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Le coste pontine e la Piana di Fondi a rischio di scomparsa: lo studio dell’Enea

"Accelerazione dovuta al cambiamento climatico causato da aumento di CO2 in atmosfera"

LATINA – Le coste pontine e le nostre pianure costiere sono tra quelle più esposte al rischio di scomparire, sommerse dalle acque del Mediterraneo che si stanno alzando velocemente. Lo dice la ricerca sulle variazioni del livello del Mediterraneo coordinata dall’ENEA e pubblicata nelle scorse ore sulla rivista scientifica Quaternary International (ed Elsevier) dalla quale si apprende che il Mediterraneo si è innalzato di circa 30 cm negli ultimi 1.000 anni rispetto a un aumento più che triplo previsto nei prossimi 100 anni e che tra aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere come le Piane Pontina e di Fondi, in buona compagnia di Fiumicino, per restare solo al Lazio. In pratica sono a rischio di scomparsa porzioni di territorio dove si concentra oggi e vive, oltre la metà della popolazione locale.

“La ricerca ha preso in esame l’innalzamento del nostro mare in un arco temporale mai studiato prima”, spiega Fabrizio Antonioli del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti dell’ENEA, che ha coordinato lo studio. “In mille anni – aggiunge Antonioli – il Mediterraneo è aumentato da un minimo di 6 a un massimo di 33 cm, un livello inferiore del 65 per cento rispetto alle più recenti proiezioni dell’IPCC, secondo le quali l’innalzamento del mare a livello mondiale è stimato tra i 60 e i 95 cm entro il 2100. Si tratta di un’evidente accelerazione, dovuta principalmente al cambiamento climatico causato dall’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera, che negli ultimi quattro anni ha superato in modo stabile il valore di 400 ppm, un livello mai toccato sulla Terra negli ultimi 23 milioni di anni”.

“In Italia – conclude Antonioli – sono 33 le aree a rischio a causa dell’aumento del livello del mare. Le zone più estese si trovano sulla costa settentrionale del mare Adriatico tra Trieste e Ravenna, altre aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere della Versilia, di Fiumicino, le Piane Pontina e di Fondi, del Sele e del Volturno, l’area costiera di Catania e quelle di Cagliari e Oristano. Il massimo aumento del livello delle acque è atteso nel Nord Adriatico dove la somma del mare che sale e della costa che scende raggiungerà valori compresi tra 90 e 140 centimetri”.

Lo studio coordinato dall’Enea è stato realizzato insieme a ricercatori dell’INGV e delle Università di Roma “La Sapienza”, Bari “Aldo Moro”, Lecce, Catania, Haifa (Israele), Parigi e Marsiglia (Francia).

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