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POLITICA

PIU’ TASSE NEL BILANCIO DEL LAZIO
Sindacati critici sulla manovra
Lettera aperta a Zingaretti – IL TESTO

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zingarettiLATINA –  “La Regione Lazio ha varato la manovra Regionale che fra le altre cose, contiene un aumento dell0 0,6 % dell’aliquota regionale IRPEF per il 2014, decidendo già oggi di procedere ad un ulteriore aumento dell’ 1% dell’aliquota, a partire dal 2015. Davvero non riusciamo a capire – commenta Luigi Garullo Segretario Generale UIL Latina – come in una regione quale il Lazio dove la tassazione complessiva già è fra le più alte del paese, la regione pur fra le difficoltà di bilancio evidenziate, decide per la strada più semplice e tradizionale, cioè aumentare le tasse colpendo soprattutto i redditi fissi di lavoratori e pensionati, e aggravando un quadro economico provinciale molto critico, in cui piccole e piccolissime imprese sono in gravissima difficoltà.”

“In buona sostanza – continua Garullo – l’aliquota IRPEF regionale, attualmente pari all’ 1,73%, passerà al 2,33% dal primo gennaio 2014 e al 3,335 dal primo gennaio 2015, cioè praticamente il doppio da qui ad un anno, il Presidente Zingaretti dovrebbe invece fare sforzi ulteriori per reperire risorse riducendo ulteriormente i costi della politica regionale, ridimensionando enti ed iniziative di scarsa utilità e completando il taglio di privilegi ancora abbondantemente presenti nella politica e nella macchina organizzativa e amministrativa regionale.”

“In ogni caso – conclude Garullo – sono aumenti che non sono sopportabili dalle famiglie e dal sistema economico provinciale e del Lazio intero, ed è per queste ragioni che i Segretari Generali di CGIL, CISL UIL di Roma e del Lazio hanno scritto una lettera aperta al Presidente Zingaretti, per chiedere di desistere da questa decisione, anticipando sin d’ora che in caso di risposta negativa, saremo costretti, a partire da gennaio, a procedere ad intense mobilitazioni.”

LA LETTERA DEI SINDACATI – “Presidente Zingaretti, siamo sicuri non le sfugga la pesantezza della crisi economica che dal 2009 a oggi sta coinvolgendo sempre più intensamente il nostro territorio, le persone e le famiglie e per questo Le chiediamo di sospendere l’aumento dell’addizionale Irpef”. Così, lo riferisce una nota, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri in una lettera aperta inviata oggi presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

“Ci permettiamo di elencare solo qualche dato a conferma dell’esistenza di un forte disagio sociale – aggiungono – un tasso di disoccupazione che supera il 12%, oltre 52mila lavoratori in cassa integrazione, la disoccupazione, nella fascia 15-24 anni, al 40%, i 100mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi a oggi, la precarietà dei posti di lavoro (su 10 assunzioni 8,5 sono precarie), i circa 36mila lavoratori in cassa integrazione in deroga (come è noto, si tratta di lavoratori di piccole e piccolissime aziende), i moltissimi contratti di lavoro non remunerati o bloccati, a partire dai lavoratori del pubblico impiego che nel Lazio sono oltre 400mila, la perdita di quasi 6 miliardi di reddito per cassa integrazione, per mancata rivalutazione delle pensioni, per blocco dei contratti. E’evidente che tutto ciò significa una drastica diminuzione della capacità di spesa delle persone e delle famiglie e, conseguentemente, una mancata crescita dell’intero sistema economico regionale la cui debolezza della domanda interna avvia la nostra regione sempre più verso la recessione”.
“Alla luce di ciò – precisano – non comprendiamo le ragioni per cui Lei e la Sua Giunta abbiate insistito nel voler incrementare l’addizionale Irpef di un ulteriore 0,6% a partire dal 2014, in una regione, lo ribadiamo, che “vanta” una delle tassazioni più alte d’Italia, arrivando a toccare entro quest’anno la percentuale del 2,3%. Nel 2015, in conseguenza delle scelte compiute nel bilancio, giungerà addirittura al 3,3%. Tali dimensioni di prelievo per persone e famiglie non sono onestamente compatibili con le tasche di lavoratori e pensionati e men che meno sopportabili. Per questo Le chiediamo di recuperare lo stesso importo previsto dal prelievo fiscale, ossia circa 230 milioni di euro, completando i tagli dei costi della politica, la razionalizzazione di società, la revisione del sistema degli appalti anziche’ anziché attraverso nuove tasse per i lavoratori e i pensionati. D’altra parte, il decreto legge 35/2013 consente di far ricorso allo strumento delle anticipazioni di liquidità verso le imprese per superare i ritardi dei pagamenti della P.A., ma non impone modalità per il recupero di tale anticipo che per il 2014 ammonta a circa 230 milioni di euro. Ecco allora che l’aumento dell’addizionale IRPEF dello 0,6% è frutto di una scelta politica da parte della Giunta”. “Tale scelta – dicono ancora i sindacalisti – è, per noi, oggettivamente insensata poiché, da una parte vengono trasferite a imprese e comuni cifre significative, intorno a 4/5 miliardi e dall’altra, per garantire tali anticipi, si prelevano forzatamente risorse dalle tasche dei lavoratori e dei pensionati. Signor Presidente, Lei è ancora in tempo per evitare di colpire ingiustamente lavoratori e pensionati: a fronte di un timido intervento da parte del Governo per restituire qualcosa ai lavoratori attraverso il cuneo fiscale e ai pensionati con alcune rivalutazioni, per noi comunque insufficienti, Lei e la Sua Giunta, con l’aumento dell’addizionale Irpef, non solo annulla gli affetti di tale intervento, ma aggrava ulteriormente la situazione. Infine, come Lei ben saprà, vi sono molti comuni pronti a far crescere la loro addizionale IRPEF provocando una sommatoria di tassazioni insopportabili per i redditi di lavoratori e pensionati. Cgil, Cisl, Uil non possono, per tali ragioni, essere disponibili a tale ulteriore tassazione. Le chiediamo, perciò, ancora una volta, di voler sospendere il provvedimento in questione, rivedendo, prima di ogni ulteriore aumento, l’intero sistema fiscale locale. Le chiediamo di introdurre per l’intera IRPEF progressività ed equità fiscale. Le chiediamo, inoltre, di ricontrattare i tempi del piano di rientro del risanamento della sanità per poter ridurre le tasse e avere qualche euro da destinare agli investimenti”.
“L’assenza di una risposta positiva alla nostra richiesta – concludono Di Berardino, Bertone e Bombardieri – significherà che la Regione stessa non ha inteso applicare compiutamente il Protocollo sulle Relazioni Sindacali che contemplano la concertazione su uno degli Atti fondamentali come il Bilancio. In tal caso per difendere gli interessi di lavoratori e pensionati, saremo costretti, a partire gennaio, a dar vita a un’intensa fase di mobilitazione”.

1 Comment

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  1. ennio

    2 Gennaio 2014 at 18:13

    Che si aspetta a portare avanti una mobilitazione generale contro questi politici che, in campagna elettorale, sembrano i difensori del popolo e, subito dopo essere stati eletti, fingono di non conoscere l’entità del debito della Regione e ricorrono alla tassazione tipo ‘Quintino Sella’, soverchiando i poveri. I limiti dei 15000 Euro lordi annui e dei 50000 Euro per chi ha tre figli a carico sono ridicoli. La realtà è che un povero operaio che riesce a guadagnare solo 1200 Euro al mese e deve mantenerci moglie e figlia a carico si vedrà tassato di più di 300 Euro nel 2015. Questi politici dovrebbero studiare idraulica e conoscere il tubo di flusso di Bernouilli! Se si riduce l’afflusso (stipendi, salari e pensioni) si riduce anche l’efflusso (la domanda aggregata) e, quindi, ci sarà sempre più recessione e disoccupazione! Falsi economisti sostengono questa politica economica miope e insensata! I balzelli dei nostri amministratori tassaioli ridurranno il nostro grande Paese letteralmente in ginocchio. E alle urne, certamente, nopn voteremo questa gente!

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Gestione rifiuti a Latina, approvati gli indirizzi per il nuovo Piano Industriale di Abc

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mezzo abc

LATINA – La Giunta comunale, nella seduta odierna, ha approvato gli indirizzi politici e amministrativi destinati all’azienda speciale Abc per la redazione del nuovo Piano industriale. Un passaggio  chiave che punta a segnare un netto punto di svolta per il servizio di igiene urbana del capoluogo pontino, superando definitivamente la fase di stallo transitorio e proiettando la gestione dei rifiuti verso standard elevati di efficienza, sostenibilità e innovazione.

L’atto approvato fissa la scadenza per la presentazione del nuovo Piano industriale da parte di Abc entro e non oltre il 31 ottobre 2026. Il documento dovrà integrarsi con il bilancio di previsione 2026/2028 e con il piano del servizio, il cosiddetto “Piano Celentano” approvato dal Consiglio comunale nel 2025, ridefinendo il perimetro dei servizi, completando la raccolta differenziata e garantendo il pieno equilibrio economico-finanziario e la tutela dell’occupazione.

Tra gli indirizzi dell’esecutivo, infatti, risulta la predisposizione di un piano d’investimenti per completare la raccolta differenziata, piano dei flussi di cassa e dimostrazione della capacità di autofinanziamento dell’azienda, così come la garanzia della continuità del servizio pubblico essenziale e salvaguardia dei livelli occupazionali del personale in servizio.

Il piano industriale dovrà contenere, secondo gli indirizzi forniti dalla giunta, la Carta di Qualità del Servizio di Igiene Urbana e il reporting/controllo di gestione trimestrale da trasmettere al Comune.

“L’Amministrazione comunale – ha affermato il sindaco Matilde Celentano – punta alla rimodulazione delle aree servite dal ‘porta a porta’ spinto, all’introduzione di cassonetti condominiali e a una completa riorganizzazione della raccolta nel centro storico.  La delibera approvata rappresenta un cambio di passo fondamentale e non più rinviabile per il decoro e la vivibilità della nostra città. Con le nuove linee guida diamo mandato ad Abc di costruire un piano industriale moderno, solido ed efficiente, pienamente rispondente alla visione del nostro progetto di servizio. Latina merita un servizio di igiene urbana all’altezza delle aspettative dei cittadini, capace di lasciarsi alle spalle le criticità del passato e le incertezze della fase transitoria. Vogliamo una città pulita, sostenibile e dotata di un sistema di raccolta moderno, efficiente e strutturato”.

“Il nuovo Piano industriale – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Michele Nasso – dovrà definire con chiarezza operativa le modalità con cui completare il sistema di raccolta differenziata sul territorio comunale, migliorando la qualità dei servizi resi alla cittadinanza. Tra gli indirizzi approvati abbiamo inserito la piena attuazione della Carta della Qualità del servizio, un piano degli investimenti mirato e un sistema di monitoraggio e controllo di gestione con cadenza trimestrale. Non ci limiteremo a tracciare la rotta, ma ne verificheremo costantemente l’attuazione per garantire il rispetto dei parametri di efficienza ed efficacia”.

“Dal punto di vista della sostenibilità finanziaria ed economico-gestionale – ha dichiarato l’assessore alle Partecipate Antonina Rodà – le direttive fornite ad Abc pongono basi estremamente rigide e rigorose. Il piano dovrà garantire la copertura del costo del capitale, una sostenibilità economica dimostrata a margine del conto economico, la capacità di autofinanziamento dell’azienda speciale e il contenimento dei costi di funzionamento, inclusi i reclutamenti, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali. Abbiamo tracciato un percorso virtuoso sostenuto anche dai pareri favorevoli della Corte dei Conti sul modello gestionale, ponendo l’Azienda nelle condizioni di programmare il proprio futuro con certezza”.

L’approvazione finale del Piano industriale e la verifica del Piano Economico-Finanziario di Affidamento rimarranno in capo al Consiglio comunale, al quale spetteranno le valutazioni discrezionali e la definizione della durata contrattuale correlata all’ammortamento degli investimenti.

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AMBIENTE

Difesa della costa, Latina approva il progetto esecutivo da 1,1 milioni, previsti interventi anche a Rio Martino

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LATINA – E’ stato approvato il progetto esecutivo da 1,1 milioni di euro per interventi di difesa della costa, passaggio che consente di procedere verso la fase di affidamento dei lavori per la ricostruzione dell’arenile, grazie a un investimento finanziato nell’ambito del Programma generale per la difesa e la ricostruzione dei litorali della Regione Lazio. “L’intervento  – si legge in una nota del Comune – nasce dalla collaborazione tra i Comuni di Latina e Sabaudia, con Latina quale ente capofila, e rappresenta un tassello importante nella strategia dell’amministrazione comunale per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera e tutelare il patrimonio ambientale e turistico del litorale”.

Tra le aree interessate anche Rio Martino, “sul quale saranno realizzati interventi finalizzati alla salvaguardia dell’arenile e al miglioramento della resilienza del sistema costiero”.

“Quello della difesa della costa – afferma la sindaca Matilde Celentano – è un impegno strategico per la nostra amministrazione, perché significa proteggere il territorio e l’ambiente, risorse fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico della nostra città. L’approvazione del progetto esecutivo e l’avvio delle procedure per l’affidamento dei lavori rappresentano un passo concreto verso interventi attesi e necessari. La collaborazione con il Comune di Sabaudia, con Latina ente capofila, ci consente di affrontare il fenomeno dell’erosione con una visione più ampia e coordinata. Particolare attenzione è rivolta a Rio Martino, ma anche a Foce Verde, aree di grande valore ambientale e strategico per il nostro litorale, sulle quali intendiamo continuare a investire per garantirne la tutela e la piena valorizzazione”.

“Con la pubblicazione della determina a contrarre raggiungiamo un ulteriore obiettivo concreto – dichiara l’assessore alla Marina e al Demanio Gianluca Di Cocco –. Dopo la fase di progettazione e l’ottenimento delle risorse, oggi entriamo nella fase che porterà all’individuazione dell’operatore che dovrà realizzare le opere. La difesa della costa è una priorità assoluta per questa amministrazione e Rio Martino rappresenta uno dei punti sui quali abbiamo concentrato particolare attenzione. L’erosione costiera è una problematica che richiede programmazione, competenze tecniche e capacità di intercettare finanziamenti – prosegue Di Cocco –. Stiamo lavorando con una visione complessiva, mettendo insieme interventi immediati e una pianificazione strutturale per proteggere il nostro litorale e valorizzare una risorsa fondamentale per la città di Latina”.

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POLITICA

Parco Falcone e Borsellino, l’opposizione dopo la commissione Trasparenza: “Restano dubbi su collaudi, controlli e lavori”

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Restano alcuni interrogativi sulla gestione dei lavori di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino di Latina. È quanto sostengono i gruppi di opposizione al termine della commissione Trasparenza convocata per esaminare gli atti relativi al collaudo, alla sicurezza, alle spese e alla qualità degli interventi realizzati nel parco, riaperto al pubblico il 25 luglio dopo oltre 900 giorni di lavori e un investimento di circa 6 milioni di euro attraverso fondi PNRR.

Al centro della discussione, in particolare, le contestazioni formalizzate dal Comune nei confronti dell’impresa esecutrice. Secondo quanto riferito dall’opposizione, la prima contestazione risalirebbe a maggio e sarebbe stata nuovamente formulata a luglio, poco prima della riapertura del parco. I consiglieri di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032 lamentano però di non aver ricevuto tutta la documentazione richiesta prima della commissione e chiedono quindi ulteriori chiarimenti sull’iter amministrativo.

Un altro elemento evidenziato dalla minoranza riguarda gli atti relativi alla consegna e al collaudo. Il 24 luglio, alla vigilia della riapertura, sarebbe stato sottoscritto il verbale di consegna anticipata nel quale le opere vengono indicate come prive di difetti e vizi palesi. Nella stessa giornata è stato redatto anche un verbale di collaudo parziale.

Durante la commissione, secondo quanto riferito dai consiglieri, il collaudatore avrebbe chiarito che quest’ultimo documento era finalizzato alla riapertura in sicurezza del parco, mentre il collaudo definitivo dovrebbe essere completato entro dicembre.

L’opposizione mette in relazione questi atti con alcune criticità emerse successivamente, in particolare quelle relative alla pavimentazione in Levostab 99 e all’accessibilità di alcune aree. Da qui la richiesta di chiarire quali controlli siano stati effettuati durante l’esecuzione dei lavori e come siano state gestite le contestazioni all’impresa.

Tra gli aspetti ancora da approfondire c’è anche l’ultimo stato di avanzamento dei lavori, non ancora liquidato, del valore di circa 200mila euro. I consiglieri chiedono di verificare le procedure seguite per i precedenti SAL e le verifiche effettuate prima dei relativi pagamenti.

Durante la seduta sono state inoltre affrontate le condizioni della pavimentazione, le piantumazioni già sostituite più volte e l’utilizzo della pozzolana in alcune aree del parco. L’opposizione ha chiesto chiarimenti anche sul transito dei mezzi di ABC all’interno dell’area prima dell’inaugurazione, sostenendo che la pavimentazione non sarebbe adatta al passaggio ordinario di mezzi pesanti.

I gruppi di minoranza sono tornati infine sulla questione degli orari di apertura del parco. Secondo quanto riferito in commissione, l’estensione dell’apertura di un’ora al mattino e di un’ora alla sera fino a dicembre avrebbe un costo stimato di circa 6mila euro. L’opposizione ha quindi contestato la scelta di non ampliare gli orari e ha messo a confronto questa cifra con i circa 27mila euro spesi, secondo i consiglieri, per l’inaugurazione e altre due serate.

Al termine della commissione, le opposizioni hanno annunciato che continueranno a seguire la vicenda, chiedendo ulteriori verifiche sulla realizzazione dell’intervento e sulla gestione delle risorse pubbliche.

“Quando si investono 6 milioni di euro di risorse pubbliche, ogni dubbio deve trovare una risposta puntuale”, sostengono i consiglieri, secondo i quali il parco dovrebbe essere pienamente completato, sicuro e accessibile.

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