POLITICA
Commissariamento del Parco del Circeo, Ranaldi: “Provo a spiegare cosa non torna in questa nomina”
LATINA – Dopo il commissariamento del Parco Nazionale del Circeo con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha nominato Commissaria Emanuela Zappone di Fratelli D’Italia per un periodo di 6 mesi rinnovabili. In una nota, Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di Latina, in lista PerLatina2032, già presidente dell’associazione Villaggio Fogliano e da decenni interessato alla protezione e alla salvaguardia del Parco Nazionale del Circeo, ha detto la sua: “Provo a spiegare cosa non torna in questa nomina – dice – Per quale motivo dalla formulazione della terna dei possibili Direttori, che risale a dicembre 2022 e dalla quale il Ministero avrebbe dovuto nominare il Direttore, arrivati a febbraio 2023 -quindici mesi dopo- il Ministro Gilberto Pichetto Fratin commissaria il Parco del Circeo, anziché adempiere al suo compito? Non andiamo lontano dal vero a pensare che la nomina dell’esponente di Fratelli d’Italia Emanuela Zappone, sia una ricompensa da dover ottenere, avendo mancato l’elezione regionale, in un accordo della maggioranza di governo. E qui ci viene in aiuto la frase attribuita ad un politico di lungo corso del nostro paese che ripeteva: “a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si indovina”. »
Le ragioni si evincono dalla lettura dei testi dell’ispezione e del decreto ministeriali, secondo Ranaldi: «Nel Decreto del Ministero vengono ripresi alcuni dei rilievi mossi dall’ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si è svolto nel mese di febbraio del 2022 dove vengono eccepiti diciannove rilievi che hanno “evidenziato carenze, irregolarità e disfunzioni nell’attività amministrativa del Parco”, ma nel decreto ne vengono elencati dieci. Tra questi rilievi ne riportiamo alcuni per capire il tenore: il rispetto dei termini del ciclo della performance; utilizzo più celere delle risorse finanziarie disponibili; irregolarità in materia di conferimento di incarichi; necessità di procedere alla nomina della Giunta esecutiva; mancato passaggio di consegne tra consegnatario uscente e subentrante; necessità di adottare il Piano del Parco, il Regolamento e il Piano Pluriennale. Ma nel Decreto viene riportato anche quanto sostenuto dall’Ente Parco in risposta ai rilievi mossi: “l’Ente Parco del Circeo rinviene nella mancanza della figura del Direttore del Parco l’unica causa della grave crisi gestionale nella quale versa il Parco”.»
«Se questo è quanto, si fa un pessimo servizio al territorio perché la gestione di uno dei più importanti parchi nazionali non può essere materia per scorribande della politica, ma ha bisogno di scelte che facciano affidamento sulle competenze e di una visione di lungo respiro. – ha continuato Ranaldi – È stato così liquidato con un colpo di spugna il Presidente dott. Giuseppe Marzano, che dall’anno 2003 è inserito nell’Albo dei direttori dei Parchi Regionali del Lazio e che ha rivestito diversi incarichi operativi come direttore di Parchi ed altri importanti incarichi nell’ambito della consulenza, collaborato a riviste specializzate, svolto attività formativa in materia ambientale con funzione di progettista, docente, direttore in corsi di vari enti: anziché essere considerato un valore aggiunto, è stato trattato alla stregua di un parvenu. È un affronto a tutti coloro che da anni si battono per salvaguardare le aree protette. Osservare la disinvoltura con la quale una struttura come il Ministero, anziché mettere il Parco nelle condizioni di perseguire gli obiettivi della tutela ambientale, della difesa degli habitat e delle specie animali e vegetali presenti, della conservazione dei meravigliosi paesaggi custoditi, viene piegata ad interessi di parte paralizzando l’attività corrente e impedendogli di realizzare i tanti progetti finanziati e da portare a termine. Sono stati annunciati ricorso al Tar dai diretti interessati, staremo a vedere come evolverà la vicenda”.»
POLITICA
Elezioni provinciali, il centrodestra ufficializza la candidatura di Federico Carnevale
Si è svolta all’Hotel Europa la presentazione della candidatura di Federico Carnevale alla presidenza della Provincia di Latina, sostenuto dal centrodestra, in vista delle elezioni del 15 marzo.
Nel suo intervento, il Sindaco di Monte San Biagio ha rivendicato un’esperienza politica iniziata nel 1990 come consigliere comunale e ha sottolineato la necessità di costruire una squadra compatta, fondata su valori e programmi condivisi, superando personalismi e divisioni. Ha evidenziato come la Provincia debba restare un punto di riferimento per i Comuni, un luogo di coordinamento e supporto tecnico-amministrativo, soprattutto per gli enti più piccoli.
Tra le priorità indicate, la gestione trasparente delle risorse e dei fondi PNRR, l’edilizia scolastica con attenzione alla sicurezza e alla programmazione pluriennale, un piano organico per la manutenzione della viabilità provinciale e la valorizzazione della via Appia come asse strategico per il turismo. Citati anche il futuro dell’ex Rossi Sud, il centenario di Latina in collaborazione con la Fondazione Latina 2032 e il tema dei rifiuti, in attesa del nuovo piano regionale.
Al tavolo dei relatori, a sostenere Carnevale, erano presenti il coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Di Rubbo, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, per la Lega il deputato Giovanna Miele e per Noi Moderati, in rappresentanza del segretario provinciale Alessandro Paletta, Franco Addonizio.
LE ELEZIONI
Sono due i candidati alla presidenza della Provincia di Latina: oltre a Carnevale, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati, c’è la sindaca di Roccasecca dei Volsci Barbara Petroni, candidata del centrosinistra con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e civiche pontine. Si tratta di un’elezione di secondo livello: a votare saranno sindaci e consiglieri comunali dei 33 Comuni della provincia, ad eccezione di Aprilia, attualmente commissariato. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle 20 in due sedi, a Latina e a Formia; in quest’ultima voteranno esclusivamente i rappresentanti dei Comuni del sud pontino. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura delle urne e potrebbe concludersi nella mattinata successiva.
POLITICA
“Vota No per difendere la costituzione”, l’appuntamento al circolo cittadino di Latina con Angelo Schillaci e Valerio Savio
LATINA – Nuovo evento a sostegno del “No” organizzato dal Partito Democratico di Latina. Dopo l’entusiasmo registrato durante l’incontro di fine febbraio con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e Gianrico Carofiglio, che ha visto il Teatro Moderno gremito fino all’ultimo posto, il Partito Democratico prosegue la sua campagna di informazione in vista del referendum costituzionale che si terrà il 22 e il 23 marzo. Per questo, martedì 10 marzo alle ore 17, presso il Circolo Cittadino di Latina in Piazza del Popolo, il Partito Democratico organizza un nuovo incontro per approfondire e valutare le ragioni del “No” al referendum.
Dopo i saluti di Omar Sarubbo, Segretario Provinciale PD, dialogheranno insieme a Valeria Campagna, Vicesegretaria del PD Lazio e capogruppo in Consiglio Comunale a Latina, due ospiti che illustreranno la riforma dal punto di vista tecnico: Angelo Schillaci, Professore associato di diritto pubblico comparato presso l’Università La Sapienza di Roma, e Valerio Savio, Presidente Aggiunto della sezione GIP-GUP del Tribunale di Roma e membro dell’esecutivo di “Magistratura Democratica Roma”. Inoltre, in coda al dibattito, i presenti potranno confrontarsi con i relatori, ponendo domande ai fini di sciogliere ulteriori dubbi sulle modifiche proposte dalla riforma.
“Quello che abbiamo di fronte non è un referendum tecnico che riguarda la carriera dei giudici. In gioco ci sono le fondamenta della nostra democrazia, fondata sulla separazione dei poteri. Per questo noi come comunità democratica abbiamo il dovere di mobilitarci per difendere la nostra Costituzione, i diritti e le libertà di tutte e di tutti” dichiara la capogruppo dem Campagna. “I sondaggi riferiscono di un testa a testa tra il Sì e il No, una situazione ribaltata rispetto all’inizio della campagna referendaria. Questo significa che in queste settimane sempre più persone si stanno informando e stanno capendo la vera natura dell’appuntamento referendario. Non possiamo però fermarci: dobbiamo continuare a mobilitare più persone possibili per difendere l’equilibrio tra i poteri dello stato e l’indipendenza della Magistratura dalle pressioni della politica”.
L’appuntamento è per martedì 10 marzo, alle ore 17, presso il Circolo Cittadino di Latina in Piazza del Popolo.
POLITICA
Referendum giustizia, a Latina il confronto pubblico tra sì e no
LATINA – Un tema che divide la politica, la magistratura e l’opinione pubblica: la riforma della giustizia e il referendum che chiama i cittadini a scegliere. Per aiutare il pubblico a orientarsi tra le diverse posizioni, lunedì 9 marzo 2926 alle ore 18, a Latina presso il caffè “TuriRizzo” (Via Carlo Cattaneo), si terrà un confronto pubblico tra rappresentanti del Comitato del SÌ e del Comitato del NO. L’iniziativa, promossa dall’Associazione culturale “Anima Latina”, sarà ospitata all’interno dell’arena del confronto “Il Salotto”, condotto da Benedetta Bruni e Maurizio Guercio, spazio di dialogo dedicato ai temi dell’attualità.
A confrontarsi saranno: l’avvocata Daniela Fiore, rappresentante del Comitato del SI, e il giudice Paolo Bertollini, esponente del Comitato del NO. Un dibattito diretto tra due protagonisti del mondo della giustizia che si confronteranno e argomenteranno su uno dei temi più discussi del Paese. L’obiettivo dell’incontro è informare i cittadini e favorire un confronto civile e trasparente, offrendo strumenti utili per comprendere meglio le implicazioni del referendum e le ragioni delle diverse posizioni.
In un momento in cui la giustizia è al centro del dibattito pubblico nazionale, Latina diventa luogo di dialogo e partecipazione, aperto a tutti i cittadini interessati ad approfondire, anche con domande, un tema cruciale per il futuro delle istituzioni.
L’ingresso è libero.
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