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Tutti i nei di Acqualatina: “Nomine, accordi e spartizioni politiche intollerabili”

Latina Bene Comune attacca: "Organi sociali della Spa, ulteriori conflitti di interesse"

da sinistra l'ad di Acqualatina Besson e accanto il presidente Addessi entrambi riconfermati

da sinistra l’ad di Acqualatina Besson e accanto il presidente Addessi entrambi riconfermati

LATINA – “Tre vicende societarie, tutte accadute in queste settimane, evidenziano lo stato pietoso nel quale è stata condotta la credibilità di Acqualatina dalla lottizzazione dei partiti”. Latina Bene Comune, il movimento politico capitanato da Damiano Coletta che presenterà una propria lista alle prossime elezioni amministrative, ripercorre le ultime tappe della grande società per azioni che gestisce il servizio idrico nell’Ato 4 e che sta per essere ceduta ad Acea evidenziando uno scenario di relazioni (politiche) pericolose e di intrecci. “La grande rivoluzione annunciata, relativa alla trasparenza e alla competenza dei nuovi amministratori di Acqualatina, si è trasformata nell’esatto contrario di quello che chiedono da sempre i cittadini”.

All’attenzione  le dimissioni dei membri di parte pubblica del Collegio sindacale nominati il 14 dicembre scorso: “Dimissioni che ora rendono necessaria una nuova assemblea dei soci per le nuove designazioni”.

La seconda vicenda, decisamente quella di primo piano, è rappresentata invece dall’accordo politico ormai raggiunto per il passaggio all’Acea (di proprietà al 51% del Comune di Roma) delle azioni private in mano ai francesi di Veolia: “Risulta  evidente – fa notare il Comitato LBC –  il ruolo dell’attuale Amministratore Delegato di Acqualatina, uomo notoriamente legato al PD, che è stato ed è sempre “di casa” anche in Acea”.

LE NOMINE NEL CDA – A quest’ultimo passaggio è legata la terza vicenda: “La presunta forzatura effettuata lo stesso 14 dicembre dai Sindaci di Forza Italia con la nomina dei tre rappresentanti di parte pubblica nel CdA di Acqualatina. Le tre persone elette avevano ben poche caratteristiche per essere designate, eppure – aggiungono gli aderenti al movimento civico – il codice etico delle società  obbliga l’azienda a comportamenti di trasparenza, onestà e correttezza nei confronti dei suoi soci. Tra queste norme c’è quella che impone di evitare accuratamente “qualsiasi situazione di conflitto d’interessi”. Un’indicazione perentoria che però è stata “elasticizzata” nel testo con la frase successiva: ove questo conflitto di interessi sia “inevitabile” (rispetto a cosa non è chiaro), il portatore degli interessi in conflitto deve darne preventiva comunicazione all’Organismo di Vigilanza interna. Un organismo che, per la verità, non è reperibile sul sito della società. In questo quadro di riferimento, già forzato con il riavvio della selezione dei candidati che ha portato alla riconferma dell’avvocato Giuseppe Addessi (anche i sassi sanno perché), è avvenuta la nomina degli altri due componenti di parte pubblica nel CdA”.

 “Ci risulta  – scrive sempre il Comitato  – l’Agenzia delle Entrate in passato aveva accertato alcune irregolarità sulle fatturazioni di Acqualatina, poi sanzionate e finite, in ultima analisi, nelle bollette degli utenti. In tal senso Latina Bene Comune si chiede e chiede ai soci pubblici della società, per quale motivo era proprio “inevitabile” la nomina di Rossella Rotondo, cioè dell’ex responsabile dell’Ufficio del Registro di Formia e di incarichi analoghi a Cassino e a Latina, nonché attuale Direttore dell’Agenzia delle Entrate della Sardegna. Questo ruolo non ha competenze dirette su Acqualatina, ma resta il fatto che il controllore finale, l’amministrazione finanziaria dello Stato, è lo stesso. Sempre in base al Codice Etico della società, la richiesta inoltre va estesa anche al suo coniuge Raffaele Ranucci, ex Assessore alle Attività Produttive del Comune di Formia in quota Forza Italia. Dalle cronache dei giornali risulta tra gli indagati lo scorso mese di marzo nell’ambito dell’inchiesta sui presunti fallimenti pilotati dall’ex giudice fallimentare del Tribunale di Latina Antonio Lollo. Le medesime cronache poi riferiscono che la società finanziaria di cui è amministratore lo stesso Ranucci, la Finworld SpA, già pesantemente sanzionata più volte dalla Banca d’Italia per irregolarità amministrative, ha stipulato in passato alcune fidejussioni proprio con Acqualatina. Davvero era “inevitabile” anche questo?”

Inoltre, analoghi motivi etico-morali prima ancora che normativi, impongono altre spiegazioni sulla nomina nel CdA del sig. Michele Lauriola. Oggi collaboratore della Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, è stato Direttore Generale dell’ABECOL, l’Agenzia Regionale per i Beni confiscati alla Criminalità Organizzata nel Lazio, abolita lo scorso anno dalla Giunta Zingaretti. La causa dell’abolizione è stata una pesante valutazione da parte della Corte dei Conti: malgrado lo stipendio del Direttore di 108mila euro l’anno, l’Agenzia era pressoché inattiva fin dalla sua costituzione nel 2009 ed era ormai resa inutile da nuove norme nazionali. La sua nomina all’ABECOL come persona esterna all’amministrazione regionale, era stata reiterata dalla Giunta Polverini dopo una bocciatura del provvedimento da parte del TAR del Lazio per irregolarità nella selezione”.

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