CRONACA
Un albero per ogni stagione e panchine che avranno le rughe: ecco il Giardino della vita
[flagallery gid=733]
LATINA – Per fare tutto ci vuole un fiore, diceva una canzone. Tutto. Soprattutto Il giardino della Vita, il primo giardino collettivo realizzato a Latina. Alberi per tutte le stagioni, il cerro al centro, melograni, piantine stagionali e un gingko, che in autunno avrà una chioma biondissima. A segnalare la piccola oasi in Via Tuscolo dove fino a poco fa regnava l’erba incolta, c’è una targa di legno regalata dal Comune di Lavarone come le panchine in larice, in stile Land Art.
“Qui è successo un miracolo”, dice Paola La Cava, presidente del Gigante Buono. L’associazione ha raccolto i fondi per allestire lo spazio che oggi trasforma il vuoto di una grave perdita in un pieno di partecipazione e solidarietà contagiosa. “Il miracolo è aver visto collaborare tanti cittadini, molti dei quali non si erano mai conosciuti prima e che non conoscevano nemmeno Eugenio e la sua famiglia. C’è chi ha fatto donazioni, chi ci ha messo l’ingegno, chi le competenze, chi le braccia, chi il sostegno”. Il pensiero di tanti, e poi le parole commosse di Rita Forlenza, vanno al geologo Giancarlo Bovina, morto solo pochi giorni fa nella Selva del Lamone mentre cercava una nuova via per arrivare ad una cascata, innamorato com’era del paesaggio e dei suoi segreti. Il Giardino della Vita è anche suo. Ed è di tutti i cittadini che credono nel concetto di comunità e di bene comune.
Il ringraziamento alla città arriva quando il nastro verde teso tra i tronchi di due eucalipti è stato da poco tagliato dal sindaco Damiano Coletta con Carla e Bruno Mucci, e con i loro figli. La più piccola, Elena, indossa la maglietta numero 10 di Geggio: “Perché lui era geggioso”, spiega seria a due bambine che gli chiedono il perché di quel soprannome dato al fratello Eugenio, il quindicenne scomparso il 19 dicembre in un soffio, cadendo da un lucernaio che ha ceduto improvvisamente sotto il suo peso. Oggi per lui sarebbero stati 16 anni.
“E’ un segno di vitalità, un grande esempio quello che ci ha dato la famiglia Mucci. L’elaborazione di un dolore così grande è la sfida più difficile che un uomo possa affrontare, farlo in questo modo, andando nella direzione della partecipazione e regalando alla città uno spazio che ha un valore simbolico, credo sia la risposta più bella e a loro va tutto il mio supporto e la mia partecipazione”, dice il primo cittadino. Poco più in là le panchine che stanno diventando anche libreria, ospitano un punto di book crossing.
“Sono tantissimi anni che da Latina questa famiglia porta a Lavarone cinquanta persone ogni anno, e allora noi, insieme con la famiglia Marchese che ha avuto l’idea, il falegname e la scuola Sci, abbiamo realizzato queste panchine, una per ogni componente del nucleo familiare, di misure diverse, in un materiale naturale che con il tempo si degraderà come tutte le cose, si faranno le crepe come le rughe, rappresentando la vita che ancora splende in questo giardino. Grazie per aver accolto il nostro dono”, dice il sindaco del Comune di Lavarone, Isacco Corradi, arrivato con una piccola delegazione dall’Alpe Cimbra.
Le panchine sono solide, rustiche, con il legno diviso su tre livelli e leggermente incurvate per assecondare un ideale girotondo intorno al cerro: “Due anni fa ho fatto un percorso a Lavarone dove avevo messo a posto le sorgenti di una volta, e ho fatto dei cartelli tagliando un larice a forma di arco. Con il legno avanzato, e che mi ha dato il Comune, mi è venuta l’idea di fare delle panchine con quella stessa forma tonda, giuste per mettere un albero in mezzo. Dureranno a lungo, un larice vive anche 400 anni, nel primo anno uscirà un po’ di resina, forse dovranno essere coperte, poi dal secondo potranno essere lasciate come sono”, spiega Giulio Corradi, campione di sci ai tempi di Gustavo Thoeni, oggi maestro e falegname.
Alle sei del pomeriggio, le squadre di calcetto sono ormai pronte per scendere in campo sul vicino rettangolo di gioco: gli amici di Eugenio, i compagni di classe, i cugini, un gruppo di richiedenti asilo arrivati dal Centro Africa. Tutti hanno stampato sulle maglie lo stesso numero, il 10, quello preferito da Eugenio.
Nella testa resta il testo di Francesco Guccini letto dalla maestra Paola, l’insegnante di lettere delle elementari:
Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo,
non voglio pietra su questo mio corpo, perchè pesante mi sembrerà.
Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio;
voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.
…………E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l’albero e io
sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio
CRONACA
Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier
Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.
CRONACA
Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack
Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.
CRONACA
Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna
Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.
-
CRONACA16 ore faSi prolunga lo stop idrico a Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina
-
CRONACA6 giorni faMeccanico minacciato con la pistola per un lavoro fatto male: un arresto e tre denunce
-
CRONACA1 settimana faTribunale senza tre presidenti di Sezione, gli Avvocati sollecitano le nomine
-
TITOLI18 ore faI quotidiani di Latina in un click – 4 Marzo 2026
-
ATTUALITA'1 settimana faParroci e Sindaci dei Comuni della Forania di Sezze si confrontano su esigenze e bisogni dei territori
-
CRONACA1 settimana faBoom di veicoli senza assicurazione a Sabaudia: 45 sequestri dall’inizio dell’anno
-
ATTUALITA'1 giorno faGr Latina – 4 Marzo ore 18
-
CRONACA7 giorni faAl volante ubriaco, senza patente, assicurazione e revisione: denunciato







Armando Salone
10 Maggio 2017 at 8:24
Nessun finanziamento pubblico, polemica sterile, solo donazioni e lavoro solidale…
Germano Buonamano Mancaniello
10 Maggio 2017 at 9:32
Speriamo che il tutto sia mantenuto secondo un ordine divino, con disciplina e amore quello che non è stato riservato al Parco di Via Veio anche quello dedicato ad una Bambina che non c’è più.
Il Parco di Via Veio fa schifo.
Germano Buonamano Mancaniello
10 Maggio 2017 at 9:34
Soldi finanziati e pubblici spesi per il Parco di Via Veio, il Parco di Giuoghi collocato in Via Veio è in condizioni pessime da fare schifo al prossimo.
Vinicio Sperati
10 Maggio 2017 at 10:27
Neanche la ragazza di Latina scalo, Alessia Calvani 15 anni,morta investita, aveva nessuna colpa…ma lei come tutti gli altri morti non erano degni di essere parimenti ricordati..
A parte questo insignificante particolare e particolarismo, le Leggi cosa esistono a fare? Per essere modificate a beneficio degli amici degli amici? Vai tu in Comune e chiedi di intitolare un pezzo di giardino ad una persona che veramente ha fatto qualcosa, tipo Ghandi, e vedi un po’ se in qualche mese, riesci nell’intento…è morto il 16/12/2016..neanche 6 mesi e ha un giardino intitolato…credo che a Pertini sia toccato attendere di più
Roberto Cacciapuoti
10 Maggio 2017 at 10:37
Sindaco vai a lavorare
Vinicio Sperati
10 Maggio 2017 at 10:51
http://servizidemografici.interno.it/sites/default/files/RD%201188_1.pdf
ico mattei
10 Maggio 2017 at 11:01
Sono certo che Gandhi apprezzerebbe molto la sua sensibilità.
Simone
10 Maggio 2017 at 15:08
È bruttissimo leggere queste polemiche legate a drammi indefinibili il cui dolore immenso è vissuto è conosciuto nell’anima solo dai familiari. Sono certo che queste polemiche non faranno altro che acuire il dolore del vuoto quotidiano che, a parte la simbologia di un giardino, può essere colmato solo dall’immenso amore che loro hanno nel cuore. Quello davvero non morirà mai. Un abbraccio a tutte queste famiglie con la speranza che possano comprendere che l’unico vero eterno giardino è quello dell’Eden in Dio.
Mario Leggio
10 Maggio 2017 at 18:37
Signor Sperati,
non mi ero reso conto che avessero intitolato il giardino al giovane ragazzo tragicamente scomparso con
variazione della toponomastica del luogo. Evidentemente Lei conosce cose che io ho finora ignorato! Visto che è bene informato mi potrebbe cortesemente indicare come si chiama adesso il suddetto giardino? Cordialità
Dario Bellini
14 Maggio 2017 at 18:23
Neanche il ricordo di un ragazzo di 15 anni può essere lasciato fuori da queste polemiche sterili da bar sport o da gogna mediatica. L’importante è infangare senza neanche informarsi troppo perché tanto qualche schizzo rimarrà, questo è ciò che conta per certi omuncoli. Ti devi vergognare!
Ad Eugenio non è stato intitolato nessun parco!
Questo ciò che è accaduto, fatto nel pieno rispetto delle regole e dei regolamenti, (procedura che chiunque può compiere e grazie alla quale sono stati sistemati già altri parchi, si chiama atto di ‘donazione’):
-l’Associazione Gigante Buono ha presentato un progetto di donazione parecchi mesi fa presso l’ufficio ambiente del Comune. Valore dell’operazione circa 6.000€ tutte a carico dell’associazione e delle persone che hanno donato.
-il funzionario comunale dopo aver appurato che l’operazione avesse tutti i requisiti tecnici e paesistici per essere realizzata dà il suo ok
-il progetto a questo punto passa alla Giunta che vaglia e se ritiene rilascia la sua possibilità a procedere.
-l’associazione realizza l’opera
Tutto qui.
Come scritto sopra l’atto di donazione è stato utilizzato molte volte in passato e anche ora. Con questo atto, privati, società, associazioni, donando, arricchiscono il patrimonio comunale, ovvero di tutti quindi dobbiamo solo ringraziare chi DONA!
Con questo tipo di processo è stata abbellita (purtroppo per poco tempo perché cittadini maleducati l’hanno già distrutta), Piazza Del Popolo oppure Piazza Roma, etc, etc.
L’unico appunto che si può fare all’Associazione Gigante Buono è l’aver voluto affiggere un cartello con su scritto ‘Giardino della Vita’.
Questo non vuol dire che quel giardino ora si chiami in quel modo perché per inserire o cambiare nome ad una via o un parco richiede una procedura amministrativa lunga che ad ora non è stata attivata ma che se verrà attivata, dato che coinvolge con un voto anche noi Consiglieri, sarò ben contento di avallare.
Tornando alle polemiche da 4 spicci che sollevi, spero che leggendo ti sia vergognato quanto meriti e soprattutto che quante più persone possibile capiscano quanto poco attendibili sono le tue preconcette opinioni da persona in malafede.