l'emeregenza

Dischetti di plastica, l’appello di Legambiente: “Ripuliamo le spiagge”

Gli ambientalisti si mobilitano e invitano i cittadini a collaborare prima che il mare li inghiotta

LATINA – Risolto il mistero dei dischetti sulle spiagge resta l’inquinamento e occorre muoversi in fretta prima che il mare inghiotta di nuovo le ormai famigerate retine di plastica spiaggiate sulle coste di Campania, Toscana e Lazio e provenienti  – come ha accertato la guardia costiera nel corso delle indagini  – da un impianto di depurazione sul fiume Sele.

L’invasione ha interessato anche le nostre spiagge da Latina a Sabaudia, Circeo, Terracina, Sperlonga e il Golfo di Gaeta. Per questo Clean Sea Life, il progetto europeo che mira ad accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini di cui Legambiente è partner, invita tutti a partecipare a #cacciaaldischetto, l’attività di pulizia delle spiagge coinvolte, che nel weekend vedrà cittadini e associazioni al lavoro in diverse località.

Gli attivisti fa contattare in provincia di Latina sono in particolare il Circolo Verde Azzurro Sud Pontino di Minturno e quello di Legambiente Terracina con il supporto di tutta l’attivissima rete cittadina #Plasticfreebeaches che si impegna nella sensibilizzazione dei danni prodotti dalle plastiche che finendo in mare entrano nella catena alimentare con danni incalcolabili anche per l’uomo.

“Ai fini di una corretta gestione delle operazioni – è l’appello di Legambiente  – si invita  tutti a comunicare i quantitativi di dischetti raccolti (usando sempre i guanti per precauzione) e sempre sul sito di Clean sea life e a conferire il bottino raccolto presso l’isola ecologica più vicina”.

2 Commenti

2 Commenti

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    24 Marzo 2018 alle 13:21

    C’è tanto esercito italiano a spasso per dentro le caserme chiamiamoli.
    P.s.) in testa ci deve essere il responsabile del danno causato cercatelo che c’è.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    24 Marzo 2018 alle 13:23

    Legambiente senti ‘nattimino ma un drone per perlustrare i tizi che si macchiano di soprusi nun te serve?, oppure in Italia si deve sempre intervenire dopo il danno compiuto?.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto