intervista all'assessora Leggio

Case di quartiere a Latina, i cittadini si mettono al lavoro

Leggio: "Forte spinta dal basso". Il modello di Torino

LATINA – Cinque case di quartiere ispirate a quelle già attive a Torino, edifici dismessi, fatti oggetto di interventi di riqualificazione e messi a disposizione della comunità che dovrà decidere come utilizzarli. Il progetto è stato presentato venerdì 14 dicembre dal Comune di Latina che ha avviato la fase di co-progettazione alla quale potranno partecipare associazioni, comitati e singoli cittadini. I ragazzi parteciperanno anche con un contest su Instragram per indicare la loro idea.

“I progetti dovranno essere sostenibili sotto tutti i punti di vista – spiega l’assessora alla partecipazione Cristina Leggio – Prima si penserà ai contenuti e alle finalità, poi alla parte gestionale”. L’idea ispirata a quella virtuosa piemontese varata nel 2007 è nata a Latina dalla sollecitazione arrivata dai residenti del quartiere di Via Milazzo per la gestione della ex scuola. Poi l’Amministrazione ha individuato le altre strutture grazie ad uno studio di fattibilità finanziato dal cosiddetto Progettone: l’ex casa Cantoniera di Borgo Sabotino, l’ex Cinema Enal di Latina Scalo, la ex tipografia di Viale XVIII Dicembre e lo spazio polifunzionale di Borgo Piave (quest’ultimo oggetto di un intervento di riqualificazione recente).  Spazi di tutti, ma sede di nessuno, così come recita il manifesto di Torino.

“Sono luoghi di incontro che oggi mancano nella nostra città, spazi utili a ricostruire relazioni. Latina è pronta a questo passo perché la nostra comunità manda sempre più sollecitazioni in questo senso. Sono quelle che arrivano per esempio dalle associazioni che cercano spazi, dai cittadini che chiedono luoghi di cultura e di confronto. Quello che non abbiamo ancora invece, e che con questo percorso vogliamo acquisire, sono le competenze necessarie perché questi percorsi siano sostenibili, non solo desiderati ma anche possibili, e con una visione a lungo termine che garantisca che non sia un fuoco di paglia. Servono processi ragionati, condivisi e organizzati”.

ASCOLTA

Ad assistere al lancio del percorso di coprogettazione nella sala de Pasquale del Comune erano in tanti. Ora ci sono sei mesi per definire i progetti e sperimentare le prime soluzioni. “Con la sperimentazione le “case di quartiere” saranno aperte, entreranno in funzione e lo resteranno”.

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