ASCOLTA RADIO LUNA ASCOLTA RADIO IMMAGINE ASCOLTA RADIO LATINA  

la protesta

Buona scuola, insegnanti dal Prefetto

Il sit-in in Piazza della Libertà è programmato alle 17

buona scuolaLATINA – Docenti, genitori e associazioni in piazza contro la “Buona Scuola”. La mobilitazione è partita sui social e l’appuntamento è per oggi,  12 novembre alle 17, quando si terrà un sit-in in Piazza della Libertà, sotto la prefettura, per manifestare il dissenso alla riforma Renzi-Giannini. Durante il sit-in una delegazione consegnerà al Prefetto di Latina Pierluigi Faloni un documento per esprimere la propria posizione.

“Si tratta di una manifestazione congiunta, promossa dagli “Insegnanti Calabresi- PSP Partigiani della Scuola Pubblica” che l’hanno lanciata su tutto il territorio nazionale per accompagnare lo sciopero nazionale del 13 novembre –  spiegano dal coordinamento docenti Csl della Provincia di Latina – Una forma di contrasto – scrivono gli organizzatori del sit-in – che potrebbe assumere valenza estremamente significativa per dare un forte segnale avverso il quadro desolante più ampio delle ultime riforme che asfaltano la Costituzione, calate dall’alto con forzature dei rispettivi iter legislativi, che evocano tristi tempi già vissuti da questo Paese nel primo dopo-guerra. Il Prefetto, infatti, è il legale rappresentante del Governo sul territorio e se molti Prefetti d’Italia riceveranno un atto del genere, le Regioni automaticamente saranno legittimate a pronunciarsi a favore dell’imminente Referendum e il Governo dovrebbe tenere la questione in debita considerazione anche nel riempimento delle 9 deleghe in bianco”.

ASCOLTA la prof. Lucia Fantauzzi, del coordinamento dei docenti, al microfono di Anna Maria De Blasio:

IL TESTO DEL DOCUMENTO – Qui di seguito il testo del documento che sarà consegnato al Prefetto di Latina:

“Noi docenti, studenti, genitori e cittadini di Latina e Provincia, con il presente documento, intendiamo rappresentare al Governo la nostra sfiducia nei confronti della legge 107/2015 per le seguenti motivazioni:
La legge 107/2015 introduce capitali privati nelle scuole pubbliche ed attenta ai meccanismi finora trasparenti della valutazione e delle assunzioni, con perdita di garanzie per gli utenti e per i lavoratori;
La legge 107/2015 non intende favorire lo sviluppo e la crescita di soggetti liberi di muoversi con sicurezza nel mondo reale, di creare o di progettare un avvenire che appartenga a loro e sia il coronamento della predisposizione di una personalità autonoma e critica, ma esclusivamente soggetti impostati su uno standard di lavoro dipendente e subalterno, guidati dal Pensiero Unico, che sacrifica e mortifica la libera espressione della creatività dell’individuo e prosterna la prospettiva di progresso sociale;
La legge 107/2015 cancella la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione all’art. 33 e compromette l’attendibilità dei titoli di studio;
La legge 107/2015 cancella le scuole dell’infanzia riportandole ai livelli qualitativi dei cd. “asili” cofinanziati dagli enti territoriali e dalle famiglie;
La legge 107/2015 asfalta le pari opportunità garantite dalla Costituzione con la delega in bianco sul sostegno con cui si intende privare i soggetti diversamente abili di sostegno alla didattica in aula;
La legge 107/2015 trasforma la scuola da organismo democratico in una S.P.A. gestita da un manager plenipotenziario.

La scuola che vogliamo:
– Deve essere libera e plurale; solidale e uguale; pubblica, statale e costituzionale!
– Deve avere dei curricoli dotati di numero di ore sufficiente ad ampliare gli spazi di dibattito e di approfondimento in aula, a consentire il recupero dei soggetti svantaggiati e l’utilizzo della dotazione tecnologica dovuta ai POR FESR, nel rispetto della sentenza del TAR del Lazio n. 3527 del 2013 ed esecutiva n. 6438 del 2015, tuttora rimasta lettera morta, per cui il MIUR è commissariato;
– Deve favorire l’inclusione dei soggetti svantaggiati abbattendo il tasso di dispersione scolastica grazie anche alla riduzione del numero di alunni per classe e al mantenimento della figura del docente di sostegno alla didattica in aula;
– Deve fornire a tutti pari opportunità formative e giusto riconoscimento ad inclinazioni e merito;
– Deve concedere anche nelle ore pomeridiane spazi autogestiti agli studenti per praticare attività di tutoraggio scolastico sia tra pari sia con i docenti, approfondimenti, ricerche, dibattiti, discussioni, abituando i giovani fin dalla tenera età all’esercizio della cittadinanza vigile e attiva.
– recluta i docenti secondo principi ispirati a trasparenza ed equità, e a questi principi e alla collegialità é affidata altresì la sua conduzione nella pianificazione dell’Offerta formativa.
La scuola che noi vogliamo, dunque, non ha nulla a che vedere con la legge 107/2015, di cui chiediamo la sostituzione immediata negli aspetti che non riguardano le assunzioni nella consapevolezza che è un testo inemendabile e che entra in conflitto con il dettato Costituzionale ed è incompatibile con buona parte della legislazione vigente. ( CSL Coordinamento docenti Provincia di Latina)

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto