SANITA'
Tumori ginecologici, la Asl di Latina organizza un open day al Goretti
LATINA – Il 29 giugno, in occasione della giornata Mondiale sui Tumori Ginecologici, la Asl di Latina ha organizzato l’Open day presso l’ospedale S. M. Goretti di Latina durante il quale le donne avranno a disposizione gli specialisti per ricevere gratuitamente servizi clinico-diagnostici e informativi. “L’iniziativa – spiegano dall’Azienda sanitaria – è stata intrapresa in collaborazione con Fondazione Onda, presso l’ospedale di Latina, che ha il riconoscimento di 2 Bollini rosa da più di 10 anni per i percorsi woman friendly da parte dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda)”.
Per tutta la giornata, nell’Ospedale S.M. Goretti, presso l’ambulatorio di Procreazione medicalmente assistita (PMA) saranno eseguite visite ginecologiche, pap test ed ecografie alle donne che potranno prenotarsi, fino ad esaurimento posti, al n. 0773 6553873 nei seguenti giorni e orari :18/06/2021 dalle ore 15.00 alle ore 17.00 19/06/2021 dalle ore 10.00 alle ore 12.00.
Sul sito dell’Azienda www.asl.latina.it in Home page – Primo Piano, saranno reperibili ulteriori informazioni e materiali divulgativi scaricabili sulle maggiori patologie dell’apparato riproduttivo che colpiscono le donne anche in età fertile. Obiettivo dell’iniziativa è facilitare l’accesso alla diagnosi precoce – si legge in una nota – nell’ambito dei principali tumori ginecologici a carico di utero e ovaie e promuovere la corretta informazione sulle strategie di prevenzione e sulle nuove possibilità terapeutiche che consentono di migliorare la qualità della vita delle pazienti.
In Italia, secondo “I numeri del cancro 2020” di AIOM, nel 2020 erano attese 10.000 nuove diagnosi di tumore all’utero e 5.000 all’ovaio. “Più dell’80% delle pazienti con tumore ovarico ha una recidiva della malattia e la qualità dell’intervento chirurgico con la corretta terapia di mantenimento sono fondamentali per offrire alle pazienti più qualità vita e tempo senza sintomi della patologia.
La presenza di Centri di riferimento in ogni Regione in cui lavorano oncologi sensibili all’umanizzazione della cura è sempre più importante. Umanizzare la cura significa individuare non la terapia più efficace a tutti i costi, ma comprendere la dinamica di vita della paziente e coinvolgerla nella scelta del proprio percorso terapeutico”.
Sul sito www.bollinirosa.it a partire dal 15 giugno sono disponibili l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti all’iniziativa Open day e le modalità di prenotazione.
SANITA'
La Radiologia Interventistica del Santa Maria Goretti riferimento in Europa
LATINA – L’Unità Operativa Complessa di Radiologia Interventistica dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina si conferma riferimento a livello nazionale ed internazionale. Il Dott. Giuseppe Pelle è intervenuto al Cirse Annual Congress 2026, il meeting più autorevole in Europa, per relazionare sulla esperienza nelle innovative procedure CARTO/PARTO per il trattamento delle varici gastriche in pazienti cirrotici, che si caratterizzano per un elevatissimo rischio emorragico e mortalità elevata.
La UOC di Radiologia Interventistica del Goretti è stata tra le prime nel Vecchio Continente ad aver eseguito questo tipo di interventi mini invasivi in anestesia locale, che nella maggior parte dei casi garantisce la guarigione completa. A confermare il ruolo di capofila nell’applicazione delle CARTO/PARTO, i medici del presidio ospedaliero pontino sono stati i primi in Europa a pubblicare uno studio su una rivista internazionale, Gastrointestinal Disorders.
Sempre allo stesso congresso internazionale, tenutosi a Copenaghen alla presenza di oltre 1500 operatori sanitari, il Dott. Flavio Andresciani, assistente della Radiologia interventistica del Goretti, ha ricevuto il premio come revisore della rivista europea “Cvir Endovascular” della Cardiovascular and Interventional Radiological Society of Europe.
La Radiologia Interventistica del Goretti, Hub neurovascolare di primo livello, è inoltre al vertice in Italia – con oltre 100 casi all’anno – nell’applicazione delle SIRT, procedure endovascolari per il trattamento di tumori epatici mediante radioisotopi.
L’Unità operativa diretta dal Dott. Cesare Ambrogi si distingue inoltre per la pratica di embolizzazione endovascolare, tecnica innovativa che offre risultati eccellenti nel trattamento del dolore da osteoartrosi resistente a terapia medica.
La Radiologia interventistica dell’ospedale di Latina, con una attività h24, tratta in media ogni anno oltre 100 casi di ictus e 40 di aneurismi celebrali. Gli oltre 2000 casi trattati annualmente, in proficua e sinergica collaborazione con le Unità Operative Complesse di Cardiologia, Chirurgia Vascolare e Gastroenterologia, riguardano anche delicate patologie toraco-addominali e vascolari.
SANITA'
Infarto, il Goretti di Latina protagonista in un nuovo studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine. Novità per i pazienti
LATINA – E’ stato pubblicato in questi giorni sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo, uno studio che apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto e che presentano malattia coronarica multivasale. Allo studio, che ha coinvolto 21 centri in Italia e in Pakistan, ha contribuito attivamente proprio la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti che ha arruolato una significativa parte dei 1.823 pazienti. tra gli autori, il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale di Latina.
“Dopo il trattamento mediante angioplastica dell’arteria responsabile dell’infarto – spiegano dalla Uoc guidata dal professor Versaci -, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due differenti strategie per decidere quali ulteriori restringimenti coronarici trattare: una basata sulla coronarografia convenzionale e l’altra sulla coronarografia funzionale, una metodica che permette di stimare direttamente dalle immagini angiografiche se una stenosi limita effettivamente il flusso sanguigno”. E proprio l’uso di quest’ultimo strumento diagnostico ha dato risultati importanti consentendo di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento.
“Il problema affrontato dallo studio è molto concreto – spiega Versaci – . Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari – aggiunge il primario – , l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati”.
Dunque, uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale che utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento.
«Il messaggio dello studio – conclude Versaci – non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»
La partecipazione del Santa Maria Goretti, terzo centro per arruolamento nell’intero studio, conferma il ruolo della Cardiologia di Latina nella ricerca clinica e la possibilità di coniugare l’attività quotidiana di cura dell’infarto con la produzione di evidenze scientifiche di rilevanza internazionale.
SANITA'
Aprilia, i Progressisti chiedono alla Regione il rifinanziamento della terza alla della Casa della Salute: il sit in
APRILIA- Mentre si inaugurano le quattro nuove casi della comunità della Asl di Latina (a Sperlonga, Terracina, Circeo e Sabaudia), Aprilia lamenta il definanziamento della terza ala della sua Casa della Salute. Lo fanno gli aderenti alla Coalizione Progressista (Aprilia Domani – Progetto Civico Italia, Europa Verde, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico) che hanno organizzato un volantinaggio informativo per chiedere “il rifinanziamento della terza ala della Casa della Salute e un rafforzamento complessivo dei servizi sanitari di Aprilia”.
L’iniziativa è per martedì 8 settembre alle ore 8.30, davanti alla Casa della Salute. Al termine del presidio interverranno i referenti provinciali e regionali delle forze della Coalizione.
«Sulla terza ala siamo stati chiari fin dall’inizio. L’opera era finanziata con 2,65 milioni di euro e la Giunta Rocca ha cancellato quelle risorse. Da allora abbiamo assistito ad annunci, rassicurazioni e al tentativo di far gravare quasi 4 milioni sul bilancio della ASL di Latina. Il risultato della cosiddetta filiera di governo del centrodestra, ad oggi, è molto semplice: Aprilia ha perso un finanziamento già disponibile e la terza ala ancora non c’è».
La Coalizione ribadisce quindi la necessità di restituire all’opera una copertura finanziaria certa e strutturale. Sul tema è stata nuovamente portata in Consiglio regionale, attraverso il consigliere PD Salvatore La Penna, la richiesta di finanziare l’ampliamento e il potenziamento della Casa della Salute con risorse regionali dedicate.
«Il volantinaggio informativo di martedì serve a ribadire una richiesta che portiamo avanti da tempo: rifinanziare l’ampliamento e dare ad Aprilia una struttura sanitaria adeguata alle dimensioni e ai bisogni del territorio. Servono spazi, personale, specialisti e servizi territoriali più forti».
«La sanità apriliana – prosegue la nota della Coalizione – non può vivere di promesse. Chiediamo alla Giunta Rocca atti concreti, risorse certe e tempi definiti. Aprilia non può più aspettare».
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