morti bianche

Latina, morì cadendo nella miscelatrice, condannato anche il committente

Patteggiano due imprenditori per l'incidente sul lavoro nel quale perse la vita Gianni Ceccato

LATINA – Hanno patteggiato la pena di due anni di reclusione per la morte di Gianni Ceccato i due imprenditori agricoli che  avevano commissionato all’artigiano di 65 anni di Sabaudia la riparazione del tetto della stalla aziendale, proprietario e affittuario del’azienda. Il giudice ha riconosciuto infatti che non solo il datore di lavoro, ma anche il committente è tenuto a rispettare le norme di sicurezza sul lavoro. Nel caso specifico, l’artigiano aveva un’impresa individuale edile (e dunque era datore di lavoro di sé stesso) ma l’incarico di riparare e  impermeabilizzare la copertura del fabbricato rurale gli era stato affidato dai due imprenditori agricoli accusati di omicidio colposo. Tragiche furono infatti le conseguenze:  a causa del cedimento di alcuni pannelli di eternit l’artigiano era caduto da un’altezza di quattro metri finendo dentro una macchina miscelatrice di foraggi in funzione che si trovava giusto sotto e la cui elica metallica non gli ha lasciato scampo. Era  l’8 marzo 2017.

A finire sotto processo S. L., 27 anni, di Latina,  coltivatrice diretta di cereali, e  R. D. M., 37 anni, pure lui di Latina titolare di un allevamento di bovini, bufalini e produzione di latte: la prima affittuaria e il secondo proprietario del complesso aziendale. Gli imputati comparsi il 12 luglio davanti al gip Laura Matilde Campoli hanno scelto il rito alternativo patteggiando, appunto, due anni.

La causa è stata seguita dallo Studio 3A cui si sono rivolti i familiari di Ceccato che ora chiedono il risarcimento del danno in sede civile.

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