CRONACA
“L’Arpa ha rilevato che la Sep inquina, Regione colpevole”
PONTINIA – “I documenti Arpa parlano chiaro e anzi ci è stato confermato che molti fascicoli sono secretati perché oggetto di indagine da parte delle procure di Roma e Latina”. Il Comitato Mazzocchio assicura di avere le prove che la Sep inquina e inquinava. L’accesso agli atti compiuto nella veste di semplici cittadini ha consentito al Comitato Mazzocchio di acquisire i risultati delle ispezioni svolte dall’Arpa dal 2015 che avrebbero rilevato irregolarità “a cui – denunciano – però non è conseguita una revoca dell’autorizzazione ma un premio, nel giugno scorso, da parte della stessa Regione Lazio che ha dato la possibilità alla stessa azienda di incamerare 50 tonnellate di rifiuti al giorno in più rispetto a quanto fatto fino a quel momento”.
PERCOLATO E FUMI – Il comitato si riferisce a un atto ben preciso – si legge in una nota – il protocollo n.0098418 del 11/12/2015. In quel documento, con oggetto attività di monitoraggio e controllo, si evidenziano diverse mancanze dell’impianto che è autorizzato a ricevere la frazione organica selezionata da raccolta differenziata e altri scarti organici, rifiuti vegetali e verde da raccolta differenziata e scarti ligneo cellulosici e fanghi palabili da depurazione biologica. In quel documento si legge quanto segue: “In tutte le aree di lavorazione era rilevabile la presenza di percolato, e non era evidente la presenza di griglie e canalette di raccolta dello stesso al di fuori delle aree occupate dal materiale e dai mezzi a eccezione dell’unica griglia visibile posta tra l’area adibita allo scarico e il tunnel di scarico materiali organici e fanghi che tuttavia risultava ostruita dal materiale in lavorazione. Anche all’esterno in più punti dell’impianto erano presenti sversamenti di liquidi non correttamente collettati…. Il materiale verde (rifiuti biodegradabili) da utilizzare nella miscela per la produzione del compost risultava stoccato in più cumuli, non identificati con codice Cer, al di sotto della tettoia dedicata; lo stesso risultava maleodorante con presenza di fumo, che evidenzierebbe la presenza di processi di fermentazione in corso e/o una miscelazione del verde con altra tipologia di materiale…. E’ stato evidenziato, inoltre, che i due scrubber utilizzati per il trattamento delle arie esauste provenienti dall’impianto, collegati al biofiltro, risultavano non correttamente funzionanti e al loro interno non si rilevava la presenza di corpi di riempimento”.
MANCATA VIGILANZA – “Si tratta di un elenco di irregolarità che in un Paese normale avrebbe portato alla sospensione delle attività, almeno fino al raggiungimento degli standard previsti dalla legge – spiegano dal comitato – Ma siamo nel Lazio”. E la commissione ambiente che la Regione Lazio ha convocato nei giorni scorsi invitando il Comitato, alla luce delle nuove carte “assume il sapore della beffa”. “Non parteciperemo più a riunioni e incontri farsa, al massimo siamo disposti a inviare il materiale che gli uffici regionali avrebbero dovuto già conoscere. Ci riserviamo inoltre di adire le vie giudiziali, l’unico corpo dello Stato che sembra operare in questo settore, a cui vorremmo chiedere di verificare l’eventuale inefficienza colposa di chi su questo delicato settore avrebbe dovuto vigilare”.
CRONACA
Caldo, ancora bollino rosso a Latina fino al 5 agosto: temperature percepite fino a 39 gradi
Prosegue senza tregua il caldo estremo che sta interessando la provincia di Latina e il resto del Lazio. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, da lunedì 3 a mercoledì 5 agosto Latina sarà ancora contrassegnata dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per le ondate di calore.
Le temperature massime previste oscilleranno tra i 33 e i 34 gradi, ma quelle percepite potranno raggiungere i 39 gradi a causa dell’elevato tasso di umidità. L’allerta riguarda anche le altre città laziali monitorate dal Ministero: Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo e Civitavecchia.
Secondo i meteorologi di 3BMeteo, la quarta ondata di caldo dell’estate raggiungerà il suo picco proprio a metà settimana, mantenendo condizioni di afa intensa su gran parte del territorio nazionale.
CRONACA
Terracina, nuova paratoia sul Fiume Sisto: in fase di completamento i lavori finanziati dalla Regione
Sono in fase di conclusione gli interventi per la sostituzione della paratoia principale dello sbarramento sul Fiume Sisto, in località La Crocetta, nel territorio di Terracina. L’opera consentirà di ripristinare il pieno funzionamento dell’impianto irriguo “Centrale Sisto”, fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico a migliaia di ettari di terreni agricoli.
L’intervento si è reso necessario dopo i danni provocati dalle eccezionali precipitazioni dello scorso dicembre, che avevano compromesso il sistema meccanico della paratoia impedendone il regolare funzionamento e la corretta regolazione dei livelli dell’acqua.
I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest grazie a un finanziamento della Regione Lazio. La vecchia struttura è stata sostituita con una nuova paratoia metallica lunga 13 metri e alta 3, progettata per resistere alla corrosione e alle condizioni ambientali tipiche dell’area.
L’intervento comprende anche il ripristino dell’intero sistema di apertura e chiusura, le regolazioni meccaniche e il collaudo finale dell’impianto.
La rimessa in esercizio dello sbarramento è prevista per il prossimo 6 agosto, nel corso di una cerimonia alla quale prenderanno parte rappresentanti del Consorzio, amministratori locali, autorità regionali e l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini.
Secondo il presidente del Consorzio, Lino Conti, i lavori sono stati programmati in modo da garantire la continuità dell’irrigazione durante la stagione estiva, limitando i disagi per le aziende agricole che operano in un’area caratterizzata da produzioni ortofrutticole, biologiche e di qualità certificata.
CRONACA
Due anni di violenze e minacce, divieto di avvicinamento con braccialetto per un 42enne di Campoverde
APRILIA – Due anni di maltrattamenti, percosse, lesioni personali, minacce aggravate dall’uso di armi e danneggiamento. E’ quanto ha subito una donna che alla fine ha deciso di denunciare il compagno. Nei confronti di un 42enne residente a Campoverde di Aprilia, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le indagini condotte dai militari dell’Arma dopo la querela presentata dalla vittima ad aprile scorso, hanno consentito di documentare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo che, nel corso della relazione sentimentale e anche dopo la sua conclusione, avrebbe ripetutamente minacciato di morte la donna, danneggiato la sua auto e, in più occasioni, l’avrebbe aggredita fisicamente, colpendola con schiaffi al volto e procurandole lesioni che hanno richiesto il ricorso alle cure dei sanitari. Tra gli episodi anche le minacce impugnando una pistola descritta dalla vittima come dotata di silenziatore. L’oggetto, poi sequestrato, è risultato essere una riproduzione artigianale in legno di colore nero, idonea a simulare un silenziatore, priva di capacità offensiva, ma perfettamente identica a una vera e dunque capace di ingenerare paura.
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Germano Buonamano Mancaniello
3 Ottobre 2017 at 10:44
Arpa anche i rifiuti tossici ed industriali seppelliti sotto terra nella vicina discarica di Borgo Montello inquinano le falde acquifere giusto per un appunticino.