CRONACA
Omicidio a Sezze, Petrianni: mio cognato mi ha sparato e ho reagito

Il luogo del ritrovamento del cadavere. In prima pagina l’arresto di Petrianni
SEZZE – <La pistola non era la mia ma di mio cognato ed è stato lui il primo a sparare un colpo, dopo che abbiamo avuto una violenta discussione e colluttazione sono riuscito a disarmarlo e preso dalla rabbia ho sparato due colpi>. E’ questa la versione offerta questa mattina davanti al gip Giuseppe Cario da Pietro Petrianni, l’uomo di Sezze arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di aver ucciso il cognato Maurizio Di Raimo e di averne occultato il cadavere. Oggi in carcere si è svolto l’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che ha convalidato l’arresto; Petrianni ha cercato di ridimensionare le accuse puntando sulla provocazione ma alla fine ha ammesso i fatti. Intanto si continua a cercare l’arma del delitto che secondo Petrianni è stata gettata nel lago di Fogliano, sia lui che la vittima non risultano nella banca dati delle forze dell’ordine posessori di un’arma.
APPELLO – Scrive un appello tramite il suo avvocato, Francesco Vasaturo, la mamma di Maurizio Di Raimo, freddato con tre colpi di pistola al petto. La donna non ritiene possibile che Petrianni abbia agito da solo, per questo chiede a chiunque abbia visto qualcosa di mettersi in contatto con la Polizia. Anche il minino particolare potrebbe essere importante.
L’autopsia eseguita ieri pomeriggio ha rivelato che tutti i proiettili erano in grado di ucciderlo. Un quarto ha mancato invece l’obiettivo ed è stato trovato dagli esperti della Polizia scientifica nel capannone in cui è avvenuto il delitto. Il medico legale Maria Cristina Setacci è stata incaricata di compiere l’esame dal pm Buontempo che coordina le indagini della squadra mobile.
Di Raimo era scomparso sabato e dopo la denuncia della compagna erano scattate le indagini della polizia che ha chiuso il cerchio in poche ore, arrestato il presunto omicida e ritrovato il corpo. Il movente è da ricercare in un debito della vittima con il suo presunto assassino, relativo all’affitto di una officina a Sezze Scalo.
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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