CRONACA
Cinque indagati per le morti alla Kyklos
Eseguite le autopsie sui corpi di Lisei e Papini

Le due vittime Fabio Lisei e Roberto Papini
APRILIA -Sono cinque gli indagati nell’inchiesta sull’incidente alla Kyklos di Aprilia, sono i rappresentanti legali e della sicurezza delle tre società coinvolte lo stabilimento di Via Le Ferriere, la Mira e la Ecospazio 2000 che recuperano il percolato. L’ipotesi di reato per tutti è omicidio colposo plurimo e mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Intanto ha confermato il decesso istantaneo l’autopsia sui corpi di Fabio Lisei e Roberto Papini eseguita nel pomeriggio di ieri e terminata solo a tarda sera.
« Lisei e Papini sarebbero stati uccisi da esalazioni di Acido solfidrico che è presente in altissima concentrazione all’interno dell’area dello stabilimento» sostiene l’avvocato Angelo Di Silvio, legale dell’azienda di Orvieto per la quale le due vittime lavoravano e che in subappalto, effettuava il trasporto del percolato dallo stabilimento di compostaggio pontino alla discarica. Di Silvio cita i risultati dei prelievi esaminati dall’Arpa Lazio che sono stati consegnati in procura a Latina, facendo scattare il sequestro cautelare dello stabilimento per evitare ulteriore pericolo a danno dell’ambientale e della salute pubblica. Dovranno essere effettuate anche le analisi tossicologiche su tessuti dei vestiti e sugli organi delle vittime per valutare la tossicità della sostanza che hanno respirato.
Il legale dell’azienda Mira dichiara anche che l’autocisterna sequestrata dalla magistratura con la quale le vittime compivano le operazioni di travaso del percolato è stata usata solo a quello scopo anche nei giorni precedenti e che dunque non contenesse alcuna sostanza in grado di innescare una reazione chimica ed esalazioni mortali: “L’azienda ha tracce satellitari che dimostrano che il mezzo è stato impiegato il venerdì precedente per fare lo stesso lavoro, il fermo di sabato e domenica per essere poi reimpiegata il lunedì della tragedia”.
CRONACA
Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato
Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
CRONACA
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.
CRONACA
Cisterna, denunciata impresa per abbandono di rifiuti speciali
Controlli in materia ambientale a Cisterna di Latina, dove i Carabinieri Forestali hanno denunciato il legale rappresentante di un’impresa per gestione non autorizzata di rifiuti e acque reflue.
L’attività ispettiva, condotta nei giorni scorsi in un’azienda di produzione e confezionamento di detergenti in località via Grotte di Nottola, ha evidenziato irregolarità nella gestione delle acque di scarico. In particolare, parte delle acque reflue veniva trattata come acque di prima pioggia e convogliata in un impianto di raccolta e depurazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre rinvenuto nel piazzale dell’azienda rifiuti classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), considerati pericolosi. Il titolare, pur autorizzato alla gestione di rifiuti non pericolosi, non risultava abilitato al trattamento di questa tipologia.
Alla luce degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali portate avanti dall’Arma, con particolare attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue, elemento centrale per la tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.
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