CRONACA
La Cassazione: illegittimo il passaggio da Tarsu a Tia voluto dall’amministrazione Zaccheo

Il palazzo della Cassazione a Roma
LATINA – Secondo la Corte di Cassazione la Tia 1 a Latina è illegittima. Il passaggio da tassa a tariffa stabilito con delibera n. 44 del 30.4.2006 dall’amministrazione comunale di Latina guidata dall’allora sindaco Vincenzo Zaccheo istituiva infatti la Tariffa di Igiene Ambientale al posto della tassa sui rifiuti solidi urbani “senza tener conto che la norma legislativa (art. 49 del D.Lgs. 22/97) richiamata in quella deliberazione e costituente il fondamento normativo dell’istituenda entrata fosse stata abrogata dall’art. 238 D.Lgs. 152/2006”.
Proprio sulla base di questo semplice rilievo, la Corte di Cassazione ha definitivamente stabilito l’illegittimità di quel passaggio. Lo fa notare Giuseppe Pannone, ex consigliere comunale del Pd che con i colleghi avvocati Raffaele Scirè e Luigi D’Aniello e il commercialista ed ex assessore della giunta Finestra, Andrea Stabile, hanno sempre sostenuto che si trattasse di un “grossolano errore proponendo l’annullamento in autotutela della delibera illegittima e l’automatico ripristino dell’efficacia del vecchio regime T.a.r.s.u. con l’applicazione dell’ultimo piano tariffario validamente approvato per l’anno 2005”. I quattro hanno formato un gruppo di lavoro per portare a termine l’azione intrapresa: “Stiamo esaminando il caso – spiegano – per verificare quali azioni i contribuenti possono esercitare per far valere i propri diritti e contro chi intraprendere le conseguenti azioni giudiziarie, tenuto conto che si è trattato di una scelta politica dissennata quanto tenacemente voluta dalla maggioranza dell’epoca e sostanzialmente sottovalutata da chi svolgeva il ruolo di opposizione”.
“La situazione di evidente illegittimità venne segnalata – scrivono in una nota i quattro professionisti – anche al Garante del Contribuente del Lazio che, con nota n. 14 EG del 11/01/2010, ritenendo non infondata la questione dell’illegittimità della delibera n. 44/2006, invitò il Comune di Latina “a valutare l’esistenza delle condizioni e dei presupposti per l’applicazione del principio di autotutela e, conseguentemente, ripristinare la Tarsu, valutando altresì con il soggetto (Latina Ambiente SpA) cui era stata affidata la riscossione della Tia, le modalità di rimborso, anche al fine di evitare eventuali ed ulteriori contenziosi con l’utenza e, quindi, nell’interesse dello stesso Comune”.
Da allora – prosegue la nota – nulla è stato fatto dall’Ente e sono stati intrapresi decine di procedimenti giudiziari innanzi le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale con esiti non sempre omogenei, per cui alcuni ricorsi dei contribuenti sono stati accolti, altri respinti, mentre risultano ancora pendenti altri contenziosi che, a questo punto avranno esito positivo.
La Corte di Cassazione, con la la pronuncia n. 17271/17, ha censurato la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale Sezione distaccata di Latina in quanto “la CTR avrebbe dovuto individuare le specifiche disposizioni di legge ratione temporis disciplinanti la esaminata fattispecie e, quindi, disapplicare la delibera comunale del 30/5/2006”. In pratica, la decisione ha evidenziato come quei giudici della commissione regionale hanno dimostrato di non conoscere il sistema gerarchico delle fonti del diritto, laddove hanno fatto prevalere una norma anteriore (art. 1 comma 134 Legge 266/2005 che consentiva il passaggio a TIA-1) rispetto ad un’altra successiva e speciale (art. 238 D.Lgs. 152/2006). Addirittura, la Cassazione ha dovuto spiegare che l’art. 238 D.Lgs.152/2006, norma speciale in quanto contenuta nel T.U. “Ambientale”, abolendo il fondamento legislativo della TIA-1 dal 29/04/2006, ha abrogato – espressamente e tacitamente – ogni disposizione precedente.
Proprio come avevamo denunciato circa dieci anni fa!
La domanda è che cosa fare adesso: “Indubbiamente siamo di fronte ad un indebito da parte dell’ente che ha incassato la TIA-1 (Latina Ambiente) in qualche modo autorizzata dal Comune di Latina. In quanto tale, la relativa azione si prescrive in dieci anni. Pertanto, chiunque potrebbe richiedere indietro l’illegittima TIA-1, dinnanzi al Giudice civile con grave danno erariale alle casse dell’Ente. Ci chiediamo: chi deve pagare per questo enorme danno erariale? Per quale ragione o interesse gli amministratori dell’epoca adottarono quella delibera? Dove sono tutti gli esperti che, di volta in volta, si sono distinti in questa vicenda?”
CRONACA
Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier
Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.
CRONACA
Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack
Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.
CRONACA
Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna
Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.
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