CRONACA
Voti mafiosi, Agostino Riccardo incaricato dal clan Di Silvio di gestire i rapporti con i colletti bianchi
LATINA – Una delle ultime foto circolanti del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo è stata scattata in un’occasione pubblica: al point elettorale della Lega Noi con Salvini. Era la primavera del 2016 e, da quanto emerso ieri dall’ultima inchiesta della Dda di Roma sui clan stanziali a Latina, Riccardo era diventato il referente dei temuti Di Silvio presso politici e imprenditori. Forse in questa sua veste, e non in quella di simpatizzante, si trovava nella sede elettorale del partito il giorno della visita del leader a Latina. Riccardo era la faccia “non Rom” della mala locale, capace di intessere e mantenere relazioni, preceduto da una fama che metteva paura il giusto per accreditarsi. E godeva della fiducia dei vertici del clan.
L’inchiesta sul voto di scambio mafioso scattata ieri all’alba con l’arresto di Raffaele Del Prete e Emanuele Forzan, entrambi ai domiciliari, è anche quella che documenta come il clan, dopo la guerra criminale che insanguinò Latina nel 2010, aveva deciso di non voler più essere “solo” un’organizzazione criminale dedita all’usura, al traffico di droga e alle estorsioni, ma di voler fare il salto, nominando un delegato ai rapporti con la società civile e i colletti bianchi. Merci di scambio erano voti, danaro, appalti. Lo spiega ai magistrati della Dda di Roma Luigia Spinelli e Corrado Fasanelli proprio Riccardo nelle sue memorie, quando era già emerso, nel corso di indagini, l’interesse proprio di Del Prete a sostenere la Lista Noi con Salvini non solo a Latina, ma anche a Terracina e ancora prima, le intercettazioni ambientali nell’inchiesta TouchDown sul comune di Cisterna avevano evidenziato l’interesse di Del Prete (allora finito in carcere e che poi ha patteggiato la pena di tre anni) ad accaparrarsi illecitamente gli appalti sui rifiuti. Quando Agostino Riccardo racconta, agli atti di Touchdown ci sono già i riscontri.
Che cosa abbia effettivamente portato a Matteo Adinolfi, l’accordo tra del Prete e Agostino Riccardo, lo stabiliranno i giudici. Intanto l’europarlamentare della Lega indagato nella stessa inchiesta e per il medesimo reato di voto di scambio mafioso, è invitato a comparire davanti alla Dda, il 20 luglio.
CRONACA
Minacce e violazione della sorveglianza, chiesto l’arresto per Cha Cha
LATINA – La Procura della Repubblica di Latina ha chiesto l’arresto per Costantino Di Silvio detto Cha Cha, accusato di minacce aggravate e violazioni ripetute della sorveglianza speciale cui è sottoposto. E’ accaduto nell’interrogatorio che si è svolto oggi davanti al Gip del Tribunale di Latina. Le minacce sono quelle rivolte al comandante della stazione di Latina quando il noto esponente del clan Di Silvio fu sorpreso in Piazza San Marco, nel centro della città, suo luogo abituale di frequentazione, mentre era alla guida di una Lancia Ypsilon su cui viaggiava senza patente, perché revocata.
All’esame del giudice le parole pronunciate da Di Silvio: “Dite al comandante che si sta molto alla larga da me”, una delle frasi che sarebbero state proferite durante il controllo. Il giudice dovrà decidere sulla richiesta del carcere.
CRONACA
Comitato per l’ordine e la sicurezza su Cisterna, disposta l’implementazione dei controlli
LATINA – Si è riunito questa mattina in Prefettura il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito dalla prefetta Vittoria Ciaramella, su richiesta del Sindaco di Cisterna Valentino Mantini dopo alcuni allarmanti episodi di microcriminalità. Disposta dal Questore l’implementazione dei servizi straordinari del territorio, con l’ausilio di tutte le forze dell’ordine, per contrastare il degrado e la microcriminalità. “Questi servizi di alto impatto – ha detto Mantini – mirano alla prevenzione proprio perché questi episodi, oggi circoscritti, non degenerino in reati più gravi; la presenza delle forze dell’ordine sul territorio aumenta indubbiamente la percezione della sicurezza nella cittadinanza».
Da parte del Questore Fausto Vinci è arrivato un plauso per il sistema performante di videosorveglianza presente a Cisterna, uno dei migliori dell’intera provincia di Latina, gestito dal Comando di Polizia Locale: ci sono circa 135 telecamere e altre 28 per la lettura delle targhe automobilistiche, a disposizione delle Forze dell’ordine.
CRONACA
Il Questore emette cinque avvisi orali: due sono per membri del clan Di Silvio
LATINA – Cinque avvisi orali nei confronti di persone accusate di fatti di cronaca considerati particolarmente gravi sono stati emessi nelle scorse ore dal questore di Latina Michele Maria Spina. Il primo ha raggiunto Cesare Di Rosa, 26 anni residente nel capoluogo, membro del clan Di Silvio, tutt’ora in carcere per aver colpito con un pugno un poliziotto che aveva fermato due giovanissimi della nota famiglia rom sorpresi a guidare in maniera spericolata in Viale Kennedy. Un pugno assestato senza motivo, nel cortile della Questura, che è costato punti di sutura e 15 giorni di prognosi all’agente.
Lo stesso provvedimento è stato emesso nei confronti di altre quattro persone tra cui Ferdinando Di Silvio detto Pescio, il 19enne anche lui in carcere con l’accusa di aver sparato ad altezza uomo in via Moncenisio contro un’auto che poi si è dileguata.
Altri avvisi orali sono stati disposti nei confronti del 48enne arrestato per la rapina messa a segno alcune sere fa in via Cisterna a Latina, quando un tabaccaio è stato colpito con il calcio della pistola. La misura preventiva, predisposta come le altre dall’Ufficio Anticrimine, ha raggiunto anche un assicuratore di Fondi di 51 anni, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e di una 23 enne di Latina, con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale.
Disposto invece il divieto di ritorno a Latina per tre anni nei confronti del 48enne pluripregiudicato napoletano arrestato dai Carabinieri di Latina, insieme a un complice, e accusato di essere l’autore di una serie di truffe nei confronti di anziani.
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