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Massacrata di botte, così è morta Gloria

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LATINA  –  Massacrata di botte: così è morta Gloria. E’ stata eseguita nella tarda serata di ieri dal medico legale Maria Cristina Setacci, l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Luigia Spinelli sul corpo della ragazza di 23 anni di Frosinone deceduta ieri notte a Prossedi in una piazzola della statale 156. Le risultanze dell’esame, sul quale emergono in queste ore le prime informazioni, non lasciano dubbi e raccontano di un pestaggio brutale subìto dalla giovane mamma: una costola rotta ha perforato un polmone, ecco perché il tentativo di rianimare Gloria premendo sul torace, operazione effettuata dai familiari presi dal panico prima dell’arrivo dell’ambulanza, non poteva avere successo. “Le cause della morte sono riconducibili ad una aggressione a mani nude con calci e pugni che hanno provocato la rottura di una costola e la perforazione di fegato e milza”, come riferiscono i Carabinieri. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto non c’era già più nulla da fare.

Gloria è morta mentre a pochi metri da lei, a bordo dell’auto dei familiari che l’avevano ripresa sulla Nettunense, a Campo di Carne, dove si prostituiva, c’erano anche i due figli piccoli, una circostanza che rende ancora più agghiacciante lo scenario. Chi la conosce racconta di una vita difficile, che non le impediva però di amare i suoi bambini.

Le indagini dei carabinieri del Comando Provinciale di Latina diretti dal tenente colonnello Pietro Dimiccoli seguono la pista della prostituzione. Chi sfruttava la ragazza? E’ stato un cliente o un protettore a picchiarla selvaggiamente? Quante ore prima della morte? E dove? A tutte queste domande si cerca di dare una risposta. Per il momento non ci sono indagati, ma presto il fascicolo potrebbe riempirsi di nomi e di ipotesi di reato che vanno dallo sfruttamento della prostituzione all’omicidio.

La Procura della Repubblica sulla base delle risultanze dell’esame autoptico, ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti.

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2 Comments

2 Comments

  1. Paolo Parascandolo

    25 Agosto 2017 at 11:14

    R.i.p.

  2. Roberto Frezzati

    25 Agosto 2017 at 12:07

    Si mi chiedo perché non portarla al ps di latina o Anzio ospedale

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CRONACA

Tiero ai domiciliari per corruzione, la Cassazione annulla il Riesame, ma rinvia ad altro collegio

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LATINA – Resta ai domiciliari Enrico Tiero, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare e ha rinviato gli atti ad altro collegio del Riesame di Roma. Le motivazioni di questa decisione si conosceranno tra 30 giorni.

L’arresto di Tiero era scattato il 17 ottobre 2025 quando il consigliere regionale pontino di Fratelli d’Italia è rimasto coinvolto in un’inchiesta per corruzione coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina. Il noto politico aveva poi presentato attraverso i suoi legali richiesta di revoca della carcerazione preventiva rivolgendosi al Riesame contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Latina, ma il  Riesame ha confermato la misura e i legali di Tiero hanno deciso di ricorrere in Cassazione. Dopo l’udienza che si è svolta il 4 marzo, la Suprema Corte ha annullato la decisione del Riesame ma ha rinviato gli atti a un altro collegio del Riesame di Roma che a questo punto dovrà fissare una nuova data per esaminare il ricorso della difesa di Tiero.

 

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CRONACA

Microcriminalità a Cisterna, il sindaco Mantini scrive al Prefetto: “Dai cittadini grido d’allarme”

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CISTERNA – Il Sindaco Valentino Mantini ha scritto al Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella in relazione agli episodi di microcriminalità che hanno impressionato e scosso la cittadinanza. Il primo cittadino fa espresso riferimento all’ uomo accerchiato e ferito con un fendente al collo nei pressi del Punto di Assistenza Territoriale perché si era rifiutato di consegnare il proprio cane.

“Precedentemente – si legge nella missiva – nei pressi della Stazione Ferroviaria, un altro uomo era stato raggiunto da malviventi che gli avevano strappato una collana d’oro approfittando della confusione dei passeggeri in attesa del treno diretto verso la Capitale. In una delle nostre centralissime piazze, invece, si sono registrate risse anche in pieno giorno e non esclusa sospetta attività di spaccio di sostanze stupefacenti; il tutto ha generato preoccupazione da parte dei commercianti. Altre segnalazioni avevano riguardato furti nelle abitazioni delle zone meno centrali e più periferiche di Cisterna, con la necessità di contrastare reati predatori che continuano ad ingenerare ansia e inquietudine tra i residenti”.

“Come Sindaco di Cisterna – ha affermato il primo cittadino Valentino Mantini – ho l’obbligo di non sottrarmi a questo grido d’allarme che proviene dalla mia comunità e reclamare tutte le misure possibili di contrasto a tali fenomeni. Alla luce degli episodi descritti affinché non degenerino e non accrescano la percezione di insicurezza nella cittadinanza, chiedo al Prefetto di Latina di voler intraprendere ogni ulteriore iniziativa opportuna, non esclusa la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.

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Latina e provincia: chiusi due panifici per gravi carenze igienico – sanitarie

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LATINA – Controlli serrati dei Carabinieri del NAS di Latina, che hanno passato al setaccio alcune attività commerciali operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti da forno. Riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente critiche in due esercizi pubblici: In un panificio nel capoluogo pontino, i militari hanno accertato un quadro complessivo caratterizzato da gravi carenze strutturali e igieniche: le attrezzature utilizzate per la produzione e la cottura sono risultate obsolete e vetuste, con evidenti segni di usura e mancata manutenzione, mentre i forni presentavano condizioni tali da non assicurare un adeguato livello di igiene. Le pareti dei locali adibiti alla lavorazione e alla cottura sono apparse annerite, con accumuli di sporco e residui compatibili con una prolungata carenza di interventi di ripristino e sanificazione. Disposta l’immediata sospensione dell’attività fino all’eliminazione delle non conformità accertate. Elevata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.

Analogo scenario è emerso nel corso di un secondo controllo effettuato presso un ulteriore panificio del sud pontino, dove i militari hanno riscontrato condizioni igienico-strutturali particolarmente gravi. Trovati 45 chilogrammi di pasta di pane conservata in condizioni igieniche giudicate non idonee in quanto esposta a potenziali contaminazioni. Il prodotto è stato immediatamente smaltito in regime di autocontrollo dall’operatore del settore alimentare, al fine di eliminare qualsiasi possibile rischio per la salute dei consumatori. Anche in questo caso sospensione dell’attività ed è stata irrogata al titolare una sanzione amministrativa di 1.000 euro. L’intervento si inserisce nell’ambito della costante attività di vigilanza finalizzata a garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, presupposto imprescindibile per la tutela della salute collettiva. I controlli proseguiranno sull’intero territorio provinciale, con particolare attenzione alle attività di produzione e somministrazione di alimenti.

 

 

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