PRIMO PIANO
Litiga con il padre e minaccia di ucciderlo. Un denunciato a Fondi
FONDI – Litiga con il padre e minaccia di ucciderlo, una denuncia a Fondi. Protagonista un 42enne fondano ritenuto responsabile di minaccia aggravata. Al commissariato di P.S. di Fondi si è presentato il padre dell’uomo raccontando di aver avuto una lite con il proprio figlio convivente, che a seguito della discussione, si era allontanato a bordo della propria autovettura, gridando “prima o poi t’atterro, tanto mi faccio 7 anni di carcere ed esco”. Tali frasi erano state accompagnate dalla minaccia di possedere una pistola.
Nonostante il torto subito, l’uomo ha manifestato la volontà di non voler comunque perseguire penalmente il figlio che poco dopo tornato a casa alla presenza della polizia ha ammesso che sull’armadio della stanza al piano terra dell’abitazione era presente una pistola.
L’arma a salve era una perfetta imitazione di una pistola 92 Beretta, priva di tappo rosso, munita di caricatore e con canna occlusa, trovate anche 2 cartucce a salve.
Al fine di scongiurare conseguenze ulteriori si è ritenuto necessario, in via precauzionale, ritirare cautelarmente la licenza di porto fucile uso caccia posseduta dal padre del 42enne, nonché tre fucili e oltre cento cartucce, il tutto legittimamente detenuto.
CRONACA
Scontro a San Felice Circeo, due feriti in codice rosso, dinamica al vaglio della Polizia Locale
SAN FELICE CIRCEO – Grave incidente nel pomeriggio di martedì a San felice Circeo, dove, all’altezza dell’incrocio tra via Africa Orientale e via Mediana vecchia, si è verificato lo scontro tra due automobili. La dinamica del sinistro è al vaglio degli agenti della Polizia Locale, che sono subito giunti sul posto per i rilievi di rito e per la viabilità.
A causa della dinamica del sinistro, si è reso necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a estrarre i i feriti dall’abitacolo. Due le persone in codice rosso, una delle quali trasportata con l’elisoccorso al San Camillo di Roma mentre l’altra è stata trasportata all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Illeso invece il conducente di una delle due vetture.
CRONACA
Alisya e Sarah, le sorelle di Scauri scomparse dalla casa famiglia, l’appello: “Aiutateci a ritrovarle. Trattenere minori configura un grave reato”
LATINA – Sono in corso dalle prime ore di questa mattina le ricerche di Sarah e Alisya, due sorelle minorenni di 12 e 16 anni, originarie di Scauri, che si sono allontanate da una casa famiglia di Civitella Alfedena. Non è noto – viene spiegato nell’appello diramato – come le due minori siano vestite e come possano essersi allontanate. Si ritiene che qualcuno possa averle aiutate.
Alisya, la più grande, è alta circa 150cm/155 cm, mentre la piccola, circa 140cm; entrambe sono magre. L’Associazione Penelope Odv ha lanciato un appello : “Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Nascondere o trattenere due minori sottraendoli al controllo delle autorità può integrare gravi reati penali. Aiutateci a riportarle a casa in sicurezza”. E’ stata la mamma a ipotizzare che potrebbero aver raggiunto la zona di Minturno-Scauri o di Fondi. “Le forze dell’ordine sono già al lavoro anche con il gruppo cinofili ”, si legge nell’appello.
A seguire il caso con l’associazione Penelope Lazio, c’è anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio Monica Sansoni: “Stiamo seguendo il caso. Una cosa è certa, purtroppo abbiamo un crescendo sempre maggiore, di minori che vanno via dalle strutture, dalle case famiglia. Questo deve entrare in una logica di riflessione importante e deve condurre tutte noi istituzioni a una riflessione più approfondita su casi in cui c’è un veloce e probabilmente non attento allontanamento dei minori dalla famiglia, senza magari cercare di capire, vedere se altri componenti della famiglia per esempio possano essere idonei all’accudimento, all’assistenza, alla crescita di questi minori, al netto di situazioni in cui purtroppo non si può fare altrimenti. Se c’è situazione di droga, criticità familiari, fragilità, è chiaro che si deve trovare una soluzione di questo tipo, ma in altre occasioni che purtroppo trattiamo e vediamo, io stessa ho in carico dei casi, diciamo in cui l’inserimento in una struttura, una casa famiglia si poteva evitare”.
L’ultima segnalazione secondo indiscrezioni arriverebbe da Napoli.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Mensa chiusa al Goretti, Clas: “Le maestranze continueranno a lavorare a Latina grazie al Contratto di Solidarietà”
LATINA – “Svolta positiva per la tutela occupazionale dei lavoratori della ristorazione dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Le maestranze interessate continueranno a lavorare a Latina in virtù di un accordo basato su un Contratto di Solidarietà”. Lo ha comunicato oggi il sindacato Clas dopo aver sottoscritto l’accordo per l’attivazione dello strumento. L’accordo, che avrà durata dal 1° giugno 2026 al 31 maggio 2028 – assicurano – , interessa tutti i lavoratori in forza presso la mensa dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina e rappresenta uno strumento finalizzato a fronteggiare l’attuale situazione aziendale salvaguardando i livelli occupazionali e garantendo continuità lavorativa al personale coinvolto.
L’intesa prevede una riduzione dell’orario di lavoro nella misura massima del 70% dell’orario contrattuale settimanale. La riduzione individuale non potrà comunque superare il 70% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile previsto dal contratto di lavoro, nel pieno rispetto della normativa vigente. Le ore non lavorate saranno coperte dal trattamento di integrazione salariale straordinaria previsto dalla legge. L’azienda si è inoltre impegnata ad anticipare mensilmente ai lavoratori le somme spettanti a titolo di integrazione salariale, evitando così ulteriori difficoltà economiche alle famiglie coinvolte.
Come noto, la vicenda che riguarda decine di lavoratori del servizio mensa dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, era emersa a inizio maggio. Secondo quanto comunicato dalla Innova S.p.A ai sindacati, titolare del servizio mensa presso il nosocomio di Latina, l’azienda aveva adottato la decisione di procedere alla chiusura della cucina dell’ospedale, con conseguente centralizzazione della produzione dei pasti presso il centro cottura di Pomezia a partire dal 4 maggio 2026. Da qui erano scaturite le proteste sindacali da parte soprattutto del Sindacato CLAS, a cui appartiene la maggior parte delle maestranze in servizio presso la mensa del Goretti.
«La firma di questo accordo – dichiara il Segretario Generale di CLAS, Davide Favero – è il risultato di una trattativa complessa nella quale il nostro obiettivo prioritario è stato quello di difendere l’occupazione e garantire la massima tutela possibile ai lavoratori. In una fase di forte incertezza, il Contratto di Solidarietà rappresenta uno strumento indispensabile per evitare soluzioni più traumatiche e distribuire equamente i sacrifici necessari alla tenuta dell’attività. Abbiamo inoltre ottenuto l’impegno dell’azienda ad anticipare mensilmente il trattamento di integrazione salariale, un elemento fondamentale per assicurare ai dipendenti la necessaria continuità reddituale. CLAS continuerà a monitorare costantemente l’applicazione dell’accordo e a sostenere ogni iniziativa utile a garantire il futuro occupazionale dei lavoratori del Santa Maria Goretti. Il Sindacato CLAS ribadisce il proprio impegno a tutela dei dipendenti dell’Ospedale Santa Maria Goretti e continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione aziendale, mantenendo aperto il confronto con tutte le parti coinvolte per salvaguardare occupazione, professionalità e qualità dei servizi erogati”.
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