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CRONACA

L’assessore regionale D’Amato ascoltato dalla Procura di Latina nell’inchiesta sui concorsi Asl

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LATINA – L’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato è stato ascoltato oggi in Procura a Latina come persona informata sui fatti nell’inchiesta sui concorsi inquinati alla Asl, inchiesta nell’ambito della quale sono state arrestate due persone, il dirigente e il funzionario della Uoc Reclutamento, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito accusati di rivelazione di segreti d’ufficio  per aver rivelato ad alcune persone le domande d’esame. La presenza dell’assessore non è passata inosservata.

Un mese fa, prima degli arresti, proprio in accordo con la Direzione regionale Salute del Lazio, la neo direttrice generale della Asl di Latina Silvia Cavalli aveva revocato la più recente delle due procedure concorsuali, le cui prove, scritta e orale,  si erano svolte a dicembre e a febbraio, ritenendo la procedura viziata.

I magistrati di Via Ezio hanno riunito l’indagine svolta dalla Polizia di Stato nata intercettando su mandato della Dda di Roma proprio Rainone in merito all’assunzione di un membro del clan Di Silvio nella sicurezza dell’ospedale Goretti – concorso poi conclusosi con l’assunzione di 23 persone;  e un’ indagine della Guardia di Finanza nata a gennaio da alcuni esposti presentati da privati cittadini sul più recente concorso, poi revocato.

D’Amato si è trattenuto a lungo con i magistrati che mantengono stretto riserbo sul contenuto della sua testimonianza. Anche lui, avvicinato dal collega di Lazio Tv Egidio Fia, non ha voluto commentare ed è apparso infastidito. Nei giorni scorsi, con persone a lui vicine, D’Amato non aveva nascosto il grande disappunto per quanto accaduto a Latina e per le intercettazioni che coinvolgono anche esponenti politici locali.

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CRONACA

Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia, dieci anni all’infermiera di Latina e al suo complice di Velletri

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LATINA – Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia ai danni di un 14 enne. Si è concluso con la condanna a 10 anni di reclusione, per questi reati,  il processo con rito abbreviato a una donna, operatrice sanitaria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e all’uomo che la istigò facendosi inviare i video degli abusi sul ragazzo che veniva narcotizzato. Il giudice ha anche stabilito la decadenza della donna dalla potestà genitoriale e l’obbligo per entrambi gli imputati di risarcire il minore e suo padre con somma da quantificare in sede civile.  L’accusa aveva chiesto 16 anni al termine della requisitoria durante la quale la Pm Maria Perna aveva ricostruito il disegno criminoso dei due amanti.

L’indagine era nata quasi per caso. Dopo la separazione della donna dal marito e l’inizio della nuova relazione con quello che sarebbe diventato il suo complice e coimputato, un geometra di Velletri, i colleghi di lei avevano notato che qualcosa non andava e sospettando che la stimata collega potesse essere vittima di maltrattamenti, avevamo riferito i dubbi all’ex marito. L’uomo a quel punto aveva presentato una denuncia, visto che il figlio conviveva con la madre. Di qui, l’agghiacciante scoperta di video e foto a contenuto pedopornografico.

La difesa della donna, che ha sostenuto l’esistenza di uno stato di totale assoggettamento, ha già annunciato appello.

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CRONACA

Anziano di Latina trovato ucciso nel suo podere sulla Migliara 48. Sul corpo ferite da taglio

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PONTINIA – Un anziano di Latina, Giuseppe Pirani, è stato trovato privo di vita martedì pomeriggio nel podere di famiglia sulla Migliara 48 a Pontinia, un luogo dove svolgeva abitualmente lavori e dove  – secondo quanto si apprende – si era recato in mattinata. A fare la scoperta è stato il figlio che ha dato immediatamente l’allarme. Il corpo dell’ottantenne presentava diverse ferite da arma da taglio una delle quali potrebbe essere stata quella letale, al collo.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Latina e del Nucleo investigativo che hanno avviato  le indagini.  La scientifica ha svolto i rilievi e repertato un oggetto appuntito che potrebbe essere stato l’arma utilizzata per il delitto. La salma è stata poi trasferita in obitorio per l’esame medico legale che sarà disposto dalla Procura. Ascoltato a lungo, come persona informata sui fatti, il figlio dell’uomo per ricostruire ogni dettaglio utile.

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CRONACA

Controlli in un salone di bellezza: a Latina chiusa la parte dedicata all’estetica per l’assenza del Responsabile Tecnico

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Controlli dai Carabinieri del NAS che nei giorni scorsi hanno effettuato un’attività ispettiva in un salone di bellezza. Riscontrata una significativa violazione normativa: i trattamenti estetici venivano infatti eseguiti in assenza della figura del Responsabile Tecnico. La norma stabilisce che tale figura debba garantire la propria presenza costante durante lo svolgimento delle attività, al fine di supervisionare la corretta esecuzione dei trattamenti e tutelare l’incolumità dei clienti. Emanata un’ordinanza che ne ha disposto la sospensione immediata, limitatamente ed esclusivamente all’attività di estetica, all’interno del salone. Contestualmente, al titolare dell’esercizio è stata irrogata una sanzione amministrativa pari a 860 euro.

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