euro in contanti che dovevano servire per regolarizzare la pratica. Soltanto in serata, il figlio della malcapitata, esaminando la documentazione lasciata all’anziana vittima, si trattava di fogli di un istituto di credito, in bianco, si è reso conto del raggiro.
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