CRONACA
Tiro al bersaglio al bracciante, il sindaco Procaccini: “Quei ragazzi dovrebbero lavorare nei campi”
TERRACINA – “Andrebbero mandati a lavorare nei campi per fargli comprendere quanto grande sia il sacrificio di chi svolge un’attività del genere”. Il sindaco di Terracina Nicola Procaccini che aveva espresso subito la sua solidarietà al bracciante agricolo indiano ferito domenica sera mentre era in bicicletta dopo una giornata di lavoro, condanna fermamente il gesto compiuto da alcuni suoi giovanissimi concittadini che devono rispondere dei reati di lesioni, esplosioni pericolose in luogo pubblico e porto di arma atta ad offendere.
“Desidero esprimere grande apprezzamento e ringrazio il capitano Anzini e i carabinieri di Terracina per aver saputo dare un nome ai vigliacchi che si sono divertiti a fare il tiro al bersaglio con un lavoratore indiano. A prescindere dalle motivazioni del gesto, che forse verranno chiarite nelle prossime ore, non posso non sottolineare l’abisso di dignità che esiste tra un lavoratore che di domenica sera torna in bicicletta dai campi dove ha faticato tutto il giorno e questi quattro ragazzetti annoiati che si divertono a sparargli contro dei piombini. Magari sono proprio tra quelli che si lamentano perché non c’è lavoro e scaricano le responsabilità di ogni cosa su tutti tranne che su loro stessi. Terracina rimane una città accogliente che esige legalità e rispetto reciproco e che non cede a tentazioni di scadimento della civiltà provocate da atteggiamenti di bullismo, da qualunque parte provengano”.
CRONACA
Sorelle di Aprilia vivono da homeless davanti a Montecitorio: interrogazione di Ciolfi, Ascari e Fontana
APRILIA – “Le sorelle Roberta e Maria Letizia Montoro, residenti ad Aprilia, sono state private della propria abitazione a seguito di una procedura esecutiva immobiliare e da diverse settimane vivono per strada nei pressi di Montecitorio per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla loro vicenda, sostenendo di aver subito la perdita non solo della casa di abitazione, ma anche di ben sei unità immobiliari, tutto in conseguenza di procedure che ritengono illegittime”. Lo affermano le deputate M5S Stefania Ascari e Ilaria Fontana e la consigliera comunale M5S di Latina Maria Grazia Ciolfi che hanno presentato un’interrogazione alla Camera.
Raccogliendo la testimonianza delle due sorelle di Aprilia e del loro legale, le due donne – spiegano le esponenti politiche del Movimento Cinque Stelle “affermano anche di trovarsi in una condizione di grave disagio abitativo e personale, pur essendo proprietarie di beni immobili che, a loro dire, non sarebbero nella loro concreta disponibilità a causa di ulteriori procedure giudiziarie. La procedura esecutiva avrebbe avuto origine da un debito di importo relativamente contenuto e le due sorelle avrebbero tempestivamente presentato istanza di conversione del pignoramento, provvedendo al versamento di somme che ritenevano idonee a soddisfare sia il credito azionato che le relative spese. La legale delle sorelle Montoro ha segnalato possibili anomalie procedurali e le due donne denunciano episodi di intimidazione e di allontanamento verificatisi in prossimità di immobili che esse ritengono di loro proprietà”.
Una vicenda tutta da chiarire che ha assunto – aggiungono Ciolfi e Fontana – particolare rilevanza pubblica per le condizioni di forte disagio in cui versano attualmente le due donne. Ferma restando l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e la competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria nella valutazione dei singoli procedimenti, secondo noi è opportuno verificare che tutte le attività siano state svolte nel pieno rispetto delle garanzie, se siano stati adeguatamente valutati i principi di proporzionalità tra il credito azionato e il valore dei beni sottoposti a esecuzione,
se il Ministro dell’interno sia a conoscenza dei presunti episodi intimidatori subiti dalle sorelle Montoro”.
CRONACA
Latina, insulti al Gip Cario in Tribunale, donna portata via. Al magistrato la solidarietà degli Avvocati
LATINA – Grave episodio questa mattina in Tribunale a Latina dove una donna è entrata nell’aula dibattimentale dove si trovava il giudice Giuseppe Cario, impegnato in un interrogatorio di garanzia, alla presenza di una cancelliera, e lo ha insultato prima di essere portata via. La protagonista è una 49 enne che, da quanto si apprende, sventolava un decreto di archiviazione relativo a un procedimento penale nato da una sua denuncia, e ad alta voce ha pronunciato pesanti offese contro il magistrato. Il gip e la cancelliera hanno ripetutamente invitato la donna a uscire dall’aula, ma alla fine è stato necessario l’intervento del personale di vigilanza del palazzo di Giustizia. Nel frattempo è stato chiamato il 112 e sono arrivati polizia e carabinieri. Sono stati questi ultimi a denunciare la signora per interruzione di pubblico servizio e offesa a magistrato.
Immediata la solidarietà del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina che condanna “il grave atto intimidatorio e di violenza”. La nota porta la firma del presidente dell’ordine Avv Giovanni Lauretti il quale ricorda che la vicenda di oggi “fa seguito ad altri gravi gesti di minaccia rivolti ad avvocati e magistrati del circondario pontino” e “deve spingere – aggiunge Lauretti – tutte le istituzioni a mantenere sempre alto il livello di guardia nel fronteggiare questi inquietanti fenomeni criminali”.
“Con la certezza che tutti gli operatori della giustizia non si lasceranno Condizionare nello svolgimento della loro attività da simili di atti e che l’avvocatura sarà sempre al fianco di chi ogni giorno compie il proprio lavoro con intensa dedizione e professionalità si auspica che siano messe in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare i soggetti della giurisdizione e attraverso loro il bene supremo della giustizia e della legalità”, conclude la nota.
CRONACA
Lancia fuoco artificiale in campo durante la finale di Coppa Italia, Daspo di 6 anni per un tifoso del Latina Calcio
LATINA – Ha lanciato un fuoco pirotecnico in campo durante la finale di coppa Italia di serie C tra Latina e Potenza, che si giocava al Francioni. Dovrà stare lontano da stadi e manifestazioni sportive per sei anni. Lo ha deciso il questore di Latina Fausto Vinci emettendo un pesantissimo Daspo nei confronti di un tifoso del Latina Calcio 1932. Gli accertamenti condotti dalla Digos della Questura di Latina attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza e delle riprese effettuate dalla Polizia Scientifica, lo hanno identificato come l’autore del gesto. Considerata la pericolosità del comportamento e i precedenti specifici – visto che era già colpito da DASPO per precedenti comportamenti violenti – è stata stabilita per lui anche la misura dell’obbligo di presentazione presso un ufficio di polizia durante lo svolgimento delle partite della squadra nerazzurra. Questa seconda prescrizione è in attesa di convalida da parte del G.I.P. presso il Tribunale di Latina.
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