CRONACA
Cisterna, le bare di Alessia e Martina tra centinaia di palloncini bianchi e rosa
CISTERNA – Cisterna ieri per due ore si è fermata. Lo ha fatto per salutare Alessia e Martina Capasso, uccise dal padre nella loro abitazione di Colle dei Pini. Il commissario straordinario ha proclamato il lutto cittadino, per permettere a tutti di partecipare ai funerali. Erano 15mila i presenti nella chiesa di San Valentino, che le due bambine frequentavano.
I feretri hanno lasciato il cimitero comunale attraversando Corso della Repubblica con tutte le serrande dei negozi abbassate, poi via Monti Lepini per essere accolti dall’applauso delle migliaia di persone presenti.
I bambini, in particolare i compagni di classe di Martina e Alessia, hanno indossato una t-shirt bianca con un cuore disegnato sopra.
Nella sua omelia il parroco che conosceva le sorelle Capasso ha parlato della loro vita, ha ricordato il battesimo, la comunione e per la più grande delle due fra poco sarebbe stata l’ora della cresima, poi ha provato ad offrire una lettura di speranza: “Ma è davvero tutto finito? …Umanamente parlando, non esistono risposte…. la risposta è della fede in Gesù: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché di essi è il Regno dei Cieli». Alessia e Martina sono ora nella gioia di questo Regno.
All’uscita delle due bare bianche, portate dai volontari della confraternita di San Rocco, il cielo si è puntellato di migliaia di palloncini bianchi e rosa, mentre il comitato spontaneo per Alessia e Martina ha liberato due colombe e fatto suonare le note del brano “Sta passando novembre (è per te)” di Eros Ramazzotti dal quale è stato estratto la frase “Solo che non doveva andar così, solo che tutti ora siamo un po’ più soli qui” riportata su uno striscione lungo 14 metri con dietro fumogeni di colore bianco e rosa.
Presenti le autorità militari e civili oltre ai i vertici della Findus, dove lavora Antonietta Gargiulo, la mamma tuttora ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma e che non ha potuto prendere parte alle esequie delle figlie.
IL TESTO DELL’OMELIA – È con grande emozione che oggi, a nome di tutti, do l’estremo saluto terreno ad Alessia e Martina, due bambine da me conosciute ed amate. Alessia, battezzata e comunicata da me, il prossimo 6 Maggio avrebbe dovuto ricevere il Sacramento della Cresima e Martina, a settembre avrebbe iniziato il suo cammino di catechesi parrocchiale. Ora è tutto finito. Ma è davvero tutto finito?
Sono circa 50 anni che sono sacerdote ed ho celebrato tanti funerali: funerali di persone suicide o uccise, di persone morte tranquillamente sul loro letto o tragicamente in incidenti vari, persone morte dopo una lunga malattia o morte all’improvviso senza che nessuno se ne accorgesse, giovani e anziani. Qualcuno potrebbe pensare che ormai sono abituato alla morte. NO! Non sono abituato!
Quando vedo una bara bianca un senso di ribellione mi assale e tanti “perché?” affollano la mia testa. Perché? Mi chiedo e so che questo succede anche a voi, fratelli miei.
Ma sappiamo tutti che umanamente parlando, non esistono risposte: allora ce la prendiamo tante volte con Dio, invochiamo la fatalità, parliamo di cattiveria umana, parliamo del caso. Ma restiamo sempre insoddisfatti e questo “perché” continua a perseguitarci. Dove trovare la risposta?
La risposta c’è e la troviamo in questo luogo!
Perché abbiamo portato Alessia e Martina qui? Non potevamo portarle in uno stadio dove ci saremo entrati tutti? O non potevamo portarle in un “palazzetto” dove saremo stati anche al coperto in caso di pioggia? No… le abbiamo portate qui in Chiesa perché questo luogo è stato molto famigliare per Alessia e Martina. Qui hanno pregato insieme alla comunità parrocchiale, qui hanno cominciato a muovere i primi passi sulla via della fede, e per Alessia nell’impegno cristiano nell’ACR, Azione Cattolica Ragazzi. È perciò in questo luogo che possiamo trovare la risposta che cerchiamo.
È la risposta della fede in Gesù che un giorno proclamò: «Io sono la via, la Verità e la Vita» (Gv 14,6). E in questa via hanno mosso i loro passi Alessia e Martina accettando la verità di quella Parola ascoltata che le ha fatte approdare alla vita eterna.
Perciò da questo evento dobbiamo ricevere un messaggio di vita per dare un significato all’accaduto. Ce lo ha detto san Paolo nella Prima Lettura proclamata: «Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso … sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore» (Rm 14,7.8). Alessia e Martina ora vivono nel Signore.
E non soltanto un messaggio di vita dobbiamo ricevere, ma anche un messaggio di gioia! Si, avete capito bene: gioia!
Un giorno Gesù fu attorniato da bambini possiamo immaginare le loro grida, le loro risate, la loro gioia di essere con Lui. Gli apostoli intervennero perché questi bambini fossero allontanati. Ma Gesù rimproverò gli apostoli e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché di essi è il Regno dei Cieli».
Alessia e Martina sono ora nella gioia di questo Regno e attraverso loro Gesù oggi dice a noi «se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 18,3).
E ancora Gesù nella lettura evangelica che abbiamo proclamato esclama: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21). Si, ai piccoli, come Alessia e Martina!
In questo momento allora lasciamoci attrarre dalla vita e dalla gioia di Alessia e Martina e se anche è difficile ascoltiamo ancora Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,28-30).
Maria, la Madre di Gesù, interceda per noi.
CRONACA
Bagnanti segnalano il (brutto) colore del mare di Latina, l’assessore Di Cocco risponde: “E’ il caldo, nessuno sversamento”
LATINA – Si moltiplicano dal Lido di Latina, diffuse spesso attraverso i social, le segnalazioni sul colore del mare non proprio rassicurante e ieri sulla questione ha deciso di intervenire l’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco che parla di comprensibili preoccupazioni, ma rassicura e spiega: “Il fenomeno è dovuto esclusivamente alle alte temperature di queste settimane, che favoriscono la naturale proliferazione delle alghe e possono alterare temporaneamente il colore dell’acqua. Si tratta di una condizione naturale, frequente nei periodi di intenso caldo e che non è riconducibile a sversamenti o altri fenomeni anomali”. Di Cocco assicura anche che la situazione è costantemente monitorata dagli enti competenti.
“Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi delle condizioni del mare, informando tempestivamente la cittadinanza qualora vi fossero aggiornamenti. Invito tutti a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando la diffusione di informazioni non verificate”.
CRONACA
Pontina, nuovi lavori fino al 13 settembre: cantieri notturni e restringimenti di carreggiata
Nuovi interventi di manutenzione interesseranno la strada statale 148 Pontina, una delle principali arterie del Lazio utilizzata quotidianamente da migliaia di automobilisti tra Roma e Latina. I lavori, inseriti nel programma di manutenzione della rete stradale, riguarderanno il rifacimento del piano viabile e proseguiranno fino al 13 settembre, salvo eventuali variazioni legate alle condizioni meteo o a esigenze operative. Per limitare i disagi alla circolazione, i cantieri saranno attivi esclusivamente nelle ore notturne, nella fascia compresa tra le 20.30 e le 6. Gli interventi interesseranno tratti saltuari della Pontina compresi tra il chilometro 10+550, all’altezza dell’Eur, e il chilometro 67+000, nel territorio di Latina, in entrambe le direzioni di marcia. Durante l’avanzamento dei lavori saranno adottate modifiche temporanee alla viabilità, con possibili restringimenti di carreggiata, chiusure temporanee di alcuni tratti e l’introduzione del limite massimo di velocità di 50 chilometri orari.
CRONACA
Sabaudia, revocati i domiciliari a un 49enne: trasferito in carcere dopo ripetute violazioni
I Carabinieri della Stazione di Sabaudia hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Latina che dispone la revoca degli arresti domiciliari e il trasferimento in carcere di un 49enne del posto, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare.
La decisione dell’autorità giudiziaria arriva al termine di una serie di violazioni contestate all’uomo negli ultimi mesi, documentate dai militari dell’Arma.
La vicenda risale allo scorso febbraio, quando il 49enne era stato arrestato dai Carabinieri dopo un intervento nella sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, durante una lite avrebbe aggredito la compagna convivente, provocandole diverse contusioni. All’arrivo dei militari avrebbe inoltre minacciato, oltraggiato e opposto resistenza agli operanti. Dopo l’arresto era stato posto ai domiciliari e successivamente condannato a otto mesi di reclusione da scontare nella stessa misura.
Nel mese di luglio l’uomo era stato nuovamente denunciato dopo essere stato sorpreso fuori dalla propria abitazione senza autorizzazione, in violazione delle prescrizioni imposte. Durante il controllo avrebbe anche opposto resistenza ai Carabinieri, ferendo uno dei militari, episodio che aveva portato a un nuovo arresto per evasione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Sempre a luglio, le forze dell’ordine erano intervenute ancora una volta presso l’abitazione del 49enne a seguito di una segnalazione per una lite domestica. In quell’occasione la convivente aveva riferito di essere stata strattonata e colpita durante un diverbio.
Alla luce della reiterazione delle condotte contestate, il Tribunale di Latina ha disposto la revoca della detenzione domiciliare e l’accompagnamento in carcere. Al termine delle formalità di rito, i Carabinieri hanno trasferito il 49enne nella casa circondariale di Latina, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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Germano Buonamano Mancaniello
9 Marzo 2018 at 11:17
Guardatelo il cielo appare disegnato dagli Dei come per quasi dire noi ci prepariamo ad una grande festa.
A nome di tutti gli Uomini sulla terra vi chiedo scusa;
in un mondo che prigioniero è
..che non si muore per amore è una gran bella ..verità
Ciao Piccole ♥♥