AUDIO
Chi sono i vincitori di Viviamo d’Arte Festival: Mino Randelli e Francesco Fiorentini, uno disegnatore, l’altro pasticcere. L’intervista
LATINA – E’ stata una performance originale e intensa quella che ha trionfato al Viviamo d’Arte Festival 2026: il canto e la pole dance. A conquistare il pubblico e la giuria sono stati Mino Randelli e Francesco Fiorentini, protagonisti di un’esibizione che ha saputo sorprendere ed emozionare.
Ospite ai microfoni di Radio Immagine, Mino Randelli ha raccontato l’esperienza vissuta durante il festival, sottolineando quanto il percorso sia stato entusiasmante sin dalle prime audizioni.
«È stato un bellissimo percorso che ci ha dato grandi soddisfazioni – ha spiegato –. Essendo della zona, è stato ancora più emozionante fare le audizioni al centro commerciale Latina Fiori, un luogo che conosciamo bene. Portare lì qualcosa di così artistico per noi è stato motivo di grande orgoglio». La serata finale ha rappresentato il culmine di un cammino intenso: «La finale è stata una gioia immensa. L’atmosfera in sala era incredibile ed è stato il modo migliore per coronare tutto il percorso».
Nonostante la vittoria, per entrambi l’arte resta una grande passione da coltivare parallelamente al lavoro quotidiano. Mino, infatti, nella vita è disegnatore, mentre Francesco è pasticcere. Due professioni lontane dal palcoscenico, ma unite da una forte passione artistica che li ha portati a collaborare.
«Sul palco è stata la prima volta insieme – racconta Randelli – ma era un’idea che avevamo da tempo. Il festival è stata l’occasione giusta per realizzarla. Fortunatamente è piaciuta molto anche al pubblico».
Il duo nasce dall’unione di competenze diverse: Mino studia canto da anni, mentre Francesco pratica pole dance da molto tempo e ha iniziato recentemente anche a insegnarla. Una disciplina spesso associata principalmente al mondo femminile, ma che in realtà richiede grande preparazione atletica e può essere praticata da chiunque.
La partecipazione al festival è nata soprattutto dal desiderio di vivere un’esperienza artistica importante, anche se la determinazione non è mai mancata: «Abbiamo partecipato per il gusto di fare un’esperienza, ma quando facciamo qualcosa cerchiamo sempre di metterci impegno e passione. Arrivare in finale era un obiettivo che avevamo comunque in mente».
Entrambi trentatreenni, Randelli e Fiorentini dimostrano una maturità artistica già evidente. Il futuro? Continuare a formarsi e crescere. Francesco proseguirà nel suo percorso di insegnamento della pole dance, mentre Mino continuerà a studiare canto e performance.
E chissà che questa vittoria al Viviamo d’Arte Festival non sia solo l’inizio di nuove collaborazioni artistiche: «Sicuramente continueremo a formarci e magari in futuro riusciremo a fare ancora qualcosa insieme».
Una vittoria che racconta come passione, impegno e creatività possano trasformare un’idea in uno spettacolo capace di conquistare pubblico e giuria.
ATTUALITA'
Briga dal palco di Latina: “Quando ero piccolo qui ci ho passato un sacco di estati”
LATINA – Briga a Latina per il concerto del 1° maggio organizzato dalla Cisl. In piazza del Popolo si sono alternate dal primo pomeriggio tante band giovani, poi la chiusura in serata con Briga. Il rapper atteso dal pubblico, ha voluto aprire con un pensiero a Latina: “Quando ero piccolo ci ho passato un sacco di estati qui vicino”, ha detto prima di ringraziare gli organizzatori e cominciare il suo momento musicale
Neopapà di Allegra avuta il 25 marzo dall’attrice Arianna Montefiori, il rapper al termine dell’esibizione è sceso tra il pubblico per cantare insieme “Sei di Mattina”, il suo pezzo cult che ha compiuto 11 anni. Il brano era già noto durante la partecipazione del cantautore ad Amici di Maria De Filippi nel 2014-2015, che ha portato Briga ad essere conosciuto al grande pubblico.
APPUNTAMENTI
Gianfranco Pannone torna in Basilicata e racconta le “Devozioni”: “Ma con uno sguardo laico, ad altezza d’uomo”
LATINA – Uno sguardo laico per raccontare le “Devozioni“: è questo il titolo del nuovo documentario di Gianfranco Pannone che sarà presentato a Latina domani sera, 30 aprile, per Lievito. E’ ambientato in Basilicata, una terra che il regista di Latina aveva già raccontato attraverso la sua macchina da presa in Pietre, miracoli e petrolio.
Ti sei innamorato della Basilicata?
Io mi innamoro sempre un po’ dell’Italia in generale, sono ormai più di 35 anni che batto l’Italia da nord a sud e mi meraviglio sempre. Devo dire che però la Basilicata ce l’ho del cuore, perché questa è la terza volta che torno a girarci, la prima volta fu con Pietre, miracoli e petrolio, un documentario sul petrolio in Basilicata e adesso c’è Devozioni. In mezzo c’è anche un cortometraggio per la candidatura di Matera a Capitale della Cultura, quindi la conosco abbastanza bene e l’amo tanto, perché è una terra in qualche modo un po’ nascosta, ma che ci dice tanto, una terra battuta da genti di ogni dove da più di 2000 anni, e che ha nel suo rapporto con la natura e con la fede qualcosa da insegnarci. Andare nella devozione popolare, tra le montagne, nella provincia di Potenza, nella Lucania interna, significa andare a trovare degli scrigni di cultura quindi validi anche per il laico e non solo per il credente, una cosa di cui forse abbiamo bisogno un po’ tutti”.
L’audio dell’intervista
E sei arrivato in un convento francescano, giusto?
Tra gli altri sì, uno dei luoghi, è un convento francescano che rischia di chiudere. Diciamo che sono andato a cercare dei luoghi della fede interessati trovando anche delle cose che sono legate alla nostra contemporaneità. E’ un viaggio tra memorie pasolignane, conventi che rischiano di chiudere, santi piccoli e beati, che sono i santi minori, ma allo stesso tempo anche poetesse visionarie. Un viaggio un po’ particolare che ho fatto seguendo non solo le processioni e i luoghi di culto, ma seguendo le vicende di persone che vivono la Lucania da dentro e che hanno qualcosa da dirci.
Storia, tradizioni, tu hai sempre uno sguardo molto attento alle melodie popolari.
Sì, c’è una cosa molto importante il canto popolare e qui Caterina Pontrandolfo oltre a farci la consulenza musicale è presente anche nel film e sui canti che sono per lo più canti di devozione alla Madonna, canti in dialetto lucano straordinari, bellissimi, spesso anche quasi inediti al grande pubblico, comunque poco conosciuti, che compongono insieme alle musiche di Rocco De Rosa, anche lui autore e musicista lucano, la colonna sonora. Una colonna sonora anche diegetica come si dice in gergo, nel senso che la vediamo anche dal vivo, la vediamo cantata da Caterina stessa e dai devoti lungo i loro percorsi religiosi.
Tra le Devozioni, ce n’è una che ti ha colpito in maniera particolare?
C’è questa cosa incredibile della storia del Beato Egidio, quindi non è un santo, è una figura molto amata nel comune di Lorenzana e questa figura è un francescano a metà strada da San Francesco e però San Giuseppe da Copertino, anzi assomigliava più a San Giuseppe da Copertino, quindi era un frate anche ignorante, estremamente semplice, molto legato agli animali e alla natura e rappresenta un po’ questa genuinità anche che passa attraverso il legame con la terra e il legame con la natura stessa e questo santo è amatissimo dalla gente, ma è un santo locale, è amato in due o tre comuni, non è un santo allargato, appunto è un Beato, diverrà forse un giorno santo, però.
L’appuntamento con il regista Gianfranco Pannone che torna a Lievito, è per giovedì 30 alle 21 al cinema Corso.
“Presenterò al Cinema Corso il film insieme a Renato Chiocca che è un po’ il patron di Lievito, e ne sono molto felice perché Lievito è sicuramente un bel respiro in una città che purtroppo culturalmente è un po’ paludosa come la nostra Latina, e due perché, tra altre cose, vado a Latina dopo essere passato per il Bari Film Festival dove c’è stata la prima assoluta, prima che il film vada in tour, a cominciare dal Novo Saker di Nanni Moretti a Roma il 12 maggio, in mezzo c’è questo appuntamento che è anche un assaggio per vedere il pubblico come reagisce. Ci tengo a dire che è un film rivolto a tutti, anzi forse più al pubblico laico che al pubblico dei credenti, perché ho cercato di preservare proprio questo approccio in qualche modo antropologico, ad altezza d’uomo, che non giudica e non si abbandona al pensiero degli altri, ma cerca in qualche modo di capire se ci sono delle zone dove in qualche modo il senso del sacro in quest’epoca un po’ arida che viviamo e anche di guerre, abbia una ragione d’ essere.
Pannone sarà presente in sala per dialogare con il pubblico.
ATTUALITA'
Consorzio di Bonifica, in funzione 101 paratoie, Corbo: “Passaggio da irrigazione tradizionale a irrigazione che guarda al futuro”
LATINA – Sono state installate 101 delle 130 paratoie previste nel nuovo progetto del Consorzio di Bonifica per il miglioramento della gestione dell’acqua a uso irriguo. La presentazione ieri, nella Sala Nardi a Ponte Maggiore, presente l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Giancarlo Righini e con la visita di una delle aree dove sono state recentemente installate le nuove paratoie intelligenti.
La sfida, creare sistemi futuristici per poter gestire l’acqua nel migliore modo possibile e con il minor spreco, è stata illustrata a Gr Latina dal direttore generale del Consorzio Natalino Corbo: “Raccontiamo la trasformazione delle attività irrigue, progetti innovativi che consentono la realizzazione di piccoli invasi, la distribuzione delle portate alle aziende agricole, l’irrigazione in territorio dove c’è carenza d’acqua. Insomma, progetti complessi, tutti interconnessi, la nostra prima esperienza di utilizzo dell’ intelligenza artificiale. Si tratta di processi con sistemi informatizzati con degli algoritmi che consentono la interrelazione di questi organi idraulici e quindi un sistema avveniristico: il passaggio da un’irrigazione tradizionale a un’irrigazione che guarda al futuro”.
Succede mentre si avvicina la stagione più critica sotto il profilo della disponibilità di acqua per l’agricoltura.
Due i progetti illustrati a Ponte Maggiore: il primo, curato dall’ingegnera Enrica Felici, riguarda il distretto centrale Sisto tra Sabaudia e Terracina per l’ammodernamento di una condotta datata.
Il secondo, che abbiamo approfondito maggiormente, riguarda la resilienza alla crisi climatica in atto, con sistemi per l’irrigazione di soccorso. “Siamo riusciti ad installare e posare in opera 101 paratoie rispetto alle 130 previste in progetto, e non appena riprenderanno i lavori lo porteremo a termine, entro febbraio del 2027 – spiega l’ingenera Aurora Nardecchia – . In realtà queste paratoie vanno in auto apprendimento, ovvero in base alla richiesta che viene dal campo, quindi dalle utenze, in base anche alle manovre che vengono effettuate in campo. Sono in grado di auto apprendere e autoregolarsi e quindi gestire nel miglior modo possibile la ricorsa attraverso dei bacini automatizzati, attraverso il telecontrollo e l’automazione. Alla base di tutto ciò, c’è un’intelligenza artificiale applicata, quindi è un sistema proattivo, è sicuramente un’innovazione dal punto di vista dell’efficientamento nel campo dell’irrigazione”.
Le paratoie sono in funzione, ma per questa stagione non è ancora attiva la gestione da remoto, e vengono manovrate manualmente. Il prossimo passo sarà dunque quello più importante. Le aree interessate sono il distretto Linea e il distretto Latina Nord, come ha spiegato a Gr Latina, Aurora Nardecchia.
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