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Al 24mila sfila Spinart: piccole modelle in passerella

nella foto la piccola modella Benedetta Bortolotto
LATINA – Si chiama Dreams of sand, sogni di sabbia, la collezione della neonata Spinart, la linea di moda che sarà presentata venerdì 17 novembre al 24mila Baci di Latina. “Perché sognare fa bene, ma farlo con i piedi per terra ancor di più”, dicono i creativi del brand nato nel 2016 e che oggi si fa conoscere nel capoluogo pontino anche con la collezione t-shirt.
A sfilare (dalle 21,30) sulla passerella del noto locale di via dei Cappuccini, indossando la collezione primavera-estate 2018 saranno le piccole modelle scelte dagli ideatori del marchio che veste, anche “abbinate”, mamme e bambine. Come una delle protagoniste del Grande Fratello, Guendalina Canessa testimonial di Spinart con sua figlia.
“L’idea innovativa del nostro giovane brand, in un Paese dove negli ultimi anni nel settore moda domina il legal fake – dice Luigi Spina, il fondatore del brand Spinart, che ha coinvolto nell’impresa anche la cantante di Latina Veronica Cutonilli (in arte Nikasoul), – è quello di una donna giovanile, in carriera che allo stesso tempo ama essere mamma, infatti Spinart ha creato un total look junior identico a quello senior, consentendo ad eventuali mamme e figlie di adottare lo stesso outfit”.
Una delle magliette Spinart, la t-shirt “I love my family” ha ottenuto grande riscontro dopo che ne ha parlato l’opinionista di canale 5 Karina Cascella.
Il sound della sfilata è curato da Antonello Bortolotto. La partecipazione è aperta a tutti.
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Sezze si accende con la Fiera della Croce: appuntamento il 3 maggio 2026
Torna uno degli eventi più attesi della primavera nel territorio pontino: la Fiera della Croce animerà Sezze domenica 3 maggio 2026, trasformando il centro cittadino in un vivace spazio di incontro tra tradizione, cultura e intrattenimento.
La manifestazione si svolgerà tra Porta Pascibella, Via Marconi e il Parco della Rimembranza, con un ricco programma pensato per tutte le età. Si parte alle ore 9:00 con l’apertura degli stand e delle esposizioni artigianali, cuore pulsante della fiera, dove sarà possibile scoprire prodotti locali e lavorazioni tradizionali.
Nel corso della mattinata, dalle 10:00 alle 13:00, spazio alla divulgazione con La Domenica della Scienza, un’iniziativa ospitata presso il Centro Sociale U. Calabresi e curata dall’Associazione La Macchia, pensata per avvicinare grandi e piccoli al mondo scientifico in modo coinvolgente.
Il pomeriggio prosegue alle ore 15:00 con un laboratorio didattico e lettura ad alta voce dal titolo Io gomitolo tu filo, organizzato al Parco della Rimembranza dall’associazione Le Feste di Alice, un momento creativo dedicato ai più giovani.
Dalle ore 16:30 la musica diventa protagonista con l’intrattenimento live della Out Road Band – Binario 7, che porterà energia e ritmo nel cuore della fiera.
Alle 17:00 il programma si arricchisce con lo spettacolo Alice e Mattia – Studio per l’inizio di un romanzo, a cura di Matutateatro, presso lo spazio MAT teatro.
Gran finale alle ore 18:00 con lo spettacolo teatrale Tutto o niente, in scena all’Auditorium San Michele Arcangelo, sempre a cura di Matutateatro.
La Fiera della Croce si conferma così un evento capace di unire tradizione e innovazione, offrendo una giornata ricca di esperienze tra cultura, spettacolo e convivialità. Un appuntamento imperdibile per cittadini e visitatori che vogliono vivere da vicino l’anima autentica di Sezze.

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Coppa d’Oro della Maga Circe, successo per l’edizione 2026: vince l’equipaggio Veralli-Anselmicchio
Si è chiusa con un bilancio più che positivo la Coppa d’Oro della Maga Circe, manifestazione che ha riportato sulle strade pontine il fascino delle auto d’epoca. Quaranta equipaggi provenienti da tutta Italia hanno attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Latina a bordo di vetture sportive costruite entro il 1965.
A conquistare la vittoria assoluta è stato l’equipaggio Veralli-Anselmicchio su Lancia Fulvia Montecarlo, che si è aggiudicato anche il Trofeo Circeo Historic. Sul podio anche i romani Trombetta-Pierri su Volkswagen Cabriolet Okrasa e la coppia cagliaritana Poddi-Bettocchi su Volkswagen 1600 TL.
Grande soddisfazione da parte degli organizzatori del Circolo Latina Automoto Storiche. Il presidente Enrico D’Antrassi ha sottolineato il valore dell’evento non solo dal punto di vista sportivo, ma anche come strumento di promozione del territorio, capace di attrarre appassionati da diverse regioni e generare ricadute concrete in vista della stagione estiva.
Elemento distintivo dell’edizione 2026 è stato il forte legame tra percorso e patrimonio locale. Le vetture hanno fatto tappa in luoghi simbolo come la Grotta Guattari, l’Abbazia di Valvisciolo, il Campo Soriano e il Museo di Piana delle Orme, coinvolgendo un pubblico numeroso lungo tutto il tracciato.
Tra i momenti più suggestivi, l’esposizione delle auto davanti all’abbazia di Valvisciolo con la benedizione dei veicoli, e la grande partecipazione registrata a Sabaudia e nel centro storico di San Felice Circeo.
Di rilievo anche il parco auto, con modelli iconici come la Corvette C1, la Fiat Dino Spider e la rara Cisitalia 202 Spider Mille Miglia Nuvolari del 1948, prodotta in soli 25 esemplari.
La manifestazione, giunta alla sesta edizione, continua a crescere anche a livello nazionale, come confermato dalla presenza dei rappresentanti dell’ASI durante le premiazioni.
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Imparare guardando il cielo: a Lievito Kids il mito di Orione diventa esperienza
Quando lo sguardo si alza dai libri e incontra il mondo, in quello spazio fatto di osservazione, attesa e scoperta, nasce il senso più autentico della scuola.
Nel pomeriggio di oggi, martedì 28 aprile, alle ore 16:00, Palazzo M ospita uno degli appuntamenti della sezione KIDS della rassegna Lievito 2026: “Quando Orion dal cielo imperversa”, una narrazione animata che porta in scena un percorso educativo costruito giorno dopo giorno, con cura e dedizione.
Ideata dai docenti Carla Marchionne, Maria Grazia Onorati e Carlo Mantuano, e realizzata insieme agli alunni della classe 3^ B dell’Istituto Comprensivo Da Vinci-Rodari, la performance prende forma all’interno del progetto d’Istituto “Coloriamo il nostro futuro”. Ventisei bambini, tredici bambine e tredici bambini, diventano interpreti del mito di Orione, tratto dal libro “Con il cielo negli occhi” di Franco Lorenzoni e rielaborato con uno sguardo fresco, libero, profondamente loro. Più che uno spettacolo, si tratta della restituzione viva di un’esperienza condivisa.
In scena, il racconto si anima attraverso drammatizzazioni, sequenze di body percussion e momenti di teatro che restituiscono tutta la forza evocativa del mito. Ma ciò che rende questo lavoro davvero significativo è il percorso che lo ha reso possibile. Durante l’anno scolastico, gli alunni hanno osservato il cielo con costanza, in diverse ore del giorno, imparando a riconoscerlo, a familiarizzare con i suoi ritmi, a coglierne i segnali. Un esercizio di pazienza e attenzione che ha trasformato la volta celeste in un luogo quotidiano, vicino, quasi intimo.
L’osservazione della costellazione di Orione, tanto attesa quanto più volte rimandata a causa del maltempo, è diventata il simbolo stesso di questo cammino. Il titolo della performance ne conserva la memoria e ne amplifica il significato: “Quando Orion dal cielo imperversa” richiama quell’attesa e la lega all’antica relazione tra il mito e il mutare del tempo, tra il cielo e la vita sulla terra.
In questo progetto, il ruolo dei docenti emerge con una forza silenziosa ma determinante. Guide attente, capaci di accompagnare i ragazzi dentro un’esperienza reale, concreta, fatta di osservazione diretta e di relazione con ciò che li circonda. È un insegnamento che affonda le radici in una visione profonda dell’educazione, quella che Galileo sintetizzava con lucidità: i discorsi devono stare sopra il mondo sensibile, non sopra un mondo di carta. E così il cielo diventa spazio di gioco, di riflessione, di comunicazione e di immaginazione. Diventa occasione per costruire legami, per sviluppare uno sguardo critico, per imparare a stare nel tempo dell’attesa e della scoperta.
“Quando Orion dal cielo imperversa” è un racconto, certo, ma soprattutto testimonianza di come la scuola, quando si apre al mondo, riesca ancora a essere un luogo in cui si impara davvero.
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