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Acli: “La crisi idrica non dipende dalla siccità”

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LATINA – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento delle Acli provinciali di Latina sull’ emergenza idrica. Vale la pena ricordare come le Acli stesse siano state promotrici del referendum vinto nel 2011 sulla gestione pubblica dell’acqua e nello stesso anno, a sei mesi dal referendum, abbiano organizzato a Roma una marcia a cui parteciparono circa 100.000 persone, con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica.

“A distanza di qualche anno  – commenta il presidente di Acli Terra, Nicola Tavoletta  – si è costretti a constatare come neanche 10 comuni siano ritornati al sistema pubblico”.

LA NOTA – “Più volte, a vari livelli, abbiamo ribadito che quel referendum è stato disatteso – afferma il presidente provinciale Maurizio Scarsella – e come questa situazione di non rispetto della democrazia abbia portato a una situazione critica dal punto di vista sociale ed economico. Non possiamo considerare quanto sta accadendo un risultato delle scarse precipitazioni invernali, perché l’acqua che c’è spesso viene dispersa in reti obsolete. È il pubblico che deve avere la responsabilità dell’acqua data la strategica importanza”.

“C’è una crisi idrica ma anche una crisi sociale determinata da questa – gli fa eco Nicola Tavoletta, presidente provinciale e commissario regionale di Acli Terra – che va assolutamente condotta nella armonia del rapporto tra comunità e natura. Ora vi è una realtà speculare che proietta nell’economia e nel lavoro degli agricoltori e degli operatori del turismo i danni maggiori ma che provoca scompensi nella stessa armonia sociale. Le Acli provinciali di Latina si sentono responsabili nel voler condurre, tramite la propria organizzazione, le migliori informazioni ed orientamenti ai cittadini perché ci siano meno disagi possibili, mentre i tecnici lavorano. Nel momento della decisione della politica, quando tornerà a piovere, ricorderanno il referendum del 2011 come strada unica decisa dalla volontà popolare”.

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CRONACA

Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier

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viale le corbusier

Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.

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CRONACA

Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack

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Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.

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CRONACA

Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna

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Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.

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