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CRONACA

Cadavere in Via Nascosa, era nel fossato da giorni. Apparterrebbe ad un uomo bianco

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LATINA  – Apparterrebbe ad un uomo bianco (e non ad un nordafricano come emerso in un primo momento) il cadavere in avanzato stato di decomposizione trovato in un fossato nei pressi del centro sportivo Nascosa. Poco distante dal corpo è stato ritrovato un telefono cellulare, che potrebbe essere una traccia importante per gli investigatori che lavorano all’identificazione.

Alcuni lavoratori hanno visto il corpo nel pomeriggio di martedì e hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia e del Nucleo investigativo con i vigili del fuoco che hanno anche dovuto tagliare alcuni arbusti per raggiungerlo e ispezionare il resto del canale. Si tratta di un uomo bianco tra i 30 e i 40 anni. Ora si trova presso l’obitorio del Goretti in attesa delle disposizioni del magistrato. Sul posto sono tornati mercoledì gli specialisti della scientifica dei carabinieri.

Il corpo era irriconoscibile, forse anche mangiato dagli animali, deve essere stato lì per giorni, ma quello che è accaduto e a chi appartenga è materia di indagine. Ucciso o morto per cause naturali? Nessuna ipotesi può essere esclusa al momento, dicono gli investigatori del carabinieri coordinati dal tenente colonnello Pietro Dimiccoli. Addosso nessun documento, mentre a poca distanza la mattina successiva al ritrovamento, quando la scena è stata ispezionata con la luce e più accuratamente, è stato trovato appunto il telefono.

Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Luigia Spinelli ha voluto che il medico legale Maria Cristina Setacci ispezionasse immediatamente la scena e il cadavere, che ad un primo esame esterno non sembrava presentare segni di violenza. Si attende comunque l’esito degli accertamenti. Il primo passo sarà poi analizzare le denunce di scomparsa, e saranno ascoltati i residenti per verificare se qualcuno nei giorni scorsi abbia notato qualcosa di utile alle indagini.

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CRONACA

Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier

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viale le corbusier

Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.

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CRONACA

Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack

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Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.

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CRONACA

Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna

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Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.

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